Secondo Test drammatico per gli australiani a Gqeberha. Il Sudafrica domina con 425 punti, mentre la squadra di Pat Cummins crolla nel primo innings sotto i colpi di Marco Jansen. Travis Head tenta la rimonta, Steve Smith è alle prese con un problema al collo e la pioggia ritarda l’inizio dell’ultima giornata. In palio il risultato della serie.
L’Australia del cricket si trova davanti a una delle prove più difficili degli ultimi anni. Nel secondo Test contro il Sudafrica, allo St George’s Park di Gqeberha, la nazionale australiana è sull’orlo della sconfitta dopo una prestazione disastrosa con la mazza, culminata nell’eliminazione dell’intera squadra per appena 99 punti nel primo innings.
Un risultato pesantissimo, soprattutto considerando i 425 punti realizzati dai sudafricani, che hanno imposto agli avversari il follow-on, obbligandoli a tornare immediatamente in battuta.
Alla conclusione della quarta giornata l’Australia aveva raggiunto 156 punti perdendo quattro wicket nel secondo innings, rimanendo comunque in svantaggio di 170 punti.
Con soltanto sei wicket a disposizione e un’intera giornata ancora da affrontare, la squadra guidata dal capitano Pat Cummins deve ora tentare un’impresa per evitare una sconfitta che permetterebbe al Sudafrica di pareggiare la serie.
L’ultima giornata è iniziata con un imprevisto favorevole agli australiani: la pioggia ha costretto gli organizzatori a ritardare la ripresa del gioco.
Ogni minuto perso potrebbe diventare prezioso per una squadra che, più che cercare la vittoria, deve ormai puntare a resistere fino al termine della partita.
Australia eliminata per 99 punti: una delle peggiori prestazioni recenti
Il momento decisivo dell’incontro è arrivato durante la quarta giornata, quando i battitori australiani non sono riusciti a contenere l’offensiva dei lanciatori sudafricani.
Dopo aver assistito al dominio del Sudafrica, capace di dichiarare chiuso il proprio innings a quota 425 per nove wicket, l’Australia avrebbe dovuto costruire una risposta solida.
È accaduto esattamente il contrario.
I battitori hanno ceduto rapidamente, incapaci di trovare continuità davanti a una formazione sudafricana particolarmente efficace.
Il risultato finale di 99 punti ha evidenziato problemi tecnici e decisionali che erano già emersi nelle precedenti partite.
In un Test match, nel quale la capacità di resistere e costruire lunghi innings rappresenta una componente fondamentale, una prestazione così negativa può compromettere l’intero incontro.
L’Australia è stata quindi costretta al follow-on, una situazione relativamente rara per la nazionale e particolarmente difficile da affrontare quando l’avversario dispone ancora di un ampio vantaggio.
Marco Jansen protagonista: cinque wicket e un Sudafrica dominante
Il principale protagonista della giornata è stato Marco Jansen, il lanciatore sudafricano di 26 anni che ha messo in difficoltà l’intero ordine di battuta australiano.
Jansen ha conquistato cinque wicket concedendo soltanto 33 punti in undici over, una prestazione di altissimo livello che ha contribuito in maniera decisiva al crollo degli ospiti.
Il giocatore aveva già avuto un ruolo importante con la mazza, realizzando 85 punti durante il precedente innings sudafricano.
La combinazione delle sue prestazioni ha reso il giovane all-rounder uno dei protagonisti assoluti del Test.
Jansen ha spiegato che le condizioni dello St George’s Park erano particolarmente favorevoli ai lanciatori capaci di sfruttare il movimento della palla dopo il rimbalzo.
La sua precisione, accompagnata da una buona velocità, ha messo continuamente sotto pressione i battitori australiani.
Il sudafricano ha inoltre elogiato il lavoro dei compagni, sottolineando l’importanza delle prese effettuate dai fielders.
Accanto a lui, anche Kagiso Rabada e Wiaan Mulder hanno contribuito a limitare drasticamente il punteggio australiano.
Travis Head, l’ultima speranza degli australiani
Nel secondo innings, dopo essere stata obbligata a tornare in battuta, l’Australia ha mostrato alcuni segnali di reazione.
A guidare il tentativo di rimonta è stato Travis Head, arrivato alla conclusione della quarta giornata con 87 punti senza essere eliminato.
Il battitore australiano ha affrontato con maggiore determinazione i lanciatori sudafricani, dimostrando aggressività e capacità di resistenza.
