di Andrea Zambrano · @LaNuovaBQ
Si parla di scienza e chi era al governo durante i governi pandemici se ne va. L’audizione di mercoledì in Commissione Bicamerale Covid del presidente e vicepresidente dell’Associazione ContiamoCi, ha confermato una strategia ormai radicata di Pd e Cinque Stelle: non appena l’argomento sono i vaccini e soprattutto gli effetti avversi, i commissari se la danno a gambe levate oppure non sono in grado di affrontare nel merito le questioni e la buttano, come si dice a Roma, in caciara. Le prime avvisaglie c’erano state nel corso dell’Audizione del Comitato Ascoltami a cui anche la Bussola aveva partecipato in qualità di audito.
Allora era stata la senatrice dem Ylenia Zambito, la quale, accampando la scusa della contemporanea informativa al Senato del ministro della Difesa Crosetto, aveva rinunciato a porre domande a Federica Angelini, presidente del Comitato in rappresentanza dei danneggiati da vaccino, che per la prima volta le compariva davanti in Commissione. Stavolta a scusarsi e rinunciare a interloquire con il dottor Dario Giacomini, presidente di ContiamoCi e con il suo vice, il docente di Farmacologia Marco Cosentino, è stato invece il senatore pentastellato Dario Colucci, considerato l’uomo dell’ex premier Giuseppe Conte, anch’egli membro della Commissione, ma che a Palazzo San Macuto si vede ormai di rado. Forse perché, dovrebbe affrontare il fuoco incrociato della maggioranza che ha scoperto la gestione pressapochista della pandemia.
Ultimo affondo, ad esempio, la scoperta che numerosi fornitori di mascherine erano stati costretti a pagare una percentuale del 10% per approvvigionare la struttura commissariale di Domenico Arcuri, allo Studio Alpa, di cui era socio proprio l’“ex avvocato del popolo”, tra il 2019 e il 2021 presidente del Consiglio dei ministri. Motivo per cui la capogruppo di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri ha chiesto che Conte si dimetta dalla Commissione per poter essere audito per una vicenda che «non ha precedenti nella storia repubblicana». Se si fosse tenuta in conto all’epoca, avrebbe decisamente cambiato le sorti della “magnifica” campagna vaccinale promossa da Conte, Speranza e compagnia.

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