La Guida della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, in un messaggio diffuso in occasione dell’Hajj, ha descritto i rituali e i richiami spirituali dell’Hajj come simboli per tutta l’umanità di un cammino verso Dio Onnipotente.
Ha affermato che questi segni guidano le persone a liberarsi dalle catene di Satana e dei suoi alleati, a impegnarsi instancabilmente nel compimento dei doveri divini e a liberarsi dai desideri egoistici per raggiungere la felicità terrena ed eterna.
Di seguito il testo del messaggio diffuso da Khamenei.ir:
“Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.”
“O Dio! Rispondo alla Tua chiamata. Tu non hai partner e tutta la lode, tutte le benedizioni e tutto il dominio e il potere appartengono a Te…”
Quest’anno la stagione dell’Hajj è arrivata ancora una volta e i pellegrini della Umma islamica hanno indossato l’ihram della servitù divina, recitando il talbiyah affinché possano migrare da una vita materiale e mondana a una vita divina e beata: una vita monoteista fondata sull’adorazione di Dio e sul rifiuto delle false divinità.
Khamenei sostiene che questa “migrazione spirituale” non riguarda soltanto i pellegrini presenti alla Mecca quest’anno, ma tutti i musulmani del mondo, compresi coloro che hanno già compiuto l’Hajj o che non hanno ancora avuto questa opportunità.
Secondo il leader iraniano, la condizione per questa trasformazione spirituale consiste nel:
- mantenere il ricordo costante di Dio;
- combattere il male e Satana;
- aiutare i poveri e i bisognosi;
- sacrificare i desideri egoistici;
- essere pronti a difendere la verità.
Nel messaggio, Khamenei collega direttamente la Rivoluzione Islamica iraniana a questo percorso spirituale, affermando che il popolo iraniano rispose alla “chiamata di Khomeini” liberandosi dal dominio straniero e dall’influenza occidentale.
Il testo assume poi toni fortemente politici e militari.
Khamenei afferma che il grido “Allahu Akbar” sarebbe stato l’arma spirituale che:
- abbatté il regime dello Shah;
- resistette contro Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq;
- sostenne il cosiddetto “Fronte della Resistenza” in Libano, Palestina, Iraq, Siria e Yemen;
- avrebbe portato Israele verso “le fasi finali della sua esistenza”.
Nel messaggio si legge inoltre che:
“Abbasso l’America” e “Abbasso Israele” diventeranno slogan comuni della Umma islamica e degli oppressi del mondo, soprattutto tra i giovani.
Khamenei sostiene inoltre che:
- gli Stati Uniti starebbero perdendo progressivamente influenza nella regione;
- Israele sarebbe un “tumore canceroso” vicino al collasso;
- il futuro apparterrebbe alla “Nuova Civiltà Islamica”.
Il leader iraniano invita infine i pellegrini iraniani a “raccontare la vittoria della Terza Guerra Imposta” e a promuovere unità islamica, liberazione della Palestina e resistenza contro quella che definisce “arroganza globale”.
Il messaggio si conclude con una lunga preghiera per l’unità della Umma islamica, per la liberazione della Palestina e per la venuta dell’Imam Mahdi.
