Johnson & Johnson offre 5,5 miliardi di dollari per chiudere le cause sul talco

La proposta riguarda circa 76.000 procedimenti nei quali si sostiene che i prodotti a base di talco abbiano provocato tumori ovarici. Il colosso farmaceutico continua a respingere le accuse e afferma che mancano prove scientifiche del nesso con il cancro

Johnson & Johnson ha offerto 5,5 miliardi di dollari per tentare di chiudere decine di migliaia di cause legali relative ai suoi prodotti a base di talco.

La proposta riguarda circa 76.000 procedimenti, vale a dire quasi tutte le controversie ancora pendenti negli Stati Uniti nelle quali le ricorrenti sostengono che l’utilizzo del borotalco dell’azienda abbia contribuito allo sviluppo del cancro alle ovaie.

L’accordo, annunciato il 28 luglio, punta a mettere fine a una battaglia giudiziaria che da anni pesa sull’immagine e sui conti del gruppo farmaceutico del New Jersey.

L’offerta non equivale a un’ammissione di responsabilità. Johnson & Johnson continua infatti a sostenere che i propri prodotti non abbiano causato tumori e definisce le accuse prive di un adeguato fondamento scientifico.

Una delle più grandi controversie della storia aziendale

Le cause sul talco rappresentano da tempo uno dei problemi legali più rilevanti affrontati da Johnson & Johnson.

Migliaia di donne e famiglie sostengono che l’uso prolungato di prodotti contenenti talco abbia avuto un ruolo nello sviluppo di tumori ovarici. In altri procedimenti è stata contestata anche la possibile presenza di tracce di amianto, sostanza cancerogena associata in particolare al mesotelioma.

L’azienda ha già raggiunto accordi in una parte importante delle cause legate alle presunte contaminazioni da amianto. La nuova proposta mira invece a risolvere quasi completamente il contenzioso relativo al cancro ovarico.

L’obiettivo dichiarato è chiudere definitivamente una vicenda che ha prodotto sentenze contrastanti, ricorsi, annullamenti e risarcimenti miliardari.

J&J continua a negare il legame con il cancro

Il vicepresidente dell’azienda responsabile del contenzioso ha ribadito che le accuse sarebbero «prive di fondamento scientifico».

Secondo Johnson & Johnson, l’accordo consentirebbe al gruppo di lasciarsi alle spalle anni di controversie e concentrare risorse e attenzione sulla ricerca, sui farmaci e sui dispositivi medici.

La società sostiene da tempo che il proprio talco sia sicuro e che le analisi scientifiche non abbiano dimostrato un rapporto causale tra il prodotto e il cancro ovarico.

Le ricorrenti e i loro legali contestano questa posizione e ritengono che l’azienda non abbia informato adeguatamente i consumatori sui possibili rischi.

Le vendite interrotte negli Stati Uniti e in Canada

Nel 2020 Johnson & Johnson ha interrotto la vendita del proprio borotalco per bambini a base di talco negli Stati Uniti e in Canada.

La società aveva attribuito la decisione alla diminuzione della domanda, alimentata dalle controversie e dalla sfiducia dei consumatori.

Successivamente il gruppo ha progressivamente sostituito il talco con formulazioni a base di amido di mais anche in altri mercati.

Il ritiro commerciale non è stato presentato dall’azienda come il riconoscimento di un problema di sicurezza, ma ha segnato una svolta importante nella gestione di uno dei prodotti più conosciuti della sua storia.

L’accordo dovrà essere accettato

La proposta da 5,5 miliardi di dollari non determina automaticamente la chiusura delle cause.

Sarà necessario ottenere l’adesione di una quota sufficiente delle persone coinvolte e completare i passaggi giudiziari previsti. Alcuni ricorrenti potrebbero ritenere l’offerta inadeguata e decidere di proseguire autonomamente.

La distribuzione della somma dipenderà probabilmente dalla gravità delle patologie, dalla documentazione sanitaria e dai criteri stabiliti nell’intesa finale.

Considerando circa 76.000 procedimenti, l’importo complessivo appare enorme, ma dovrà essere suddiviso tra un numero molto elevato di richieste, oltre alle spese legali e amministrative.

Ancora aperta la causa nel Regno Unito

Johnson & Johnson deve affrontare accuse simili anche nel Regno Unito.

Una causa presentata nel 2025 coinvolge circa 3.000 ricorrenti, rappresentati da uno studio legale che ha stimato il valore complessivo delle richieste in oltre un miliardo di sterline, pari a circa 1,3 miliardi di dollari.

I ricorrenti sostengono che loro stessi o alcuni familiari abbiano sviluppato cancro ovarico o mesotelioma dopo l’utilizzo del talco per bambini dell’azienda.

Anche in questo caso le accuse devono essere valutate dai tribunali e Johnson & Johnson continua a negare che il prodotto abbia causato le patologie contestate.

Una soluzione economica, non scientifica

L’eventuale accordo potrebbe chiudere gran parte del contenzioso, ma non risolverebbe automaticamente il dibattito scientifico.

Un’intesa economica nasce spesso dalla necessità di ridurre l’incertezza, i costi legali e il rischio di nuove sentenze. Non rappresenta necessariamente una conclusione sul rapporto tra un prodotto e una malattia.

Per le persone coinvolte, tuttavia, il caso non riguarda soltanto statistiche, studi e interpretazioni giuridiche. Riguarda diagnosi, cure, lutti e la convinzione di essere state esposte a un rischio senza ricevere informazioni sufficienti.

Per l’azienda, invece, l’accordo rappresenta il tentativo di proteggere la reputazione e chiudere una controversia capace di accompagnarla ancora per molti anni.

Il peso della fiducia dei consumatori

Il caso Johnson & Johnson mostra quanto sia difficile recuperare la fiducia quando un prodotto utilizzato per generazioni finisce al centro di accuse tanto gravi.

Il borotalco era associato alla cura dei bambini, all’igiene e alla sicurezza domestica. Proprio per questo le cause hanno avuto un impatto emotivo e reputazionale particolarmente forte.

Anche qualora l’accordo venisse approvato, resterà una domanda fondamentale: quanto devono fare le grandi aziende per informare i consumatori quando esistono dubbi, studi contrastanti o possibili rischi non ancora definitivamente accertati?

La proposta da 5,5 miliardi di dollari potrebbe chiudere quasi tutte le cause statunitensi. Non cancellerà però decenni di polemiche né il confronto tra chi considera il talco sicuro e chi ritiene di aver pagato un prezzo altissimo per averlo utilizzato.