La sua prestazione rappresenta la principale speranza per una squadra che deve prima annullare lo svantaggio di 170 punti e poi cercare di rimanere in campo il più a lungo possibile.
Head si trova in una posizione delicata: deve continuare a segnare, ma soprattutto evitare di perdere il proprio wicket.
Una sua eliminazione nelle prime fasi della giornata potrebbe ridurre drasticamente le possibilità australiane di ottenere un pareggio.
Accanto a lui, alla ripresa del gioco, è previsto Scott Boland, utilizzato come nightwatchman, un battitore inviato temporaneamente in campo per proteggere i giocatori più importanti nelle fasi finali della giornata precedente.
Molto dipenderà dalla capacità della coppia di resistere alla nuova offensiva sudafricana.
Steve Smith alle prese con un problema al collo
A complicare ulteriormente la situazione australiana è arrivato anche un problema fisico per Steve Smith, uno dei battitori più importanti della nazionale.
L’ex capitano ha accusato un dolore al collo durante il primo innings, apparendo visibilmente limitato nei movimenti e costretto a modificare ripetutamente la propria posizione di battuta.
Durante le pause è stato sottoposto a trattamenti e ha utilizzato una copertura riscaldante per cercare di alleviare il fastidio muscolare.
Smith non è entrato in campo nella fase conclusiva della quarta giornata, nonostante fosse inizialmente previsto il suo ingresso.
Lo staff australiano ha preferito concedergli alcune ore supplementari di recupero.
Il commissario tecnico Andrew McDonald ha comunque manifestato fiducia nella possibilità che Smith possa tornare a battere durante l’ultima giornata.
La sua presenza potrebbe essere determinante.
Un battitore della sua esperienza è particolarmente importante quando l’obiettivo non è soltanto segnare punti, ma mantenere la concentrazione per lunghi periodi e impedire agli avversari di completare rapidamente le eliminazioni.
Rimane però da verificare quanto il problema fisico possa condizionare il suo rendimento.
Marnus Labuschagne ancora sotto pressione
Tra i giocatori finiti al centro delle critiche c’è anche Marnus Labuschagne.
Il battitore australiano sta attraversando una fase particolarmente difficile della propria carriera internazionale.
Secondo i dati riportati da ABC Sport, Labuschagne ha disputato 46 innings nei Test senza riuscire a realizzare un secolo, un periodo di rendimento inferiore alle aspettative per un giocatore che aveva rappresentato uno dei punti di forza dell’Australia.
Durante la seconda ripresa contro il Sudafrica, Labuschagne sembrava avere finalmente trovato maggiore stabilità.
Insieme a Travis Head aveva contribuito a costruire una partnership di 92 punti per il secondo wicket.
Ma proprio quando la coppia sembrava avere superato la fase più complicata, Labuschagne ha tentato un colpo aggressivo contro lo spinner Simon Harmer.
La scelta si è rivelata fatale: il battitore è stato eliminato, interrompendo una collaborazione che avrebbe potuto contribuire alla salvezza australiana.
Il successivo crollo di altri wicket ha ulteriormente peggiorato la situazione.
Il tecnico McDonald difende i giocatori
Nonostante la prestazione negativa, l’allenatore australiano Andrew McDonald ha evitato di attribuire pubblicamente la responsabilità della crisi a singoli giocatori.
Il tecnico ha riconosciuto la gravità del passo falso, ma ha ricordato che soltanto una settimana prima l’Australia aveva dimostrato di essere una squadra competitiva.
La serie contro il Sudafrica si era infatti aperta con la vittoria australiana nel primo Test a Durban.
Il secondo incontro ha però riportato alla luce fragilità nell’ordine di battuta.
McDonald ha riconosciuto che alcuni giocatori hanno commesso errori nella scelta dei colpi, soprattutto dopo essere riusciti a costruire situazioni potenzialmente favorevoli.
Il riferimento più evidente riguarda proprio Labuschagne, che non è riuscito a trasformare una buona partenza in un innings decisivo.
L’allenatore ha comunque escluso giudizi affrettati e ha ribadito la necessità di valutare le prestazioni nel loro insieme.
Le decisioni sulla formazione per il terzo Test saranno prese dopo la conclusione dell’incontro.
Anche il Sudafrica deve fare i conti con gli infortuni
Nonostante il netto vantaggio, il Sudafrica affronta alcune difficoltà sul piano fisico.
