Crown Sydney e The Star Sydney sono stati multati dopo che un ragazzo di 16 anni è riuscito a entrare più volte nelle rispettive aree di gioco utilizzando un documento falso. Crown dovrà pagare 1,75 milioni di dollari, mentre The Star è stata sanzionata per 500.000 dollari.
La vicenda è stata resa nota dalla NSW Independent Casino Commission (NICC) al termine di un’indagine condotta da Liquor and Gaming NSW.
Secondo quanto accertato, il minorenne avrebbe utilizzato una patente falsa per entrare al Crown Sydney di Barangaroo 19 volte tra aprile e agosto 2025.
Durante quel periodo gli sarebbe stato anche concesso lo status di membro silver e, in alcune occasioni, sarebbero state servite gratuitamente bevande alcoliche, nonostante la sua età.
Lo stesso ragazzo sarebbe riuscito inoltre a entrare tre volte al The Star Sydney, sempre utilizzando il falso documento d’identità.
«Fallimento inaccettabile dei controlli»
Il Chief Commissioner della NICC, Philip Crawford, ha sottolineato la gravità delle violazioni, spiegando che il ragazzo avrebbe perso una somma significativa di denaro durante le visite.
Secondo l’autorità, entrambi i casinò hanno riconosciuto le proprie responsabilità per le carenze nei sistemi di verifica dell’identità e nelle procedure di onboarding dei clienti.
Nel caso di Crown, la situazione è stata aggravata anche dalla somministrazione illegale di alcol al minorenne.
La madre presente in alcune occasioni
Crown Sydney ha fatto sapere che la madre del ragazzo era presente durante alcune delle visite.
La società ha inoltre dichiarato di aver informato il regolatore una volta scoperta la reale età del giovane e di aver collaborato con l’indagine.
Nuove misure di sicurezza
Oltre alle multe, Crown e The Star si sono impegnati a introdurre ulteriori misure correttive, tra cui:
- sistemi di verifica dell’identità più rigorosi;
- procedure di accesso più sicure;
- maggiore formazione del personale.
Il 16enne è stato inoltre bandito da entrambi i casinò per cinque anni a partire dal compimento dei 18 anni.
La NICC ha ribadito che controlli efficaci sull’identità non servono soltanto a proteggere i minori, ma anche a contrastare frodi e attività criminali all’interno dei casinò del New South
