A cura della redazione online
La possibile revisione della condanna di Alberto Stasi torna al centro del caso Garlasco. Secondo quanto riferito dall’Adnkronos, la Procura generale di Milano non sarebbe intenzionata ad assumere una propria iniziativa e attenderebbe un’eventuale richiesta dei difensori alla Corte d’appello di Brescia.
La notizia riguarda chi potrebbe promuovere la revisione. Non equivale a una decisione dei giudici sulla sua ammissibilità, né modifica la condanna definitiva di Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi.
L’aggiornamento più recente arriva dalle dichiarazioni dell’avvocato Antonio De Rensis a LaPresse: «Attendiamo senza fare alcuna previsione su quello che succederà a partire da lunedì». Il legale ha spiegato che l’acquisizione delle carte delle indagini potrà portare, eventualmente, alla presentazione della richiesta.
De Rensis e Giada Bocellari dovranno quindi valutare il materiale disponibile e gli elementi da sottoporre ai giudici. Al momento, parlare di una revisione già decisa o definitivamente esclusa anticiperebbe conclusioni che non risultano adottate.
La posizione attribuita alla Procura generale aveva suscitato sorpresa durante la trasmissione Ignoto X, quando Pino Rinaldi, leggendo la notizia, aveva commentato: «A noi non ci risulta».
Nei mesi precedenti, la procuratrice generale Francesca Nanni aveva infatti avviato l’esame degli atti trasmessi da Pavia per valutare un’eventuale iniziativa. Secondo LaPresse, l’ufficio ha studiato il materiale, ma non ha presentato una propria istanza né espresso valutazioni definitive sul caso.
L’assenza di una richiesta, dunque, non basta da sola a dimostrare un’inversione di rotta. La valutazione degli atti e la scelta di promuovere una revisione restano passaggi differenti.
Parallelamente, la Procura di Pavia si prepara a una nuova chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, dopo il precedente avviso notificato a maggio. Gli ulteriori accertamenti hanno riguardato elementi tecnici che restano al centro del confronto tra accusa e difesa, dalle tracce genetiche alle impronte e alle misurazioni antropometriche.
La ricostruzione dei magistrati attribuisce a Sempio l’omicidio di Chiara Poggi. Si tratta della tesi accusatoria: Sempio resta indagato e presunto innocente, mentre Stasi resta il condannato definitivo per il delitto.
La scadenza del 28 settembre non coincide con una sentenza né comporta automaticamente l’apertura di un processo di revisione. L’avvocato Liborio Cataliotti, che difende Sempio insieme ad Angela Taccia, ha ricordato che la notifica dell’eventuale chiusura delle indagini potrebbe anche avvenire successivamente.
Gli sviluppi dell’inchiesta pavese potranno fornire materiale da valutare sul fronte Stasi, ma non cancellano autonomamente la sua condanna. I prossimi passaggi dipenderanno dagli atti della Procura, dalle iniziative delle difese e dalle successive decisioni giudiziarie.
