Australiano scomparso in Messico da sei settimane: cresce il mistero su Jesse Bruzzese

Il trentacinquenne del Western Australia non dà notizie dal 3 giugno. Interpol ha emesso una Yellow Notice, mentre autorità australiane e messicane proseguono le ricerche

Cresce la preoccupazione per Jesse Bruzzese, il viaggiatore australiano di 35 anni scomparso senza lasciare traccia durante un soggiorno in Messico.

L’ultimo contatto con familiari e amici risale al 3 giugno, quando l’uomo si trovava nella regione della Riviera Maya, lungo la costa caraibica a sud di Cancún. A sei settimane di distanza, non risultano nuovi contatti né informazioni certe sui suoi spostamenti successivi.

Un viaggiatore esperto partito nove mesi prima

Bruzzese viveva a Perth ed era cresciuto a Mandurah, nel Western Australia. Viaggiava da solo all’estero da circa nove mesi ed era arrivato in Messico all’inizio di maggio, dopo aver attraversato diversi Paesi.

Familiari e amici lo descrivono come un viaggiatore esperto, abituato a mantenere contatti regolari. Il lungo silenzio e il telefono apparentemente spento o fuori servizio sono stati considerati comportamenti insoliti e hanno fatto scattare l’allarme.

Interpol emette una Yellow Notice

Interpol ha diffuso una Yellow Notice, l’avviso internazionale utilizzato per rintracciare persone scomparse, rapite o la cui identità deve essere accertata.

La segnalazione offre visibilità globale al caso e consente alle forze di polizia dei Paesi membri di condividere eventuali informazioni, controlli di frontiera e possibili avvistamenti.

Secondo l’avviso, Bruzzese potrebbe aver visitato, oltre al Messico, Cambogia, Stati Uniti, Thailandia, Singapore, Hong Kong, Cina e Indonesia.

Ricerche coordinate tra più Paesi

La scomparsa è oggetto di un’indagine che coinvolge più organismi e supera i confini nazionali

La Western Australia Police sta collaborando con il Department of Foreign Affairs and Trade, che ha confermato di fornire assistenza consolare alla famiglia. Anche le autorità messicane sono state coinvolte nelle ricerche.

Il governo australiano non ha fornito ulteriori dettagli, richiamando gli obblighi di riservatezza nei confronti della famiglia.

L’appello dei familiari

I parenti hanno diffuso un appello pubblico chiedendo a chiunque abbia visto Jesse, parlato con lui o condiviso una struttura ricettiva di comunicare immediatamente ogni informazione utile.

«Jesse, se dovessi vedere questo messaggio, sappi che ti vogliamo molto bene e siamo preoccupati per te», hanno scritto.

La famiglia ha precisato di non voler esercitare pressioni o invadere la sua privacy, ma di desiderare soltanto una conferma che sia vivo e al sicuro.

I segni distintivi

Jesse Bruzzese è alto circa 176 centimetri, ha capelli e occhi castani e presenta numerosi tatuaggi facilmente riconoscibili.

Sul braccio sinistro ha il volto di una donna e una figura alata. Sulla parte superiore dello stesso braccio compaiono numeri romani, lancette di un orologio e rose, mentre un paio di ali d’aquila si estende tra la spalla e il lato sinistro del petto.

Bruzzese possiede cittadinanza australiana e italiana, secondo le informazioni contenute nella segnalazione internazionale.

Nessuna pista confermata

A sei settimane dalla scomparsa, non è stata comunicata pubblicamente alcuna pista definitiva.

Non è noto se Bruzzese abbia lasciato volontariamente la Riviera Maya, abbia raggiunto un’altra zona del Messico o sia stato coinvolto in un incidente o in un episodio criminale.

L’assenza di movimenti confermati, comunicazioni e documenti di viaggio successivi al 3 giugno continua ad alimentare l’incertezza.

L’invito a contattare la polizia

Chiunque disponga di informazioni sui movimenti di Jesse Bruzzese dal 3 giugno è invitato a contattare la Western Australia Police o Crime Stoppers.

Anche un dettaglio apparentemente secondario, come un incontro, una prenotazione, una fotografia o una conversazione, potrebbe contribuire a ricostruire i suoi ultimi spostamenti.

Per la famiglia, ogni giorno senza notizie rende l’attesa più difficile. La speranza resta quella di ricevere finalmente un messaggio capace di confermare che Jesse è al sicuro.