Domenica 25 ottobre 2026 il Western Sydney International Airport accoglierà i primi passeggeri. Un investimento da 5,6 miliardi di dollari australiani che promette di trasformare il futuro dei trasporti, del turismo e dell’economia del New South Wales. Ma tra entusiasmo e aspettative restano le preoccupazioni dei residenti per il rumore degli aerei e i collegamenti ancora incompleti.
Ottant’anni di discussioni politiche, progetti abbandonati, proteste popolari e miliardi di dollari investiti. Alla fine, il secondo grande aeroporto di Sydney è diventato realtà.
Domenica 25 ottobre il Western Sydney International Airport, intitolato alla pioniera dell’aviazione australiana Nancy-Bird Walton, aprirà ufficialmente al traffico passeggeri, segnando una svolta storica per il sistema aeroportuale australiano.
Alle 11 del mattino un Airbus A320 della Jetstar decollerà verso la Gold Coast, inaugurando una nuova stagione per il trasporto aereo nel New South Wales.
Per molti australiani sarà semplicemente un nuovo collegamento aereo. Per altri rappresenterà la conclusione di una vicenda iniziata nel lontano 1946, quando, all’indomani della Seconda guerra mondiale, si cominciò a discutere della necessità di costruire un secondo aeroporto per Sydney.
Ottant’anni di politica, promesse e decisioni rinviate
La storia del Western Sydney International Airport è anche quella delle difficoltà della politica australiana nel realizzare una delle infrastrutture più importanti del Paese.
Nel corso dei decenni furono esaminate ben 19 possibili località, da Wyong fino a Goulburn.
Nel 1964 venne proposta Towra Point, nella zona di Botany Bay. Successivamente furono valutate Richmond, Somersby e altre aree periferiche.
Nel 1973 il governo laburista guidato da Gough Whitlam individuò Galston, nel nord-ovest di Sydney, come possibile sede del nuovo aeroporto.
La decisione provocò una forte mobilitazione popolare. Migliaia di cittadini manifestarono contro il progetto, preoccupati per l’impatto ambientale e per il futuro delle comunità locali.
Le proteste contribuirono a fermare l’iniziativa, insieme alle difficoltà economiche e tecniche individuate dal governo.
Nel 1986, durante il governo di Bob Hawke, la scelta ricadde finalmente su Badgerys Creek, un territorio prevalentemente agricolo nella parte occidentale di Sydney.
Ma anche questa decisione diede origine a nuove contestazioni e a un lungo confronto politico.
Soltanto nel 2014 il governo conservatore di Tony Abbott confermò definitivamente Badgerys Creek come sede del secondo aeroporto.
Quattro anni dopo, nel 2018, iniziarono i lavori di costruzione.
Un’opera da 5,6 miliardi di dollari
Il nuovo aeroporto rappresenta uno dei maggiori progetti infrastrutturali realizzati in Australia negli ultimi decenni.
Costruito su un’area precedentemente occupata da terreni agricoli, il complesso comprende un moderno terminal passeggeri, strutture dedicate al trasporto merci e una pista lunga 3,7 chilometri.
Il costo complessivo ha raggiunto i 5,6 miliardi di dollari australiani.
Circa 10.000 lavoratori hanno partecipato direttamente alla realizzazione dell’opera, che sarà inizialmente in grado di gestire fino a 10 milioni di passeggeri all’anno e una capacità di trasporto merci stimata in 1,8 milioni di tonnellate.
Una delle principali caratteristiche dello scalo è la possibilità di operare 24 ore su 24, senza le restrizioni notturne previste per il Sydney Kingsford Smith Airport di Mascot.
Un elemento considerato strategico per lo sviluppo del trasporto aereo internazionale e delle attività commerciali.
L’aeroporto ha già avviato le operazioni cargo nel luglio scorso, mentre da domenica inizierà ufficialmente il trasporto passeggeri.
Nuovi voli nazionali e internazionali
Diverse compagnie aeree hanno già annunciato collegamenti dal nuovo scalo.
Jetstar inaugurerà le operazioni commerciali con voli verso Gold Coast, Melbourne e Brisbane.
Air New Zealand avvierà i collegamenti con Auckland il 26 ottobre, mentre Singapore Airlines ha programmato l’inizio dei servizi verso Singapore dal 23 novembre.
Tra le compagnie che hanno annunciato la propria presenza figurano anche Qantas, Qatar Airways, Vietjet Air e Fiji Airways, con un progressivo ampliamento delle destinazioni.
L’obiettivo è trasformare Western Sydney in un nuovo punto di riferimento per i collegamenti con l’Asia, il Pacifico e il resto del mondo.
Le proteste dei residenti non si fermano
Non tutti, però, festeggiano l’apertura.
Per numerose famiglie che vivono nelle zone di Luddenham e Badgerys Creek, l’arrivo dell’aeroporto rappresenta una trasformazione radicale della propria quotidianità.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto il rumore degli aeromobili, particolarmente durante le ore notturne.
I voli cargo, già operativi da luglio, hanno provocato segnalazioni e proteste da parte di residenti che denunciano difficoltà nel riposo e un peggioramento della qualità della vita.
Tra le voci contrarie al progetto figurano Carolyn Wong e sua figlia Katherine, residenti nella zona di Luddenham.
La loro famiglia vive nel territorio da circa settant’anni e partecipa da decenni alle mobilitazioni contro la costruzione dell’aeroporto.
Secondo quanto raccontato all’ABC, le preoccupazioni riguardano non soltanto il rumore, ma anche il mancato completamento di alcuni interventi di isolamento acustico delle abitazioni e le questioni urbanistiche ancora irrisolte.
Per alcune famiglie si prospetta persino la possibilità di abbandonare la zona nella quale hanno vissuto per generazioni.
Il problema dei collegamenti ferroviari
Un’altra questione riguarda le infrastrutture di trasporto.
Il nuovo aeroporto aprirà infatti senza il collegamento ferroviario diretto, ancora in costruzione.
La nuova linea Sydney Metro – Western Sydney Airport, lunga circa 23 chilometri, dovrebbe entrare in funzione nel 2027, collegando lo scalo con St Marys e Bradfield.
Nel frattempo, per raggiungere l’aeroporto saranno disponibili autobus, taxi e collegamenti stradali.
Dal 25 ottobre entrerà inoltre in funzione un servizio gratuito di autobus tra la stazione ferroviaria di St Marys e il terminal aeroportuale, con partenze ogni 30 minuti.
Resta comunque aperta la questione dell’accessibilità per le comunità che abitano nelle aree immediatamente circostanti.
Una nuova pagina per Sydney
L’inaugurazione del Western Sydney International Airport rappresenta un passaggio significativo per il futuro economico e infrastrutturale dell’Australia.
Il nuovo scalo potrà contribuire alla crescita del turismo, favorire gli investimenti e creare ulteriori opportunità occupazionali nella parte occidentale della metropoli, una delle aree in maggiore espansione demografica.
Ma la sua storia dimostra anche quanto sia complesso conciliare lo sviluppo delle grandi infrastrutture con le esigenze delle comunità locali.
Dopo ottant’anni, il dibattito sulla necessità di un secondo aeroporto per Sydney può considerarsi concluso.
Non altrettanto si può dire delle discussioni sulle sue conseguenze per il territorio.
Domenica 25 ottobre 2026 sarà dunque una giornata storica: mentre il primo aereo passeggeri si alzerà dalla pista di Badgerys Creek, per Sydney inizierà una nuova era dell’aviazione. Per i residenti, invece, comincerà la prova concreta della convivenza con un aeroporto internazionale operativo giorno e notte.
