Il governo federale australiano ha avviato un giro di vite senza precedenti contro i centri per l’infanzia che non rispettano gli standard minimi di sicurezza. Dopo le gravi accuse di abusi emerse nel 2025, oltre 60 strutture hanno ricevuto notifiche ufficiali per violazioni di legge o per aver messo a rischio i bambini. Nove operatori rischiano ora la revoca dell’accesso ai sussidi pubblici, una misura che potrebbe renderne impossibile la sopravvivenza economica.
Il ministro dell’Istruzione, Jason Clare, ha dichiarato che il governo “non sta scherzando” sulla protezione dei minori, sottolineando che chi non rispetta le regole non può continuare a ricevere fondi dei contribuenti. Trenta centri hanno tempo fino alla fine di febbraio per mettersi in regola o affrontare sanzioni.
Dalla settimana scorsa è inoltre obbligatoria una formazione nazionale sulla sicurezza dei bambini per il personale del settore, con oltre 100.000 lavoratori già registrati. È stato anche istituito un registro nazionale da 45 milioni di dollari per monitorare qualifiche, controlli e spostamenti degli educatori tra stati e territori.

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