I soldi contanti non si toccano per la coalizione
La Coalizione australiana prepara una nuova offensiva parlamentare per difendere l’utilizzo del denaro contante e garantire ai cittadini la libertà di scegliere come effettuare i propri acquisti. Il progetto di legge, denominato Cash is King Bill 2026, punta a obbligare le grandi attività commerciali e gli enti del governo federale ad accettare pagamenti in banconote e monete.
Ad annunciare l’iniziativa è stato Kevin Hogan, ministro ombra per i servizi finanziari, secondo il quale le attuali disposizioni del governo laburista risultano insufficienti a tutelare milioni di consumatori.
La proposta estenderebbe l’obbligo di accettazione del contante, attualmente previsto per supermercati e distributori di carburante, anche a farmacie, ferramenta, grandi magazzini, ristoranti e catene di fast food. Il limite massimo delle transazioni passerebbe dagli attuali 500 a 2.000 dollari, eliminando inoltre le restrizioni orarie comprese tra le 7 del mattino e le 21. Secondo la Coalizione, la riforma interesserebbe oltre l’80% delle transazioni commerciali effettuate di persona, garantendo comunque esenzioni alle imprese con fatturato annuo inferiore a 10 milioni di dollari e alle attività esposte a concreti rischi di sicurezza.
Hogan ha ricordato che circa 1,5 milioni di australiani utilizzano prevalentemente il contante per i propri acquisti quotidiani. «Se possiamo pagare la spesa in contanti, perché non dovremmo poter acquistare medicinali, vestiti o un pasto nello stesso modo?», ha dichiarato.
La proposta nasce anche dalla necessità di assicurare un sistema alternativo quando i pagamenti elettronici diventano indisponibili. Hogan ha citato le alluvioni nella regione dei Northern Rivers, durante le quali il contante si è rivelato indispensabile.
Il provvedimento imporrebbe inoltre agli uffici federali di accettare banconote e monete per determinati pagamenti effettuati allo sportello.
Per l’opposizione, tutelare il contante significa anche evitare commissioni sui pagamenti elettronici, contrastare l’esclusione finanziaria e preservare l’autonomia dei consumatori. La proposta dovrà ora affrontare il percorso parlamentare, mentre il confronto politico si concentra sul futuro dei pagamenti sempre più digitalizzata.
