di Ketty Millecro
Antonio Guarna inizia a cantare a sei anni, poi arrivano i successi nel calcio con il “Premio G. Baldi”. Dopo il diploma da geometra emigra nel Bronx, a New York. Studia lirica con la maestra Irma Valentini e successivamente con la maestra Alba Mazza, sua mentore e figura di grande spessore professionale.
Antonio Guarna è nato a Sarno, comune della provincia di Salerno, in Campania. Dopo il consueto rito di autorizzazione, registrazione e pubblicazione sui giornali e sui media internazionali, lo coinvolgiamo in un’intervista.
Il suo racconto comincia dall’infanzia, quando già all’età di sei anni percepiva una forte passione per il canto. Ricorda ancora la sua prima esibizione in pubblico, durante le scuole elementari, con una canzone americana dal titolo “Red River Valley”.
Erano gli anni dei giochi all’aria aperta e delle estati trascorse insieme agli amici. Con il passare del tempo arrivò anche la sua prima importante vittoria sportiva. Durante le scuole medie non aveva ancora le idee chiare sul futuro e sognava di diventare un campione di calcio.
Le soddisfazioni non mancarono. Nel 1977, durante i Giochi della Gioventù, fu premiato come migliore atleta di calcio della Regione Campania con il “Premio Giovanni Baldi”.
Con il tempo, però, comprese che il calcio non rappresentava la sua più grande passione. Conseguì il diploma di geometra e iniziò a lavorare nel settore delle costruzioni. All’età di 27 anni emigrò negli Stati Uniti, dove trovò facilmente impiego come capocantiere.
Nonostante il successo professionale, sentiva che nella sua vita mancava qualcosa. Dopo diverse esperienze, tornò gradualmente alla musica. Cominciò a studiare privatamente con la maestra Irma Valentini, che lo avviò alla carriera lirica.
Divenne tenore e affrontò romanze, arie, esercizi di solfeggio, scale e tonalità. Irma Valentini gli insegnò anche a utilizzare correttamente il diaframma, preparandolo alle esibizioni pubbliche.
In quegli anni si esibiva insieme all’amico Stefano, professore d’italiano nelle scuole americane di New York e pianista. Insieme frequentavano e animavano i coffee house italoamericani.
Dopo la scomparsa della maestra Irma Valentini, Guarna incontrò un’altra importante insegnante: Alba Mazza, figura di riferimento dell’italianità a New York e grande amica di Licia Albanese, il celebre soprano particolarmente apprezzato da Arturo Toscanini.
La maestra Mazza lo aiutò a entrare in un mondo musicale più ampio. Ascoltando la profondità della sua voce, la forza, l’estensione, il timbro e il controllo tecnico, gli suggerì di cambiare genere. Da tenore lirico leggero, Antonio venne così indirizzato verso la musica melodica e il repertorio classico napoletano.
Guarna racconta che fu l’inizio di una bellissima avventura, capace di aprirgli nuove frontiere professionali e artistiche, compresa l’opportunità di studiare con la celebre Licia Albanese.
Conobbe anche il maestro Alfredo Bonavera, grazie al quale poté partecipare a diversi concerti a New York, compresi eventi di benvenuto per i consoli italiani appena arrivati negli Stati Uniti.
Ricorda inoltre un bellissimo concerto al Gangi Roll Ball, insieme a un caro amico oggi impegnato professionalmente in Europa.
Sette anni fa Antonio Guarna decise di studiare anche il pianoforte, per diventare più autonomo durante le esibizioni nei locali e nei teatri.
Nel corso della sua carriera ha incontrato numerosi cantanti famosi, tra cui Al Bano Carrisi e Toto Cutugno, oltre ad artisti internazionali e personalità di rilievo della comunità italiana.
Attraverso la maestra Alba Mazza ha conosciuto anche la giornalista italoamericana Cav. Josephine Buscaglia Maietta, presidente dell’Association of Italian American Educators – AIAE.
Guarna la definisce una vera “colonna della cultura italiana nel mondo”. Josephine Buscaglia Maietta è inoltre produttrice e conduttrice della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano”, trasmessa da Radio Hofstra University di New York, vincitrice di cinque Premi Marconi e di un riconoscimento dell’UNESCO.
Nel segno del reciproco rispetto per la cultura italiana, Guarna è stato ospite anche dello storico Carmela’s Restaurant, punto di riferimento degli italoamericani a New York, dove ha proposto la propria performance vocale internazionale.
Il suo repertorio è molto ampio. Dopo la lirica e la musica classica, si è dedicato alla musica melodica e alle grandi canzoni napoletane, tra cui “Dicitencello vuje”, “’O sole mio” e “’O surdato ’nnammurato”, arrivando poi ai successi americani di Frank Sinatra ed Elvis Presley.
Al termine dell’intervista, Antonio Guarna dedica un pensiero a tutti i lettori, con la speranza che la sua voce possa essere ascoltata anche all’estero e arrivare fino in Australia.
Ribadisce che il suo canto rappresenta una passione, una missione di italianità e un’espressione autentica dei sentimenti. Invita gli italiani all’estero a mantenere viva la propria cultura e ad avere fiducia nel proprio talento.
Il suo saluto affettuoso va all’Italia, terra madre, ma anche alla sua seconda patria, l’America, all’Australia e a ogni parte del mondo che ha accolto i nostri connazionali.
Con orgoglio rivolge infine un grande abbraccio agli italiani nel mondo, fratelli di sangue della terra del sole e dell’amore.
