Mattarella: «Fake news distruttive, sconcertante l’opposizione ai vaccini». La salute non diventi un privilegio

Durante la celebrazione dei Giorni della Ricerca al Quirinale, il Presidente della Repubblica difende il ruolo della scienza e richiama le istituzioni alla responsabilità di garantire prevenzione e cure accessibili a tutti. Duro monito contro la disinformazione sanitaria e le disuguaglianze territoriali. La ricerca oncologica ha compiuto progressi straordinari, ma la sfida contro i tumori più aggressivi e rari rimane aperta.

La scienza salva vite umane, ma la disinformazione continua a diffondere paure e convinzioni prive di fondamento.È il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la celebrazione dei Giorni della Ricercaal Quirinale, un intervento che ha affrontato non soltanto i progressi della medicina, ma anche le contraddizioni di una società nella quale le conquiste scientifiche convivono con la diffusione di notizie false e con profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Il Capo dello Stato ha richiamato l’importanza della ricerca scientifica, della prevenzione oncologica e della collaborazione internazionale, sottolineando come il diritto alla salute non possa essere condizionato dalla situazione economica o dalla regione di residenza.

Al centro del discorso anche una netta condanna dell’opposizione pregiudiziale ai vaccini, indicata come uno degli aspetti più preoccupanti del rapporto tra scienza e opinione pubblica.

La disinformazione sanitaria e il richiamo sui vaccini

Mattarella ha evidenziato un paradosso del nostro tempo: mentre la ricerca scientifica permette di prevenire malattie e migliorare le possibilità di sopravvivenza, una parte della popolazione continua a essere influenzata da informazioni ingannevoli.

Il Presidente ha parlato di «fake news distruttive», denunciando la diffusione di credenze irrazionali capaci di alimentare timori e sfiducia nei confronti della medicina.

Particolarmente severo il passaggio dedicato ai vaccini.

«L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti», ha affermato Mattarella, richiamando i casi nei quali adulti e bambini subiscono conseguenze gravi di malattie contro le quali esistono strumenti efficaci di protezione.

Il riferimento riguarda il rifiuto aprioristico della vaccinazione, indipendentemente dalle evidenze scientifiche disponibili.

Il messaggio del Presidente non si limita alla difesa dei risultati della medicina, ma richiama anche la responsabilità collettiva di contrastare la disinformazione quando questa può compromettere la salute delle persone.

La fiducia nella scienza, secondo il ragionamento espresso dal Capo dello Stato, rappresenta una componente essenziale della capacità di una società di tutelare i propri cittadini.

I progressi contro il cancro: milioni di persone convivono con la malattia

La cerimonia dei Giorni della Ricerca, promossa nell’ambito delle attività dell’AIRC, ha offerto l’occasione per ripercorrere le trasformazioni avvenute nella lotta contro i tumori.

Mattarella ha ricordato come, soltanto alcuni decenni fa, una diagnosi oncologica fosse spesso associata a una prospettiva di vita molto limitata e accompagnata da un forte stigma sociale.

Oggi la situazione è profondamente cambiata.

Oltre tre milioni e mezzo di persone in Italia vivono dopo una diagnosi oncologica, grazie al miglioramento delle terapie, alla diffusione degli screening e ai progressi delle conoscenze scientifiche.

In numerosi casi è possibile ottenere una guarigione definitiva. In altri, i trattamenti permettono di convivere più a lungo con la malattia, conservando relazioni sociali, attività professionali e progetti personali.

Il Presidente ha attribuito questi risultati al lavoro continuo di ricercatori, medici, scienziati e volontari, riconoscendo all’AIRC un ruolo importante nella diffusione di una cultura favorevole alla ricerca.

Ma i successi raggiunti non devono indurre a considerare conclusa la lotta contro il cancro.

Prevenzione e diagnosi precoce: la lotta inizia prima dell’ospedale

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato la prevenzione.

La lotta ai tumori non comincia soltanto nel momento in cui una persona riceve una diagnosi. Inizia molto prima, attraverso la riduzione dei fattori di rischio modificabili e l’accesso ai programmi di screening.

Mattarella ha ricordato che una quota significativa dei tumori potrebbe essere evitata attraverso interventi sui comportamenti e sulle condizioni che contribuiscono allo sviluppo delle malattie.

Altrettanto importante è la diagnosi tempestiva, che in molti casi permette di individuare la malattia in una fase più facilmente trattabile.

Secondo il Capo dello Stato, i risultati raggiunti dall’Italia nel contrasto alla mortalità oncologica, anche nel confronto con altri Paesi europei, rappresentano un elemento positivo.

Tuttavia, questi progressi devono diventare uno stimolo a migliorare ulteriormente la prevenzione e la qualità dell’assistenza.

