Il vertice Brics di Nuova Delhi si chiude con una forte accelerazione diplomatica su due dei principali fronti di crisi internazionale. Secondo il Cremlino, Narendra Modi e Xi Jinping hanno offerto a Vladimir Putin i propri buoni uffici per favorire una soluzione negoziata della guerra in Ucraina, disponibilità accolta positivamente dal presidente russo. Gli Emirati Arabi Uniti si sono detti pronti a ospitare eventuali colloqui. A margine del summit si è inoltre svolto il primo incontro ad alto livello dall’inizio della guerra tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il principe ereditario di Abu Dhabi Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
Il vertice dei Brics a Nuova Delhi prova a trasformarsi da grande appuntamento economico a piattaforma diplomatica.
Nella giornata conclusiva, l’attenzione si è concentrata sull’Ucraina e sulla crisi del Golfo, con India, Cina ed Emirati Arabi Uniti che hanno manifestato disponibilità a svolgere un ruolo di mediazione.
Secondo quanto riferito dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, il premier indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping avrebbero offerto attivamente al presidente russo Vladimir Putin il proprio sostegno diplomatico per favorire una soluzione del conflitto ucraino.
Putin avrebbe accolto favorevolmente la disponibilità.
L’India aveva già ribadito nelle ultime settimane di sostenere ogni iniziativa finalizzata alla conclusione delle ostilità in Ucraina, mantenendo al tempo stesso stretti rapporti con Mosca.
Emirati pronti a ospitare colloqui
Alla disponibilità di India e Cina si aggiunge quella degli Emirati Arabi Uniti.
Il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha confermato che il Paese è pronto a ospitare eventuali negoziati.
Gli Emirati hanno già svolto in passato un ruolo di intermediario in dossier internazionali complessi e cercano ora di consolidarsi come uno dei principali canali diplomatici tra potenze che mantengono rapporti difficili o interrotti.
Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa ucraina, si starebbe lavorando anche all’ipotesi di colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Ucraina e Russia in ottobre. Al momento, tuttavia, non risultano annunci ufficiali che confermino sede, data o formato di un simile incontro.
Washington e Mosca hanno comunque manifestato negli ultimi giorni interesse per una ripresa dei colloqui mediati dagli Stati Uniti, rimasti bloccati da mesi.
Il primo incontro Iran-Emirati dall’inizio della guerra
Il passaggio diplomaticamente più significativo del vertice riguarda però il Medio Oriente.
A margine del summit si sono incontrati Masoud Pezeshkian, presidente dell’Iran, e il principe ereditario di Abu Dhabi Khaled bin Mohamed bin Zayed.
Si tratta del più importante incontro diretto tra i due Paesi dall’inizio dell’attuale conflitto nel Golfo. Reuters descrive il colloquio come un segnale di possibile riapertura del dialogo regionale in una fase di forte tensione militare.
L’incontro assume un valore particolare perché Iran ed Emirati fanno entrambi parte dei Brics, pur trovandosi su posizioni molto diverse rispetto alla guerra.
Proprio la necessità di trovare un linguaggio accettabile per Teheran e Abu Dhabi aveva rappresentato uno dei passaggi più difficili nella preparazione della dichiarazione finale.
Dichiarazione comune sulla crisi del Golfo
Il compromesso è arrivato con la Dichiarazione di Nuova Delhi, approvata all’unanimità.
Il documento esprime “profonda preoccupazione” per l’escalation in Medio Oriente, chiede a tutte le parti la massima moderazione e invita a evitare azioni capaci di aggravare ulteriormente la crisi.
I Brics ribadiscono inoltre la necessità di risolvere le controversie attraverso dialogo, consultazione e diplomazia.
L’accordo è politicamente significativo proprio perché riunisce intorno allo stesso testo Paesi con interessi e alleanze molto differenti.
Contro protezionismo e sanzioni unilaterali
La dichiarazione finale, lunga circa 45 pagine, dedica ampio spazio anche all’economia internazionale.
I Brics criticano l’aumento delle misure tariffarie e non tariffarie unilaterali, considerate una minaccia al commercio mondiale, e contestano il ricorso a sanzioni non approvate nell’ambito multilaterale.
Il riferimento politico è evidente: diversi membri del blocco, tra cui Russia e Iran, sono sottoposti a pesanti sanzioni occidentali, mentre le nuove politiche tariffarie statunitensi hanno accentuato le tensioni commerciali globali.
Il documento punta quindi a presentare i Brics come sostenitori di un sistema internazionale più multipolare e meno dipendente dalle istituzioni e dagli strumenti economici dominati dall’Occidente.
Xi rilancia il “Greater BRICS”
Nel suo intervento, Xi Jinping ha chiesto di rafforzare ulteriormente il ruolo del blocco attraverso quello che ha definito un “Greater BRICS”.
Pechino propone maggiore cooperazione in commercio, finanza, intelligenza artificiale e tecnologia, oltre allo sviluppo di nuovi strumenti per integrare maggiormente le economie dei Paesi membri.
Xi ha inoltre annunciato nuove iniziative, tra cui un’area Brics dedicata all’open source nell’intelligenza artificiale e un forum sul commercio dei servizi previsto per il 2027.
Modi: il Global South deve diventare protagonista
Per Narendra Modi, padrone di casa del summit, l’obiettivo politico è rafforzare il peso dei Paesi emergenti nella governance internazionale.
L’India punta a riformare istituzioni come ONU, Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Organizzazione mondiale del commercio, chiedendo una maggiore rappresentanza per Asia, Africa e America Latina.
Il premier indiano ha però cercato di evitare una rappresentazione dei Brics come semplice blocco antioccidentale, insistendo sulla necessità di trasformare il Global South da destinatario delle regole internazionali a protagonista della loro definizione.
Un vertice che prova a diventare diplomatico
Il risultato di Nuova Delhi non significa che siano improvvisamente scomparse le profonde divisioni tra i membri.
India e Cina restano concorrenti strategici, Iran ed Emirati mantengono interessi contrastanti nel Golfo e sulla guerra in Ucraina le posizioni all’interno del blocco sono tutt’altro che uniformi.
Ma il vertice mostra un’evoluzione.
I Brics non vogliono più essere soltanto un coordinamento economico delle potenze emergenti. Cercano progressivamente di presentarsi anche come luogo di mediazione politica.
L’offerta di India e Cina sull’Ucraina, la disponibilità degli Emirati a ospitare colloqui e soprattutto il primo incontro tra Teheran e Abu Dhabi dall’inizio della guerra rappresentano i segnali più concreti di questa ambizione.
Nuova Delhi non ha prodotto accordi di pace. Ha però aperto canali. In una fase in cui Ucraina e Medio Oriente restano attraversati dalla guerra, anche questo può diventare un risultato diplomatico da osservare con attenzione.