Il lanciatore veloce Anrich Nortje ha riportato un problema all’inguine destro durante il proprio quarto over nella quarta giornata.
L’infortunio è arrivato dopo che il giocatore aveva eliminato Marnus Labuschagne.
La sua eventuale indisponibilità potrebbe ridurre le opzioni offensive a disposizione dei padroni di casa.
Nortje, 32 anni, era tornato recentemente a disputare cricket di prima classe dopo una lunga assenza, affrontando un carico di lavoro significativo nel primo Test di Durban.
Il Sudafrica ha comunque dimostrato di disporre di un reparto di lanciatori efficace, capace di mettere in difficoltà gli australiani anche senza poter utilizzare pienamente uno dei propri uomini più esperti.
L’eventuale assenza di Nortje nella parte conclusiva del match potrebbe però rendere più impegnativo il compito di eliminare gli ultimi sei battitori australiani.
La pioggia può salvare l’Australia?
L’ultima giornata è cominciata sotto il segno dell’incertezza meteorologica.
Una leggera pioggia sullo St George’s Park ha costretto gli organizzatori a mantenere temporaneamente le coperture sul terreno, ritardando l’inizio del gioco.
Le previsioni indicavano la possibilità di precipitazioni e vento sostenuto, con raffiche che avrebbero potuto raggiungere velocità elevate.
Per il Sudafrica, ogni interruzione rappresenta una perdita di tempo prezioso nella ricerca dei sei wicket necessari per concludere l’incontro.
Per l’Australia, invece, la riduzione del numero di over disponibili potrebbe aumentare le possibilità di evitare la sconfitta.
Nel cricket Test, infatti, la partita può terminare in pareggio se il tempo regolamentare si esaurisce senza che sia stato raggiunto un risultato definitivo.
La pioggia non garantisce naturalmente alcuna salvezza, ma potrebbe diventare un fattore importante se gli australiani riuscissero a resistere abbastanza a lungo.
La priorità rimane comunque la prestazione dei battitori.
Senza una resistenza significativa, anche le interruzioni meteorologiche potrebbero non essere sufficienti.
Il terzo Test di Cape Town rischia di diventare decisivo
Il risultato di Gqeberha potrebbe influenzare direttamente l’esito della serie tra Australia e Sudafrica.
Gli australiani hanno conquistato il primo incontro a Durban, ma una vittoria sudafricana nel secondo Test riporterebbe le due nazionali in perfetta parità.
In quel caso, il terzo e ultimo incontro, in programma dal 27 ottobre al Newlands Cricket Ground di Cape Town, diventerebbe decisivo per l’assegnazione della serie.
Il Sudafrica punta a sfruttare il vantaggio costruito nelle prime quattro giornate per riequilibrare il confronto e affrontare l’ultima partita con maggiore fiducia.
L’Australia, invece, deve evitare che una prestazione negativa si trasformi in una crisi di risultati e di fiducia.
Il problema principale riguarda la continuità del reparto offensivo con la mazza, nonostante la qualità dei lanciatori e l’esperienza complessiva della formazione.
Le scelte tecniche per Cape Town potrebbero quindi dipendere non soltanto dal risultato finale, ma anche dal comportamento degli australiani durante l’ultima giornata.
Una giornata decisiva per il futuro della serie
Il secondo Test ha mostrato due squadre in condizioni molto differenti.
Il Sudafrica ha saputo costruire un punteggio importante e sfruttare con precisione le condizioni del terreno.
L’Australia, invece, ha alternato brevi momenti di resistenza a errori che hanno compromesso il confronto.
Il crollo a 99 punti rimane il simbolo di una prestazione che difficilmente sarà dimenticata.
Ora tutto dipende dalla capacità di Travis Head, Steve Smith e degli altri battitori rimasti di trasformare una situazione quasi disperata in una lunga prova di resistenza.
L’eventuale contributo della pioggia potrebbe aiutare, ma non sostituire la necessità di una prestazione convincente.
Per l’Australia non è più il momento di cercare una vittoria spettacolare. È il momento di dimostrare carattere, concentrazione e capacità di resistere sotto pressione.
Se riuscirà a farlo, potrà ancora salvare il Test e mantenere il vantaggio nella serie.
In caso contrario, il Sudafrica avrà completato una rimonta importante, rimandando ogni decisione all’ultimo appuntamento di Cape Town.
Allora! Online – Redazione

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