8 ottobre giorno di verità per il voto estero 

The Late Hon. Mirko Tremaglia, Minister for Italians Abroad (2001-2006)
The Late Hon. Mirko Tremaglia, Minister for Italians Abroad (2001-2006)

di Emanuele Esposito 

Ormai manca poco. Giovedì 8 ottobre la Camera sarà chiamata al voto finale sulla nuova legge elettorale e quella data potrebbe segnare un passaggio storico anche per milioni di italiani residenti all’estero. 

Il primo scoglio è stato superato. Montecitorio ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Un’Aula praticamente al completo: 380 deputati presenti su 400. La maggioranza aveva richiamato i propri parlamentari e dal voto è uscita con numeri persino superiori alle attese. 

Adesso, però, arriva il passaggio decisivo. Il voto finale sarà segreto e proprio per questo resta da capire quanto peseranno i malumori emersi nelle ultime settimane e quanto, invece, prevarrà la disciplina dei gruppi parlamentari. È un’incognita destinata ad accompagnare queste ultime giornate, perché nel segreto dell’urna potrebbero trovare spazio anche quelle perplessità che difficilmente emergono nelle dichiarazioni ufficiali. 

Per noi italiani d’Australia la questione assume un significato particolare. Il nuovo sistema modifica profondamente la geografia della Circoscrizione Estero: alla Camera le attuali ripartizioni diventerebbero due, mentre al Senato l’intero mondo diventerebbe un unico collegio. 

L’Australia finirebbe quindi dentro una competizione elettorale enormemente più vasta, insieme ad Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Non significa formalmente la scomparsa della rappresentanza degli italiani d’Australia, ma certamente viene meno quella garanzia territoriale sulla quale per oltre vent’anni si è costruito il sistema nato dalla Legge Tremaglia. 

E non si tratta soltanto di una questione di confini elettorali. Per una comunità geograficamente lontana dall’Italia, inserita in un continente con caratteristiche, esigenze e priorità proprie, la possibilità di esprimere una rappresentanza realmente legata al territorio ha avuto un valore politico e simbolico considerevole. Allargare enormemente i collegi significa inevitabilmente modificare anche il rapporto tra elettori, candidati e futuri parlamentari. È questo il vero nodo dell’8 ottobre. Non soltanto quale legge utilizzerà l’Italia alle prossime elezioni, ma quale rapporto vorrà mantenere con le proprie comunità nel mondo. La Circoscrizione Estero non è mai stata semplicemente un meccanismo per distribuire alcuni seggi: ha rappresentato il riconoscimento istituzionale di un’Italia che continua a vivere anche oltre i propri confini. Dopo il voto ci sarà tempo per analizzare responsabilità, conseguenze e possibili strade future. Perché una via d’uscita può ancora esistere. Ma prima occorre vedere cosa accadrà in quell’Aula. L’8 ottobre sapremo se si chiude definitivamente una stagione iniziata con Mirko Tremaglia.