di Emanuele Esposito
Garlasco. Ho la sensazione che la fase cruciale debba ancora arrivare. Mi aspetto altre novità, elementi che potrebbero pesare molto e cambiare lo scenario. È la mia valutazione, non l’annuncio di fatti già accertati.
Come avevamo già anticipato qualche mese fa, questa storia va indagata a fondo. E oggi continuo a pensarla esattamente così. Bisogna approfondire, verificare, cercare risposte. Senza fermarsi davanti alle domande più scomode.
Perché, a mio giudizio, chi indagò deve spiegare tante cose. Le scelte compiute, il percorso seguito, il peso attribuito agli elementi disponibili. Chiedere spiegazioni è legittimo. Ed è proprio sulle spiegazioni che bisogna insistere.
Ci saranno nuovi indagati? Potrebbe accadere, ma non possiamo annunciarlo come una certezza né stabilire quando. Se arriveranno nuovi sviluppi, dovranno essere valutati sulla base degli atti e delle prove, non delle aspettative.
La mia impressione è che possano esserci ancora elementi da portare alla luce, capaci di modificare la lettura di questa vicenda. È questo che voglio vedere approfondito. Parlare di elementi deliberatamente nascosti, però, richiederebbe riscontri che qui non abbiamo.
E continuo a non comprendere la posizione della famiglia Poggi: perché rimanere così ancorati a una ricostruzione che io continuo a mettere in discussione? È una domanda sulla loro posizione, non un’accusa di sostenere consapevolmente il falso.
Mi aspetto novità. Mi aspetto che possano aprirsi passaggi importanti. Ma saranno gli elementi verificati a dirci se lo scenario cambierà davvero.
La mia opinione resta questa: su Garlasco bisogna andare fino in fondo. E chi ha risposte da dare deve darle.
