Si è spenta a Milano una delle figure più amate dello spettacolo italiano. Cantante, attrice e conduttrice televisiva, Wilma De Angelis ha attraversato oltre settant’anni di storia della musica e della televisione. Protagonista del Festival di Sanremo con brani come “Nessuno”, “Quando vien la sera” e “Patatina”, seppe reinventarsi diventando una pioniera dei programmi di cucina sul piccolo schermo. Il nipote Fabio De Angelis ha confermato la scomparsa, ricordandone il sorriso e la straordinaria gioia di vivere.
A cura della Redazione Allora! Online
Si è spenta a Milano, all’età di 96 anni, Wilma De Angelis, cantante, attrice e conduttrice televisiva che ha accompagnato intere generazioni di italiani attraverso la musica, il varietà e i programmi dedicati alla cucina.
A confermare la notizia della scomparsa è stato il nipote Fabio De Angelis, che ha affidato ai social un ricordo affettuoso della zia, sottolineandone la simpatia, il sorriso e quella capacità di trasmettere allegria che aveva caratterizzato tutta la sua lunga carriera.
Con Wilma De Angelis scompare una protagonista dello spettacolo italiano del Novecento, un’artista capace di attraversare epoche profondamente differenti senza perdere la propria identità.
Prima cantante di successo, poi volto familiare della televisione, seppe trasformare la naturalezza e la spontaneità in qualità artistiche riconoscibili.
La sua carriera racconta anche l’evoluzione della cultura popolare italiana: dai grandi festival musicali degli anni Cinquanta e Sessanta alla nascita delle televisioni commerciali e dei programmi gastronomici.
Gli esordi e la passione per il jazz
Nata a Milano l’8 aprile 1930, Wilma De Angelis manifestò fin da giovane una forte passione per la musica e il palcoscenico.
Le prime esperienze artistiche risalgono all’infanzia, quando partecipò a spettacoli teatrali e rappresentazioni dedicate ai bambini.
Negli anni Cinquanta si avvicinò alla musica leggera e al jazz, distinguendosi per una vocalità versatile e una notevole presenza scenica.
Tra le prime esperienze professionali figurò la partecipazione al Duo Vocale Vis, formazione che contribuì a farla conoscere nell’ambiente musicale.
Nel 1956 conquistò il titolo di Reginetta italiana del jazz, riconoscimento che rappresentò un’importante affermazione nella fase iniziale della carriera.
Il jazz rimase una delle sue grandi passioni, anche quando il successo la portò progressivamente verso la canzone melodica italiana.
Sanremo e il successo di “Nessuno”
La svolta arrivò nel 1959, quando Wilma De Angelis partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo.
Presentò due canzoni destinate a entrare nella storia della musica leggera italiana: Nessuno, interpretata anche da Betty Curtis, e Per tutta la vita, proposta in abbinamento con Jula de Palma.
Particolarmente importante fu il successo di Nessuno, una composizione che sarebbe diventata uno dei brani simbolo di quegli anni.
La canzone venne successivamente reinterpretata da Mina con uno stile completamente differente, più vicino allo swing e al rock.
Il confronto tra le due interpretazioni rimane uno degli episodi più ricordati della televisione musicale italiana.
Durante una celebre esibizione a Canzonissima, le due artiste diedero vita a un divertente scambio musicale, mettendo a confronto la versione melodica di Wilma con quella più energica di Mina.
Un momento che racconta perfettamente il passaggio generazionale della musica italiana tra tradizione e modernità.
Wilma avrebbe ricordato negli anni successivi anche l’emozione provata ascoltando la trasformazione del suo brano attraverso la voce di Mina.
“Patatina” e il soprannome che la rese celebre
Nel 1960 Wilma De Angelis tornò a Sanremo con Quando vien la sera, interpretata insieme a Joe Sentieri, ottenendo un importante successo.
Ma fu nel 1961 che arrivò una delle canzoni destinate a renderla definitivamente popolare.
Con Patatina, brano firmato da Gianni Meccia, la cantante conquistò il pubblico grazie a un’interpretazione vivace e ironica.
Il pezzo divenne un successo discografico e le valse il soprannome di Miss Patatina, che l’avrebbe accompagnata per il resto della carriera.
Negli anni successivi continuò a partecipare a festival, trasmissioni musicali e spettacoli teatrali, affermandosi tra le voci più conosciute della canzone italiana.
La sua presenza artistica era caratterizzata da uno stile immediato, comunicativo, capace di conquistare il pubblico senza ricorrere a eccessi.
La seconda vita grazie a Paolo Limiti
Dopo il successo musicale degli anni Sessanta, Wilma De Angelis attraversò un periodo più difficile.
