Svolta per Healthscope, il secondo maggiore operatore ospedaliero privato australiano, entrato in receivership nel maggio 2025 con circa 1,6 miliardi di dollari di debiti. I creditori hanno approvato un accordo che prevede la divisione dei 25 ospedali rimasti tra diversi operatori sanitari. Calvary Health Care, organizzazione non profit, prenderà in gestione 14 strutture e le funzioni centrali del gruppo, coordinando anche il trasferimento degli altri ospedali. L’operazione punta a garantire continuità assistenziale e maggiore certezza a migliaia di dipendenti.
Si apre un nuovo capitolo per Healthscope, uno dei principali gruppi della sanità privata australiana.
La società, finita in receivership nel maggio dello scorso anno dopo essere stata travolta da un debito stimato in circa 1,6 miliardi di dollari, verrà divisa tra diversi operatori nell’ambito di un accordo sostenuto dai suoi finanziatori.
L’obiettivo è mettere fine a mesi di incertezza sul futuro degli ospedali, dei dipendenti e dei pazienti.
Calvary prenderà 14 ospedali
La parte principale dell’operazione sarà affidata a Calvary Health Care, organizzazione sanitaria non profit che assumerà la gestione di 14 dei 25 ospedali ancora appartenenti a Healthscope.
Calvary acquisirà inoltre le funzioni centrali e la sede amministrativa del gruppo, assumendo un ruolo chiave nel coordinamento del trasferimento delle altre strutture agli operatori coinvolti nell’accordo.
Il chief executive di Calvary, Damien Bruce, ha sottolineato che l’operazione punta soprattutto a offrire stabilità alle migliaia di lavoratori impiegati negli ospedali metropolitani e regionali.
«Certezza e stabilità per personale e pazienti»
Bruce ha riconosciuto la difficile fase attraversata dal personale durante il lungo periodo di incertezza.
«Riconosciamo la resilienza e la dedizione dimostrate dal personale», ha dichiarato, aggiungendo che la priorità sarà fornire certezza, stabilità e fiducia a dipendenti, medici, pazienti, residenti e clienti durante la transizione.
Calvary ha inoltre assicurato che continuerà a lavorare con le équipe locali per mantenere cure sicure e di alta qualità e preservare i servizi considerati essenziali dalle comunità interessate.
Prince of Wales Private e Knox tra gli ospedali coinvolti
Il piano prevede il trasferimento di ulteriori strutture ad altri soggetti del consorzio.
Tra gli ospedali citati figurano il Prince of Wales Private Hospital di Sydney e il Knox Private Hospital nel Victoria.
Il documento fonte indica che sei ospedali saranno acquisiti nell’ambito dell’operazione, mentre le strutture rimanenti saranno gestite da operatori privati tra cui Acurio e KnG.
La suddivisione definitiva rappresenta quindi un vero smembramento dell’attuale Healthscope, che cesserà di operare nella forma conosciuta fino a oggi.
Una crisi da 1,6 miliardi di dollari
Healthscope era entrata in receivership nel maggio 2025, dopo anni di crescente pressione finanziaria.
Il debito accumulato aveva raggiunto circa 1,6 miliardi di dollari, mettendo a rischio il futuro di una rete ospedaliera fondamentale per il sistema sanitario privato australiano.
Il problema aveva assunto una dimensione nazionale proprio per l’ampiezza del gruppo e per il numero di pazienti, medici e lavoratori coinvolti.
Un settore fondamentale per la sanità australiana
Secondo i dati riportati nella fonte, il settore sanitario privato svolge un ruolo cruciale nell’assorbire una parte molto significativa dell’attività chirurgica elettiva australiana.
Per questo, garantire un futuro stabile alla rete Healthscope è considerato importante non soltanto per i dipendenti della società, ma per l’intero sistema sanitario nazionale.
Una crisi prolungata o la chiusura di alcune strutture avrebbe infatti potuto trasferire ulteriore pressione sugli ospedali pubblici, già sottoposti a tempi d’attesa e domanda crescente.
Da un unico gruppo a una rete di operatori
L’accordo segna quindi la fine del modello Healthscope come grande gruppo unitario.
Al suo posto nascerà una rete distribuita tra più operatori, con Calvary destinata ad assumere il ruolo principale.
Il passaggio dovrà ora essere gestito struttura per struttura, garantendo continuità nei servizi, nei contratti del personale e nell’assistenza ai pazienti.
Dopo oltre un anno di incertezza finanziaria, l’accordo offre una via d’uscita alla crisi Healthscope. Ma apre anche una nuova fase per la sanità privata australiana, con uno dei suoi maggiori operatori destinato a essere diviso e assorbito da una pluralità di nuovi gestori.
