Australia Post, francobollo verso quota 1,85 dollari: lettere ai livelli degli anni Trenta

L’ACCC non si oppone all’aumento di 15 centesimi previsto dal 1° settembre. Australia Post sostiene che il rincaro sia necessario per mantenere sostenibile il servizio, mentre la corrispondenza tradizionale continua a crollare

Spedire una lettera in Australia costerà presto di più.

Australia Post prevede di aumentare il prezzo del francobollo ordinario da 1,70 a 1,85 dollari a partire dal 1° settembre 2026, dopo che l’Australian Competition and Consumer Commission ha comunicato di non opporsi alla proposta.

L’aumento di 15 centesimi deve ancora completare gli ultimi passaggi regolamentari, ma il parere dell’ACCC apre sostanzialmente la strada all’entrata in vigore della nuova tariffa.

Australia Post giustifica il rincaro con il crollo strutturale della corrispondenza tradizionale. Il volume delle lettere sarebbe ormai sceso a livelli che non si registravano dalla fine degli anni Trenta, mentre il numero dei punti di consegna continua ad aumentare.

Da 50 centesimi a 1,85 dollari

L’aumento rappresenta un nuovo capitolo nella crescita del prezzo dei servizi postali australiani.

Vent’anni fa, spedire una lettera standard costava appena 50 centesimi. La tariffa salì a 55 centesimi nel 2008, a 60 nel 2010 e a 70 centesimi nel 2014.

Nel 2016 arrivò il primo grande salto, con il prezzo portato a un dollaro.

Da allora gli aumenti sono proseguiti progressivamente, fino a raggiungere 1,70 dollari nel 2025. Con la nuova tariffa, il prezzo del francobollo ordinario sarà cresciuto di 1,35 dollari rispetto alla metà degli anni Duemila.

La trasformazione riflette un sistema postale costretto a distribuire sempre meno lettere a un numero crescente di abitazioni e attività commerciali.

Il crollo della posta tradizionale

Secondo Australia Post, il volume delle lettere è ormai tornato ai livelli registrati nel Paese alla fine degli anni Trenta.

Email, fatturazione elettronica, servizi bancari online e comunicazioni digitali hanno progressivamente sostituito la corrispondenza cartacea.

Oggi meno del 3% delle lettere sarebbe spedito direttamente dai consumatori. La grande maggioranza proviene invece da imprese, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni.

Le famiglie australiane utilizzano sempre meno il francobollo ordinario per comunicazioni personali, mentre il servizio deve comunque raggiungere le zone metropolitane, regionali e remote.

Australia Post sostiene che questa combinazione abbia reso sempre più difficile finanziare la rete attraverso le sole entrate generate dalle lettere.

Impatto limitato sulle famiglie

Secondo le stime dell’operatore postale, il rincaro avrà un impatto contenuto sulla maggior parte dei nuclei familiari.

In media, una famiglia australiana acquista soltanto cinque francobolli a tariffa piena ogni anno. L’aumento di 15 centesimi comporterebbe quindi una spesa aggiuntiva annuale di circa 75 centesimi.

La valutazione non tiene però conto delle imprese, delle associazioni e dei professionisti che continuano a utilizzare la posta ordinaria in quantità più elevate.

Per questi utenti, l’incremento potrebbe produrre costi più significativi, soprattutto quando si somma ai precedenti aumenti applicati negli ultimi anni.

Tariffe agevolate confermate

Australia Post ha deciso di mantenere inalterato il prezzo dei francobolli destinati ai titolari di concessioni e agli auguri stagionali.

Il francobollo agevolato resterà a 60 centesimi, mentre quello per le cartoline e le lettere di auguri continuerà a costare 65 centesimi.

Entrambe le tariffe sono rimaste sostanzialmente ferme per oltre un decennio.

Per ridurre l’impatto del rincaro sulle persone aventi diritto alle agevolazioni, Australia Post ha inoltre aumentato da 50 a 75 il numero di francobolli concessione acquistabili ogni anno.

Le organizzazioni benefiche continueranno ad avere accesso al servizio scontato Charity Mail.

Il ruolo dell’ACCC

L’ACCC ha esaminato la proposta relativa ai servizi postali ordinari riservati e ha deciso di non formulare obiezioni.

Il parere dell’autorità non equivale formalmente all’entrata in vigore immediata della nuova tariffa, poiché restano alcuni procedimenti regolamentari da completare.

Australia Post considera tuttavia la decisione un passaggio decisivo verso l’applicazione dell’aumento dal 1° settembre.

L’autorità valuta generalmente la necessità economica delle modifiche tariffarie e il loro impatto sui consumatori, tenendo conto dei costi sostenuti dall’operatore per garantire il servizio.

«Prezzi ancora tra i più bassi dell’OCSE»

Australia Post ha difeso l’aumento sostenendo che gli australiani continueranno a pagare tariffe postali tra le più basse dei Paesi dell’OCSE.

Il confronto internazionale deve comunque essere letto alla luce delle differenti frequenze di consegna, delle dimensioni geografiche dei Paesi e dei servizi inclusi nella tariffa.

L’Australia deve garantire la distribuzione in un territorio vastissimo e con numerose comunità remote, un elemento che rende particolarmente costosa la rete postale.

L’operatore afferma di voler mantenere un servizio accessibile a tutti, adattandolo contemporaneamente alla riduzione strutturale della domanda.

Più indirizzi, meno lettere

Il problema centrale è semplice: Australia Post deve servire un numero crescente di punti di consegna, ma dispone di un volume sempre minore di corrispondenza dal quale ricavare entrate.

La crescita della popolazione e delle nuove aree residenziali amplia continuamente la rete.

Allo stesso tempo, ogni singola abitazione riceve meno lettere rispetto al passato.

Il costo dei veicoli, del carburante, del personale, delle strutture logistiche e della manutenzione non diminuisce nella stessa proporzione dei volumi postali.

Per questo Australia Post ritiene necessario aumentare le tariffe e riorganizzare progressivamente il servizio.

Il francobollo diventa un prodotto sempre più raro

L’aumento a 1,85 dollari racconta soprattutto la trasformazione delle abitudini degli australiani.

La lettera personale, un tempo uno degli strumenti principali per mantenere i rapporti a distanza, è stata quasi completamente sostituita dai messaggi istantanei e dai social media.

Anche bollette, estratti conto e comunicazioni ufficiali vengono ormai consegnati attraverso portali digitali e posta elettronica.

Il francobollo non scompare, ma diventa un prodotto acquistato sempre più raramente e utilizzato principalmente da istituzioni, aziende e fasce della popolazione meno abituate ai servizi online.

Il nuovo aumento servirà a mantenere in funzione una rete che resta essenziale per molti australiani, soprattutto anziani e residenti nelle aree regionali.

Ma conferma anche una realtà ormai evidente: la posta tradizionale è entrata in una fase di declino irreversibile e il costo per conservarla sarà distribuito su un numero sempre più piccolo di lettere.