Il cambiamento dei gusti del pubblico e l’arrivo di nuove generazioni di cantanti modificarono profondamente il panorama discografico italiano.
Molti interpreti della musica melodica tradizionale incontrarono difficoltà nel mantenere la popolarità conquistata durante gli anni precedenti.
Per Wilma, tuttavia, si aprì una nuova stagione.
Alla fine degli anni Settanta fu Paolo Limiti a offrirle l’opportunità di cimentarsi in un settore completamente differente: la cucina televisiva.
Nel 1979 iniziò a condurre Telemenù su Telemontecarlo.
Una proposta apparentemente insolita per una cantante che non aveva una formazione professionale come cuoca, ma che si rivelò straordinariamente adatta alla sua personalità.
Il programma ottenne rapidamente il favore del pubblico e aprì la strada a una lunga stagione televisiva.
La pioniera dei programmi di cucina
Con Telemenù, poi affiancato da trasmissioni come Sale, pepe e… fantasia, A pranzo con Wilma e La spesa di Wilma, la cantante diventò uno dei volti più riconoscibili della televisione gastronomica italiana.
Il suo approccio era semplice e familiare.
Non cercava di presentarsi come una grande chef, ma come una persona capace di condividere ricette, consigli e piccoli segreti della cucina quotidiana.
Il pubblico apprezzava proprio questa spontaneità.
Wilma spiegava le preparazioni senza formalismi, con il sorriso e con un linguaggio accessibile, trasformando ogni appuntamento in una conversazione ideale con gli spettatori.
In un’epoca nella quale i grandi cooking show contemporanei erano ancora lontani, De Angelis contribuì a rendere la cucina un contenuto televisivo autonomo, riconoscibile e popolare.
Il suo stile anticipò alcuni elementi che sarebbero diventati fondamentali nei programmi gastronomici dei decenni successivi: il rapporto diretto con il pubblico, la valorizzazione della cucina domestica e la capacità di raccontare i piatti attraverso le persone.
Una presenza familiare fino agli ultimi anni
Wilma De Angelis non abbandonò mai completamente la musica.
Continuò a esibirsi, partecipare a programmi televisivi e raccontare la propria carriera attraverso interviste e ospitate.
Negli anni più recenti era tornata sul piccolo schermo in trasmissioni come I migliori anni e Domenica In, suscitando l’affetto di un pubblico che non aveva dimenticato le sue canzoni.
La sua longevità artistica rappresentava una testimonianza rara di continuità nello spettacolo italiano.
Dalle prime apparizioni in bianco e nero alla televisione contemporanea, Wilma aveva attraversato trasformazioni profonde, mantenendo sempre un rapporto diretto con gli spettatori.
Era una delle ultime interpreti di una generazione che aveva contribuito a costruire la popolarità della televisione italiana.
Il ricordo del nipote Fabio
La notizia della morte è stata accompagnata dal messaggio del nipote Fabio De Angelis, che ha voluto ricordare soprattutto la dimensione umana della cantante.
Nel suo saluto ha richiamato le canzoni, la simpatia, il sorriso e la gioia di vivere della zia, descrivendo il dolore della famiglia per la sua scomparsa.
Un ricordo che restituisce l’immagine di una donna profondamente legata ai propri affetti e capace di lasciare un segno nella vita delle persone che l’hanno conosciuta.
Un sorriso che appartiene alla storia della televisione italiana
Con la scomparsa di Wilma De Angelis si chiude un altro capitolo della storia dello spettacolo italiano.
La sua eredità non si misura soltanto attraverso le canzoni incise, le partecipazioni a Sanremo o gli anni trascorsi davanti alle telecamere.
Rimane soprattutto nella capacità di aver accompagnato il pubblico attraverso stagioni differenti, reinventandosi senza perdere il carattere che l’aveva resa riconoscibile.
Wilma De Angelis è stata una voce della musica italiana, ma anche un volto capace di trasformare la quotidianità in intrattenimento.
La sua storia racconta un’epoca nella quale il palcoscenico, la radio e la televisione costruivano un rapporto di familiarità con milioni di spettatori.
Prima attraverso una canzone, poi attraverso una ricetta, Wilma era riuscita a entrare nelle case degli italiani con la naturalezza di un’amica.
Un’artista che aveva attraversato oltre settant’anni di spettacolo, mantenendo intatti il piacere di comunicare e la capacità di sorridere.
E forse è proprio questo il ricordo più autentico che lascia: quello di una donna che ha saputo fare della semplicità una forma di talento e della simpatia un linguaggio universale.