Il problema non è soltanto disporre di strumenti diagnostici efficaci, ma garantire che tutti possano utilizzarli.

Sanità, Mattarella denuncia le disuguaglianze territoriali

Il Presidente ha dedicato particolare attenzione alle differenze nell’accesso ai servizi sanitari tra le diverse aree del Paese.

La possibilità di sottoporsi a uno screening, effettuare un esame diagnostico o ricevere una terapia non dovrebbe dipendere dal luogo in cui si vive.

Eppure, secondo quanto richiamato durante la cerimonia, le disuguaglianze territoriali continuano a rappresentare una criticità del sistema sanitario italiano.

Mattarella ha sottolineato come le difficoltà economiche non debbano trasformarsi in barriere che impediscono ai cittadini di curarsi.

Il riferimento è anche al fenomeno della mobilità sanitaria, che costringe numerosi pazienti a spostarsi dalla propria regione per accedere a servizi specialistici.

Particolarmente rilevante è il caso dei malati oncologici che dal Mezzogiorno raggiungono strutture del Centro-Nord per ricevere assistenza.

Il Presidente ha richiamato le recenti considerazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci, secondo il quale la mobilità sanitaria interregionale rappresenta una questione da affrontare con interventi specifici.

Il Servizio sanitario nazionale, ha ricordato Mattarella, è nato per garantire la salute come diritto di cittadinanza.

Se le differenze nelle risorse, nella qualità delle strutture e nell’offerta di servizi dovessero ampliare le disuguaglianze anziché ridurle, verrebbe compromessa una delle funzioni fondamentali della sanità pubblica.

Guerre e barriere internazionali ostacolano la ricerca

La riflessione del Capo dello Stato ha assunto anche una dimensione internazionale.

La ricerca scientifica si sviluppa attraverso la collaborazione tra studiosi, istituzioni e laboratori di Paesi diversi.

La condivisione delle conoscenze e delle esperienze costituisce una delle condizioni essenziali per affrontare problemi sanitari che non conoscono confini.

Mattarella ha richiamato l’esempio della pandemia di Covid-19, durante la quale la cooperazione scientifica internazionale ha contribuito ad accelerare lo sviluppo degli strumenti di prevenzione e delle risposte sanitarie.

Il Presidente ha però avvertito che oggi nuovi ostacoli politici e materiali rischiano di indebolire questa collaborazione.

Le guerre e l’aumento delle tensioni militari sottraggono risorse economiche e umane che potrebbero essere destinate alla ricerca e alla tutela della salute.

Anche la costruzione di nuove barriere tra Paesi può rallentare lo scambio di informazioni necessario per prevenire e affrontare future emergenze sanitarie.

La cooperazione scientifica rappresenta quindi non soltanto uno strumento di progresso medico, ma anche una forma concreta di solidarietà internazionale.

I tumori più aggressivi e rari: la ricerca deve continuare

Nonostante i risultati raggiunti, rimangono importanti sfide scientifiche.

Alcuni tumori particolarmente aggressivi continuano a presentare difficoltà terapeutiche rilevanti.

Lo stesso vale per le forme oncologiche più rare, per le quali possono essere disponibili meno conoscenze e opzioni di trattamento.

Mattarella ha invitato la comunità scientifica a proseguire il lavoro senza interrompere gli investimenti e l’impegno nella ricerca.

Ogni nuova conoscenza può contribuire a migliorare le possibilità di prevenzione, diagnosi e trattamento.

Il Presidente ha sottolineato anche il valore economico e sociale delle risorse dedicate alla scienza, evidenziando come i risultati della ricerca producano benefici che si estendono ben oltre i laboratori.

Investire nella medicina significa migliorare la qualità della vita, sostenere le famiglie e rafforzare la capacità della società di affrontare le proprie sfide.

La persona al centro delle politiche sanitarie

Il discorso del Quirinale si è concluso con un richiamo al valore della persona umana.

Al di là dei progressi scientifici, dei nuovi strumenti diagnostici e delle terapie innovative, l’obiettivo della ricerca deve rimanere quello di proteggere la vita e la dignità delle persone.

È una responsabilità che coinvolge le istituzioni, il sistema sanitario, la comunità scientifica e l’intera società.

La prevenzione deve essere accessibile, la ricerca deve poter avanzare senza ostacoli ingiustificati e le informazioni sulla salute devono essere fondate su conoscenze attendibili.

Il messaggio di Sergio Mattarella va dunque oltre la condanna delle fake news e dell’opposizione pregiudiziale ai vaccini. È un richiamo a un modello di società nel quale il progresso scientifico non rimanga un beneficio riservato a pochi, ma diventi una possibilità concreta per tutti.

Perché la capacità di curare una malattia rappresenta una conquista della scienza. Garantire che ogni cittadino possa accedere a quella cura è anche una responsabilità delle istituzioni.