Per la prima volta la Federazione Italiana Tennis e Padel supera la Federcalcio nel monitoraggio dei tesserati del CONI. Oltre 1,16 milioni di iscritti contro 1,12 milioni. Nel 2025 il movimento della racchetta cresce ulteriormente, superando quota 1,25 milioni. Dietro il successo non soltanto Jannik Sinner, ma venticinque anni di investimenti, grandi eventi internazionali e sviluppo dell’attività di base.
È un sorpasso storico che cambia la geografia dello sport italiano. Per la prima volta, la Federazione Italiana Tennis e Padel supera la Federazione Italiana Giuoco Calcio nel numero di tesserati rilevati dal CONI. Un risultato che, al di là dei numeri, racconta la trasformazione delle abitudini sportive degli italiani e la crescita di un movimento capace di affermarsi ai massimi livelli internazionali.
Secondo i dati del rapporto Monitoraggio CONI-FSN-DSA, relativi al 2024 e resi noti il 27 ottobre 2026 dal Sole 24 Ore, la FITP ha raggiunto 1.162.477 tesserati, contro 1.123.054 della FIGC.
La differenza è di 39.423 iscritti, sufficiente a interrompere un primato che il calcio aveva mantenuto per oltre un secolo.
Il sorpasso è tanto più significativo perché avviene in un periodo di crescita complessiva dello sport italiano. Il CONI registra infatti 6.069.891 atleti tesserati presso federazioni e discipline associate, un record storico che segna un incremento del 7,7% rispetto all’anno precedente.
I numeri di un cambiamento storico
La fotografia dello sport italiano nel 2024 mostra una nuova gerarchia tra le principali federazioni.
| Federazione | Tesserati |
|---|---|
| Tennis e Padel (FITP) | 1.162.477 |
| Calcio (FIGC) | 1.123.054 |
| Pallavolo (FIPAV) | 359.797 |
| Pallacanestro (FIP) | 320.769 |
| Atletica leggera (FIDAL) | 292.599 |
La FITP rappresenta così il 20,2% dei tesseramenti federali considerati nel confronto, mentre la Federcalcio si attesta al 19,5%.
Ma il dato del 2024 non rappresenta il punto di arrivo.
Nel 2025 la Federazione Italiana Tennis e Padel ha raggiunto 1.254.153 tesserati, confermando una crescita che prosegue anche dopo il sorpasso.
Una precisazione è però necessaria: la FITP comprende tennis, padel e altre discipline della racchetta. Non si tratta quindi del solo tennis tradizionale. Inoltre, il confronto CONI riguarda specifiche categorie di tesseramento sportivo: la FIGC, considerando anche dirigenti, tecnici e altre figure, dichiara un totale complessivo più elevato.
Il risultato certifica dunque il primato della FITP nella graduatoria degli atleti tesserati utilizzata dal monitoraggio, non significa che il calcio abbia cessato di essere lo sport più praticato o seguito dagli italiani.
L’effetto Sinner: quando un campione cambia le abitudini di un Paese
Impossibile raccontare la crescita del tennis italiano senza partire da Jannik Sinner.
Il campione altoatesino ha trasformato il tennis in un fenomeno nazionale, portando milioni di spettatori davanti agli schermi e avvicinando migliaia di giovani ai circoli.
La sua ascesa ai vertici della classifica mondiale, i successi nei tornei del Grande Slam e la continuità delle prestazioni hanno dato allo sport italiano un protagonista capace di conquistare l’attenzione anche di chi, fino a pochi anni fa, seguiva quasi esclusivamente il calcio.
Ma ridurre il fenomeno al solo Sinner sarebbe un errore.
Lo ha sottolineato anche il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, evidenziando come i grandi campioni possano stimolare l’attività sportiva, soprattutto quando i giovani trovano un modello da imitare.
L’effetto Sinner ha certamente accelerato una crescita già in corso. Non l’ha creata dal nulla.
Musetti, Berrettini, Cobolli e Paolini: una generazione straordinaria
Il successo del tennis italiano non dipende da un solo giocatore.
Accanto a Sinner si sono affermati Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini, Flavio Cobolli e Luciano Darderi, protagonisti di una generazione capace di competere con continuità nel circuito internazionale.
Sul fronte femminile, Jasmine Paolini ha contribuito in maniera determinante alla popolarità del tennis, grazie alle finali nei tornei dello Slam e alla medaglia d’oro olimpica conquistata in doppio con Sara Errani a Parigi 2024.
Anche le vittorie delle nazionali italiane in Coppa Davis e Billie Jean King Cup hanno rafforzato l’immagine di un movimento competitivo e organizzato.
Questi risultati hanno prodotto un effetto che va oltre l’immediato entusiasmo sportivo.
I bambini chiedono di imparare a giocare, le famiglie cercano corsi e scuole, i circoli ampliano le attività e le competizioni internazionali diventano occasioni per avvicinare nuovi appassionati.
La racchetta, da sport seguito soprattutto dagli appassionati, si è trasformata in una presenza sempre più abituale nella vita sportiva degli italiani.
Il boom del padel cambia le statistiche
Uno degli elementi determinanti nella crescita della FITP è l’espansione del padel.
La disciplina, particolarmente accessibile a livello amatoriale, ha conquistato una fascia molto ampia di praticanti, anche tra coloro che non avevano mai frequentato un circolo di tennis.
