Master artistico alla Columbus Citizens Foundation sull’arte dell’affresco, «Legenda Maior». Claudia Nodari, decoratrice in discipline pittoriche, e Alessia Pintossi hanno inaugurato la serata con il brano inedito «Mater Mundi», tratto dall’album «Judicandus»
di Ketty Millecro
Si parte per un’avventura tutta all’insegna della bellezza, dopo il consueto rito dell’autorizzazione alla registrazione e alla pubblicazione sui giornali e sui media del mondo.
Due personalità di età diversa, legate non soltanto da una stretta parentela: Claudia è infatti la sorella di Gloria, mamma di Alessia.
Quando ci appaiono sullo schermo per un’intervista via Zoom, incontriamo due meravigliose creature che ci colpiscono non solo per la loro bellezza fisica, tutta italiana, ma soprattutto per la dolcezza, la gaiezza e la grazia che trasmettono.
Claudia racconta di provenire da Gardone Val Trompia, a venti chilometri da Brescia. Sin da piccola era portata per l’arte e attratta dai giochi di luce e ombra.
Negli anni il suo talento è emerso rapidamente. Dopo le scuole medie ha frequentato l’Istituto privato d’arte “Caravaggio”, una vera e propria officina artistica. Ha poi proseguito il suo sogno, diventando maestra d’arte e scegliendo di formarsi per tramandare a livello internazionale i segreti della propria inclinazione.
Diplomata come decoratrice in discipline pittoriche, utilizza la pittura muraria, l’encausto — un’antica tecnica pittorica che impiega pigmenti in polvere mescolati a cera fusa —, l’affresco, la doratura e altre tecniche.
Ha potuto così realizzare il sogno di sentirsi un’“artigiana d’arte”, dando piena espressione al proprio estro. Ora, insieme ad Alessia, sta condividendo l’avventura americana a New York, dove entrambe sono impegnate in un progetto straordinario.
Claudia Nodari ha conquistato quanti hanno partecipato al master artistico organizzato presso la Columbus Citizens Foundation, dedicato all’antica arte dell’affresco. Il progetto, intitolato «Legenda Maior», è dedicato a san Francesco in occasione degli ottocento anni dalla sua scomparsa e prevede la realizzazione di otto affreschi.
La caratteristica del corso negli Stati Uniti, ispirato all’esperienza della bottega di Giotto, è il metodo di apprendimento basato sul “learning by doing”, cioè sull’imparare attraverso l’esperienza diretta.
Claudia cerca di catturare e racchiudere la bellezza dell’Italia attraverso la pittura e la decorazione. Utilizza i pennelli, le sfumature e la materia per creare una forma visibile che proviene dal suo mondo interiore.
Trasforma muri e tele in quella luce appassionata, peculiare dei paesaggi italiani e tipica del nostro celebre artigianato conosciuto in tutto il mondo.
Artefice del progetto è stata la dottoressa Maria Palandra, la quale sottolinea come le creatrici abbiano voluto replicare la “Bottega di Giotto”, riproducendo i famosi laboratori dei grandi artisti in tutti i loro aspetti, da quello teorico a quello pratico.
È importante citare anche Annalisa Perfetto, presidente della Ladies Auxiliary della Columbus Citizens Foundation, insieme alla chair Dana Romita, alla vice chair Eileen Tarantino, alla secretary Marisa Di Martino e alla treasurer dell’organizzazione.
Grazie alla Ladies Auxiliary sono state assegnate borse di studio a Gaia, del Liceo artistico Leonardo di Brescia; a Raffaele e Andrea, del Liceo artistico Carlo Levi di Matera; e a Noah e Noemi, della OK School di Brescia.
Claudia è sposata, ha due figli, Noa, di 18 anni, e Noemi, di 17, e vive profondamente per la propria famiglia. Molti sono stati i viaggi che l’hanno vista protagonista nel mondo, fino a un progetto alle porte dell’Australia, poi non concretizzato per ragioni familiari. Al suo fianco il marito Alessandro Tortelli, eccellente artigiano e titolare della “Ditta Atmosphere”.
