L’Antitrust italiana archivia l’indagine su Meta e l’AI di WhatsApp: passa la competenza a Bruxelles

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha archiviato l’indagine avviata nei confronti di Meta Platforms sull’integrazione dell’assistente di intelligenza artificiale all’interno di WhatsApp.

La decisione, comunicata lunedì dall’autorità italiana, non rappresenta tuttavia una chiusura definitiva del caso. L’istruttoria proseguirà infatti a livello europeo, dopo che la Commissione Europea ha esteso la propria indagine anche al territorio italiano.

L’inchiesta dell’Antitrust era stata aperta nel luglio 2025 per verificare se Meta avesse abusato della propria posizione dominante introducendo il sistema di intelligenza artificiale direttamente all’interno della piattaforma di messaggistica più utilizzata dagli italiani.

Il nodo dell’integrazione automatica

Al centro delle verifiche vi era la modalità con cui Meta AI è stata resa disponibile agli utenti di WhatsApp.

Secondo le preoccupazioni iniziali dell’autorità italiana, l’integrazione del servizio avrebbe potuto rafforzare ulteriormente la posizione di mercato del gruppo guidato da Mark Zuckerberg, sfruttando la diffusione capillare dell’applicazione di messaggistica per promuovere il proprio assistente basato sull’intelligenza artificiale.

L’attenzione delle autorità europee si concentra da tempo sul comportamento delle grandi piattaforme digitali e sul rischio che la loro posizione dominante possa limitare la concorrenza in mercati emergenti come quello dell’intelligenza artificiale generativa.

La Commissione Europea assume il controllo

L’AGCM ha spiegato che la decisione di archiviare il procedimento è legata all’intervento della Commissione Europea, che ha ampliato il proprio esame della vicenda includendo anche il mercato italiano.

In questi casi la normativa europea prevede che sia Bruxelles a coordinare le indagini quando la questione coinvolge più Stati membri e presenta una dimensione sovranazionale.

La scelta evita sovrapposizioni tra autorità nazionali e istituzioni europee e consente un approccio uniforme nei confronti delle grandi piattaforme digitali.

La sfida dell’intelligenza artificiale

Il caso Meta si inserisce nel più ampio confronto tra regolatori e colossi tecnologici sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Negli ultimi mesi l’Unione Europea ha intensificato il monitoraggio delle principali società tecnologiche per valutare l’impatto delle nuove applicazioni AI sulla concorrenza, sulla tutela dei consumatori e sulla gestione dei dati personali.

WhatsApp rappresenta uno degli strumenti di comunicazione più diffusi al mondo, con miliardi di utenti attivi. L’integrazione di funzionalità avanzate di intelligenza artificiale all’interno dell’app potrebbe quindi avere effetti significativi sul mercato digitale europeo.

Meta sotto osservazione

L’archiviazione da parte dell’Antitrust italiana non equivale a un’assoluzione per Meta. Il dossier rimane aperto e sarà ora esaminato nell’ambito dell’indagine comunitaria.

La Commissione Europea dovrà stabilire se l’introduzione dell’assistente AI all’interno di WhatsApp abbia rispettato le regole europee in materia di concorrenza o se vi siano elementi tali da giustificare ulteriori interventi.

Per Meta si tratta dell’ennesimo confronto con le autorità di regolazione europee, sempre più attente al ruolo delle grandi piattaforme nell’economia digitale e nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Fonte: Reuters, 9 giugno 2026.