Il padel presenta caratteristiche che ne favoriscono la diffusione: viene praticato prevalentemente in doppio, consente una partecipazione immediata anche ai principianti e si presta a un’attività sportiva associata alla socializzazione.
Secondo i dati federali relativi al 2024 richiamati da ANSA, oltre 200.000 tesserati FITP erano riconducibili al padel.
Il suo contributo alla crescita complessiva è quindi rilevante e aiuta a comprendere perché il confronto corretto sia tra due federazioni, non tra il solo tennis e il solo calcio a undici.
Il modello Binaghi: dai grandi eventi ai piccoli circoli
Dietro il sorpasso si trova anche una trasformazione organizzativa avviata molti anni fa.
Quando Angelo Binaghi assunse la presidenza della Federazione nel 2001, gli iscritti erano circa 130.000.
Da allora, il movimento ha progressivamente ampliato la propria rete territoriale, investendo nella formazione degli allenatori, nei programmi giovanili e nell’organizzazione dei grandi appuntamenti internazionali.
Oggi i circoli affiliati superano le 4.000 unità, mentre le scuole di tennis e padel sono più di 2.500.
I tecnici hanno raggiunto quota 14.000 e gli ufficiali di gara sono circa 10.000.
Numeri che raccontano un sistema sportivo articolato, nel quale la crescita dei campioni professionisti si accompagna allo sviluppo dell’attività dilettantistica.
Un ruolo decisivo è stato svolto dagli Internazionali BNL d’Italia a Roma e dalle ATP Finals di Torino.
Queste manifestazioni sono diventate importanti motori economici, capaci di generare ricavi, attrarre sponsor e contribuire al finanziamento delle attività sportive.
Parte delle risorse viene reinvestita nel territorio, nella formazione e nel sostegno ai circoli.
Anche i bilanci raccontano il sorpasso
Il risultato sportivo trova un corrispettivo anche sul piano economico.
Secondo i dati di bilancio riportati dal Sole 24 Ore e ripresi dalla FITP, nel 2025 il valore della produzione della Federazione Tennis e Padel ha superato i 240 milioni di euro.
La Federcalcio si è attestata intorno ai 214 milioni.
Un anno prima il rapporto era ancora favorevole al calcio, con circa 224 milioni di euro contro i 209 milioni della FITP.
Anche in questo caso, il confronto riguarda il valore della produzione federale e non l’intero giro d’affari generato dalle rispettive discipline.
La differenza è importante: il calcio professionistico italiano rimane un’industria economica molto più ampia rispetto ai soli ricavi della Federcalcio, considerando diritti televisivi, società professionistiche, sponsorizzazioni e mercato dei calciatori.
Il dato evidenzia tuttavia la capacità della FITP di costruire un modello federale economicamente rilevante, nel quale l’organizzazione degli eventi internazionali rappresenta una fonte fondamentale di entrate.
Il calcio rimane centrale, ma non è più solo
Il primato del tennis e del padel non significa che gli italiani abbiano improvvisamente abbandonato il calcio.
Il pallone conserva una diffusione culturale e sociale straordinaria, dai campionati professionistici alle scuole calcio, dai tornei dilettantistici alle attività giovanili.
Secondo il ReportCalcio della FIGC, circa 4,3 milioni di italiani praticano il calcio nelle sue diverse forme, anche fuori dai contesti federali.
Il dato del CONI racconta però qualcosa di diverso: la crescita di un’alternativa sportiva sempre più organizzata, capace di attirare persone di età differenti.
Il tennis e il padel possono essere praticati anche in età avanzata, favorendo la continuità del tesseramento nel corso della vita.
Il calcio organizzato, invece, concentra una parte importante della propria attività soprattutto nelle fasce giovanili.
Anche questa differenza contribuisce a spiegare i numeri.
Un risultato che parla anche alle comunità italiane all’estero
Il successo del tennis italiano ha una dimensione internazionale particolarmente importante.
In Australia, dove questo sport occupa da sempre un ruolo centrale nella cultura sportiva, i risultati di Sinner, Musetti e Paolini hanno rafforzato la visibilità del movimento italiano.
Gli Australian Open rappresentano uno degli appuntamenti più seguiti dalla comunità italiana, mentre i successi degli azzurri offrono un motivo di partecipazione e orgoglio anche per le nuove generazioni cresciute fuori dall’Italia.
La crescita della FITP dimostra inoltre che un sistema sportivo può affermarsi attraverso una combinazione di programmazione, investimenti, risultati agonistici e promozione territoriale.
Una nuova pagina dello sport italiano
Il sorpasso certificato dal CONI rappresenta molto più di una variazione statistica.
È il risultato di un processo avviato da decenni, sostenuto da una gestione federale orientata alla crescita, dalla diffusione del padel e dall’affermazione di una generazione di campioni capace di riportare il tennis italiano al centro della scena internazionale.
Il calcio conserva una presenza radicata nella società, ma non detiene più il primato nella specifica graduatoria federale dei tesserati.
Il tennis e il padel hanno dimostrato che anche in un Paese tradizionalmente legato al pallone esiste spazio per trasformazioni profonde.
La vera notizia non è che gli italiani abbiano smesso di amare il calcio. È che hanno imparato ad amare, praticare e sostenere sempre di più anche gli sport della racchetta. E questa volta il risultato lo certificano i numeri.
A cura della Redazione Sportiva
