Garlasco, spuntano nuovi video di Andrea Sempio: «Ho fatto anche cose che non si possono dire»

Filmati recuperati da dispositivi informatici e acquisiti agli atti della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi sono stati mostrati in televisione. Nei monologhi, registrati in momenti diversi, Sempio parla di violenza sessuale, rapporti con le donne ed episodi personali. Le dichiarazioni suscitano interrogativi, ma non contengono riferimenti espliciti al delitto del 2007. L’indagato continua a respingere le accuse.

Nuovi filmati di Andrea Sempio riaccendono l’attenzione sul delitto di Garlasco, uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana. Le registrazioni, recuperate da dispositivi informatici sequestrati nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, mostrano l’attuale indagato mentre parla da solo davanti a una telecamera, affrontando argomenti personali e formulando considerazioni controverse sulla violenza sessuale.

I video sono stati mostrati durante trasmissioni televisive dedicate al caso, tra cui Verità Nascoste, e ripresi da diverse testate giornalistiche.

Le immagini provengono da materiali informatici acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e confluiti negli atti dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia.

Alcune registrazioni contengono dichiarazioni particolarmente problematiche, mentre altre appaiono come semplici diari personali, con riflessioni sulla vita quotidiana, sui rapporti interpersonali e sulle esperienze del giovane.

La diffusione dei filmati riapre inevitabilmente il dibattito sulla loro possibile rilevanza investigativa. Rimane però fondamentale distinguere il contenuto delle registrazioni dagli elementi necessari per dimostrare una responsabilità penale.

Le frasi sulla violenza sessuale

Uno dei filmati più discussi riguarda un monologo nel quale Sempio affronta il tema dello stupro.

Nella registrazione sostiene che «lo stupro è una strategia di riproduzione accettata dalla natura», sviluppando successivamente considerazioni sul comportamento delle vittime durante una violenza sessuale.

Sono affermazioni prive di fondamento scientifico nella loro rappresentazione delle reazioni delle vittime. L’apparente immobilità, la mancata resistenza o altre reazioni durante un’aggressione non rappresentano in alcun modo una forma di consenso.

Le dichiarazioni hanno suscitato particolare attenzione per il linguaggio utilizzato e per l’argomento affrontato.

Tuttavia, il contenuto del video non costituisce, di per sé, una dimostrazione che chi parla abbia commesso una violenza sessuale o partecipato a un omicidio.

Per attribuire un eventuale significato investigativo alla registrazione occorre stabilirne il contesto, la data di realizzazione, le circostanze e l’eventuale collegamento con fatti specifici.

I monologhi sui rapporti con le donne

Un altro filmato mostra Sempio mentre riflette su un incontro con una ragazza e manifesta insoddisfazione per non aver tentato un approccio sessuale.

Nel video utilizza espressioni volgari e aggressive, rimproverando se stesso e dichiarando di voler modificare il proprio comportamento nei rapporti sentimentali.

Le registrazioni sembrano appartenere a una serie di monologhi autoprodotti, nei quali Sempio si rivolge direttamente alla telecamera come se parlasse con se stesso.

Alcuni assumono un tono motivazionale, altri contengono riflessioni personali.

Il materiale è stato recuperato durante gli accertamenti informatici e, secondo quanto riportato dalle testate che hanno diffuso le immagini, figura nella documentazione acquisita dagli investigatori.

Resta da chiarire quale valutazione probatoria venga attribuita ai singoli file e se il loro contenuto possa avere un collegamento concreto con le ipotesi formulate dalla Procura.

Il video del 2015: «Ho fatto anche cose che non si possono dire»

La registrazione che ha attirato maggiore attenzione mediatica risale al 2015, circa otto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi.

Nel filmato Sempio appare in uno stato che i resoconti giornalistici descrivono come alterato dall’alcol e rivolge a se stesso alcune riflessioni sulle esperienze vissute.

A un certo punto afferma di aver fatto cose che non potrebbero essere raccontate.

La frase è stata ripresa da numerose testate e trasmissioni televisive, alimentando interrogativi sul suo significato.

Occorre però considerare il contesto complessivo della registrazione.

Il monologo contiene anche riferimenti all’alcol e a comportamenti personali che Sempio sembra rimproverarsi.

Nel filmato non vengono nominati Chiara Poggi, il delitto di Garlasco o circostanze specifiche riconducibili all’omicidio del 13 agosto 2007.

Non è quindi corretto considerare quella dichiarazione una confessione o attribuirle automaticamente un significato relativo al procedimento penale.

Altri video raccontano la quotidianità dell’indagato

Non tutti i filmati recuperati presentano contenuti controversi.

Altre registrazioni mostrano Sempio mentre parla della propria giornata lavorativa, racconta episodi personali oppure commenta obiettivi che vorrebbe raggiungere.

