Mercato immobiliare, finita la corsa all’oro

Il mattone australiano perde colpi e quella che sembrava una corsa inarrestabile verso prezzi sempre più alti si è trasformata in una discesa che preoccupa proprietari e investitori. Per il settimo mese consecutivo, il valore delle abitazioni diminuisce, mentre i mutui sempre più costosi allontanano gli acquirenti e raffreddano uno dei mercati immobiliari più cari al mondo.

I numeri raccontano una brusca inversione di tendenza. Secondo Cotality, a ottobre i prezzi nelle capitali australiane sono scesi dell’1,4%, portando la perdita complessiva all’8,1% rispetto a marzo. Un ritmo di contrazione che non si registrava da quarant’anni.

Ma la vera sorpresa arriva dalla geografia della crisi. Se inizialmente erano Sydney e Melbourne a guidare i ribassi, ora sono Brisbane, Perth e Adelaide a mostrare le maggiori difficoltà. Proprio le città che negli ultimi anni avevano fatto registrare aumenti vertiginosi stanno pagando il prezzo della precedente espansione.

Dietro questa frenata ci sono soprattutto i tassi d’interesse. La Reserve Bank li ha aumentati quattro volte nel 2026 e un quinto rialzo potrebbe arrivare martedì. Per migliaia di famiglie significa rate più pesanti, minore capacità di indebitamento e il rinvio dell’acquisto di una casa.

Le prospettive restano incerte. Morgan Stanley ipotizza ribassi complessivi fino al 15%, mentre l’economista Peter Esho ritiene che Sydney e Melbourne possano essere vicine alla stabilizzazione.

E per chi vive in affitto? Le notizie non sono molto migliori. Nonostante qualche segnale di rallentamento, i canoni sono aumentati di oltre il 50% in sei anni, con una spesa settimanale cresciuta mediamente di 245 dollari.

Così, mentre il valore delle case scende, il costo dell’abitare continua a pesare sulle famiglie. Sempre più australiani condividono appartamenti o tornano dai genitori. Il mercato cambia direzione, ma trovare un tetto accessibile resta una sfida quotidiana.

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