Dai Liberali a One Nation, svolta politica

Da possibile dirigente di primo piano del Partito Liberale a protagonista della macchina elettorale di One Nation. La parabola politica di Mark Jones racconta uno dei cambiamenti più significativi negli equilibri della destra australiana, mentre il partito di Pauline Hanson prepara la propria espansione nel New South Wales e nel Victoria.

Nel 2023 Jones era tra i tre candidati finalisti per la prestigiosa carica di direttore statale dei Liberali nel NSW. Tre anni dopo, lasciato il partito a gennaio, è diventato uno degli uomini incaricati di selezionare proprio quei candidati di One Nation che cercheranno di sottrarre seggi ai suoi ex colleghi.

Secondo documenti interni esaminati dal Guardian Australia, Jones ha assunto a febbraio un incarico di consulenza politica, contribuendo a riorganizzare le procedure di reclutamento e verifica dei candidati. Al suo fianco lavora Susie Douglas, già dirigente del National Party nel Queensland.

Il nuovo sistema prevede colloqui online, controlli sui precedenti giudiziari e finanziari e una valutazione delle competenze politiche. Nel NSW gli aspiranti candidati devono inoltre presentare un video di sessanta secondi per spiegare le ragioni della propria candidatura.

Le richieste non mancano. Secondo il leader statale Mike Newman, a settembre erano già arrivate 900 candidature per i 93 collegi elettorali del New South Wales.

Ma il processo solleva interrogativi sulla trasparenza interna. Gli aspiranti rappresentanti devono firmare rigorosi accordi di riservatezza, con possibili conseguenze economiche in caso di violazione. Alcuni iscritti chiedono inoltre maggiore partecipazione delle sezioni locali nelle decisioni.

Nonostante i nuovi controlli, One Nation ha approvato candidati dal passato controverso. Nel Victoria, Matthew Collins ha recentemente rinunciato alla candidatura dopo la diffusione di precedenti commenti offensivi pubblicati sui social.

Jones, già collaboratore del ministro liberale Don Harwin e candidato sconfitto a Shellharbour nel 2015, porta nel nuovo incarico una lunga esperienza organizzativa.

La società di consulenza Camelot Consulting, fondata insieme alla moglie Shani, ha ricevuto oltre 100.000 dollari da One Nation per servizi legati alle elezioni statali del South Australia.

Per i Liberali, il passaggio di Jones rappresenta la perdita di un organizzatore esperto. Per One Nation, l’arrivo di professionisti provenienti dai partiti tradizionali segnala la volontà di costruire una struttura elettorale più articolata.

Resta da verificare se questa trasformazione organizzativa riuscirà a tradursi in risultati concreti alle urne.

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