Servizi per l’infanzia in una profonda crisi

Un’inchiesta parlamentare nel New South Wales ha denunciato gravi falle sistemiche nel settore dell’educazione e della cura della prima infanzia, evidenziando come le debolezze regolatorie e la crescita dei servizi a scopo di lucro abbiano creato condizioni favorevoli all’azione di soggetti predatori all’interno delle strutture per l’infanzia.

L’inchiesta parlamentare che scuote il New South Wales

Il rapporto finale parla di un sistema “sotto forte pressione” e accusa esplicitamente la diffusione di operatori privati e fondi di investimento di aver spinto il settore verso una logica di profitto a scapito della sicurezza dei bambini. In diversi casi, centri con ripetute violazioni degli standard di qualità e sicurezza sono rimasti operativi per lunghi periodi senza interventi risolutivi da parte delle autorità di regolazione.

La presidente della commissione, la deputata dei Verdi Abigail Boyd, ha definito il settore “in crisi”, sottolineando come il modello attuale stia “fallendo troppi bambini, famiglie ed educatori”. Nel documento si evidenzia che alcune strutture con valutazioni negative persistenti non sono state chiuse nonostante anni di non conformità.

Le audizioni dell’inchiesta, svoltesi tra agosto e ottobre dello scorso anno, sono state avviate in un clima di crescente allarme pubblico, alimentato anche da inchieste giornalistiche e da una serie di arresti in diversi Stati australiani per presunti abusi su minori in contesti educativi.

Tra le criticità segnalate figura anche la difficoltà delle autorità nel prevenire che operatori segnalati per comportamenti sospetti, ma non condannati penalmente, continuino a lavorare nei servizi per l’infanzia. Da qui la proposta di istituire un registro nazionale obbligatorio degli operatori del settore.

Il rapporto raccomanda inoltre una revisione strutturale del sistema, riducendo la presenza dei grandi fornitori a scopo di lucro e rafforzando invece i servizi pubblici, non profit e comunitari, ritenuti mediamente più affidabili sul piano della qualità e della sicurezza.

Il governo del NSW ha dichiarato che prenderà in esame le raccomandazioni e fornirà una risposta formale nei prossimi mesi.