di Samuele Cupido
Due culture che convergono in una sola storia, legata a un’identità condivisa in continua evoluzione: con Cristian Bonetto, le parole diventano uno strumento per esplorare l’identità italo-australiana in ogni sua sfaccettatura, tra radici profonde, senso d’appartenenza e nuove prospettive, nel segno della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2026.
“ITALO è una lettera d’amore, un’accelerazione di insaziabile appetito dell’Australia per tutto ciò che è italiano”. Nel nuovo appuntamento della serie di My Italian Connection, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia e avuto luogo il 15 ottobre presso la sede dell’Istituto, Bonetto racconta in modo inedito il suo nuovo libro, “ITALO. Culture and Dining in Italian Australia” (Hardie Grant Explore, 2026), attraversando, con la curiosità del viaggiatore, l’italianità in Australia, senza tralasciare dettagli molto intimi e personali della sua storia.
Infatti, pur essendo nato e cresciuto a Melbourne, il travel writer, uno dei principali autori e collaboratori della nota casa editrice dedicata al mondo dei viaggi “Lonely Planet”, ci tiene particolarmente a rivendicare il proprio retaggio appartenente alla penisola: il padre è originario di Montebelluna, in provincia di Treviso, mentre la mamma, nata ad Alessandria d’Egitto, ha discendenze piemontesi e sarde. L’eredità culturale della sua famiglia è il filo conduttore che lega le sue radici alla forte passione che caratterizza la narrativa della sua opera, capace di coinvolgere chiunque in modo efficace e interattivo.
“Non è un libro pensato soltanto per italiani e australiani, né un libro che parla soltanto di loro. È una guida per chiunque sappia trovare piacere in un caffè preparato alla perfezione, in un esuberante “Ciao bella!” o in un oggetto dal design impeccabile. D’altronde, la cultura italiana ha plasmato profondamente l’Australia ben oltre i confini delle case italiane e dei circoli sociali”. Il viaggio nel vivo di ITALO si articola in cinque capitoli, ciascuno dei quali indica altrettante tappe, enogastronomiche, mondane e non solo, partendo da Melbourne fino a Perth, passando per Sydney, Brisbane e Adelaide.
Più che una semplice raccolta di indirizzi o una guida turistica convenzionale, il libro si prende la responsabilità di spiegare come l’identità italiana abbia avuto un’influenza importante in Australia, accompagnando il lettore alla scoperta di luoghi e tradizioni che raccontano una relazione socioculturale viva, capace di superare i confini delle comunità d’origine e diventare parte integrante del patrimonio di un Paese.
“Vivere nel borbottio e nel sibilo della caffettiera, nell’architettura di edifici vecchi e nuovi, nelle strade e nei vicoli animati da pizza, musica italo-pop e spritz colore ambra. ITALO porta alla luce luoghi, persone e tesori che intrecciano in modo indissolubile due paesi lontani, trasformandoli in un’unica, esuberante realtà australiana”. L’appuntamento si colloca, come ricordato dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Marco Gioacchini prima e dal Console Gianluca Rubagotti poi, nella lunga serie di eventi legati alla 26ª edizione della Settimana della Lingua Italiana del Mondo, a cura del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. A tal proposito, la programmazione, ricordata al termine dell’intervento di Bonetto, prevede nomi di spessore, su tutti l’autrice Laura Imai Messina, protagonista il 22 ottobre di “Raccontare l’Espatrio: Storytelling nel Paese di Arrivo”, incontro organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale d’Italia a Sydney, in collaborazione con la società Dante Alighieri.