In alcune immagini, diffuse anche nel corso delle trasmissioni televisive del 28 ottobre, l’uomo si riprende durante spostamenti in automobile.

In altri momenti parla di programmi personali e di una sorta di sfida della durata di 365 giorni, organizzata per raggiungere determinati obiettivi.

Questi materiali sembrano appartenere a un archivio di registrazioni private realizzate in periodi differenti.

La loro acquisizione agli atti non significa necessariamente che ogni file sia considerato una prova relativa all’omicidio.

La nuova inchiesta della Procura di Pavia

La diffusione dei video avviene in una fase delicata del procedimento sul delitto di Garlasco.

Chiara Poggi, 26 anni, venne uccisa il 13 agosto 2007 nella propria abitazione di via Pascoli, a Garlasco, in provincia di Pavia.

Per il suo omicidio è stato condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima.

Nel 2025 la Procura di Pavia ha riaperto gli accertamenti sulla posizione di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, che era già stato oggetto di precedenti indagini poi archiviate.

La nuova attività investigativa si è concentrata su elementi biologici, impronte e ulteriori accertamenti tecnici, coinvolgendo consulenti delle diverse parti.

Il 28 settembre 2026 la Procura ha notificato a Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, dopo aver effettuato ulteriori approfondimenti rispetto alla precedente chiusura.

L’ipotesi accusatoria riguarda l’omicidio aggravato di Chiara Poggi.

La conclusione delle indagini non equivale però a una condanna e non determina automaticamente l’apertura di un processo.

Spetta alla Procura decidere se presentare una richiesta di rinvio a giudizio e, successivamente, al giudice valutare gli elementi acquisiti.

La posizione di Sempio e della difesa

Andrea Sempio ha sempre negato di aver partecipato all’omicidio di Chiara Poggi.

Nelle interviste rilasciate nelle scorse settimane ha contestato l’interpretazione di diversi elementi investigativi, tra cui alcune tracce e impronte considerate dalla Procura.

I suoi avvocati, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno depositato nuove consulenze tecniche dopo la chiusura delle indagini.

Sempio ha inoltre affrontato in precedenti interviste il tema di alcuni messaggi recuperati dai propri dispositivi, sostenendo che le frasi riguardanti lo stupro dovessero essere comprese nel contesto delle discussioni dalle quali provenivano.

Ha riconosciuto il carattere particolarmente forte di alcune espressioni, affermando che avrebbero potuto essere formulate diversamente, ma ha negato di aver inteso glorificare la violenza sessuale.

Tali dichiarazioni precedono la più recente diffusione televisiva dei filmati e non costituiscono necessariamente una risposta specifica a ciascuna registrazione.

Il confine tra rilevanza investigativa e giudizio pubblico

La pubblicazione dei filmati introduce un’ulteriore questione nella vicenda di Garlasco: il rapporto tra indagine giudiziaria e rappresentazione mediatica.

Le immagini possono contribuire a documentare ciò che una persona ha dichiarato o registrato in un determinato momento.

Ma una frase controversa, un contenuto informatico o un comportamento giudicato negativamente non sono sufficienti, da soli, a dimostrare la partecipazione a un reato specifico.

Una valutazione giudiziaria richiede elementi pertinenti ai fatti contestati, acquisiti e interpretati nel rispetto delle regole del procedimento penale.

Questo vale soprattutto in un caso complesso come quello di Garlasco, sul quale esiste già una sentenza definitiva nei confronti di Alberto Stasi e nel quale la nuova inchiesta sta esaminando una diversa ipotesi accusatoria.

Attribuire ai video un significato che non emerge direttamente dal loro contenuto rischierebbe di confondere le dichiarazioni personali con le prove relative al delitto.

Garlasco, una verità giudiziaria ancora al centro del confronto

A quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, il caso continua a suscitare una straordinaria attenzione pubblica.

Le nuove indagini, gli accertamenti tecnici e le diverse ricostruzioni degli esperti hanno riportato la vicenda al centro del dibattito nazionale.

I filmati diffusi nelle ultime ore aggiungono materiale alla documentazione conosciuta dal pubblico, ma non risolvono gli interrogativi fondamentali sull’omicidio.

Il loro eventuale valore probatorio dovrà essere valutato nel contesto dell’intero fascicolo investigativo e, qualora si arrivi a un processo, attraverso il confronto tra accusa e difesa.

Le parole pronunciate da Andrea Sempio possono essere esaminate e discusse per il loro contenuto. Non possono però essere trasformate automaticamente nella prova di un delitto.

La distinzione è essenziale per rispettare tanto la memoria di Chiara Poggi quanto il principio di presunzione di innocenza che tutela ogni persona sottoposta a indagine.Andrea Sempio nuovi video

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