Imprimere per sempre l’arte italiana e divulgarla nel mondo è il suo obiettivo primario.
Claudia sostiene:
«La nostra missione è diffondere il sapere delle eccellenze artigiane tra le nuove generazioni e far comprendere che i ragazzi di oggi non sono svogliati e disinteressati. Il problema è stato il Covid, che li ha spenti. Divulgare e tramandare i segreti di bottega è un grido silenzioso che deve essere diffuso. Non con prepotenza, ma con amore e passione».
La presentazione del master artistico è stata coronata dall’esibizione musicale della nipote di Claudia, il soprano internazionale Alessia Pintossi, originaria di Gardone Val Trompia e residente a Venezia.
È stata una splendida apertura, con l’esecuzione del brano inedito «Mater Mundi», tratto dal nuovo album «Judicandus», in uscita in autunno, scritto e prodotto dalla stessa Alessia insieme a Giorgio Mantovan.
Alessia ha una voce calda e travolgente, caratterizzata da un graffiato genuino e innato, che ha trasformato la bambina prodigio in una vera “international star”.
Ha iniziato a studiare pianoforte all’età di sei anni ed è stata per sette anni ballerina di flamenco. A undici anni sono arrivati i primi concorsi canori, nei quali il suo talento è stato immediatamente apprezzato.
È stato il regalo familiare del “Canta Tu” a renderla ancora più sicura del proprio amore per la musica e a farle conoscere il suo modello d’ispirazione di quel periodo: Mia Martini.
A quindici anni ha scoperto quasi per caso la lirica e l’opera, che fino ad allora pensava fossero destinate soltanto a persone di una certa età. Se ne è invece innamorata. Ha studiato, si è diplomata al Conservatorio e ha cominciato a comporre, evolvendosi anche come cantautrice.
L’eleganza artistica di Alessia, espressa nel canto e nel pianoforte, non si è esaurita. Al contrario, l’ha trasformata in una professionista versatile e completa, padrona assoluta del palcoscenico.
La stessa artista racconta di vivere attualmente un periodo di grande serenità affettiva, grazie al legame con il musicista e batterista italiano Emanuele Pagliuca, figlio di Tony Pagliuca, tastierista del celebre complesso degli anni Settanta “Le Orme”.
Alessia si è esibita sotto la direzione di maestri di grande prestigio, tra i quali Riccardo Muti, nel ruolo di Nedda in «Pagliacci», e ha inciso un duetto con il celebre tenore Javier Camarena.
Il suo obiettivo è realizzare, attraverso la musica e il canto, una fusione tra pop, folk, canto classico e moderno, portando anche all’estero melodie italiane permeate da un marchio eterno e internazionale.
Anche Alessia condivide il pensiero della zia Claudia: l’arte deve essere uno strumento per divulgare la bellezza italiana nel mondo.
In occasione della serata di premiazione, Claudia Nodari e Alessia Pintossi hanno conosciuto la presidente dell’AIAE, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, giornalista italoamericana e conduttrice del noto programma radiofonico «Sabato Italiano», trasmesso da Radio Hofstra University di New York.
La Maietta, emozionando il pubblico presente, ha ribadito le parole di Gloria Nodari e il valore della famiglia e della sua indissolubile unione.
Ecco uno stralcio del messaggio della madre di Alessia:
«Crescere in Italia significa essere condannati alla bellezza. Significa camminare tra strade che trasudano storia, respirare un’aria che per secoli ha ispirato poeti, navigatori e sognatori. Ma nella mia famiglia questa bellezza non è rimasta fuori dalla porta di casa. Ci è entrata dentro. Ci scorre nelle vene.
Siamo italiane e forse, proprio per questo, non abbiamo potuto fare a meno di cedere al richiamo dell’arte. Un DNA creativo che, nella nostra casa, ha scelto due linguaggi precisi, i più puri della nostra tradizione: la musica e la pittura».
Parole commoventi, lette da una maestra della radio che, con la sua voce suadente, ha entusiasmato il pubblico. I presenti hanno applaudito a lungo, celebrando il talento italiano nel mondo di due artiste uniche, simbolo di genialità, passione e generosità d’animo.
