Un convento del XIII secolo, ritenuto perduto da secoli, è stato individuato sotto un moderno campo da calcio a Roskilde, in Danimarca. Le prospezioni con georadar hanno rivelato a circa un metro di profondità un complesso monastico sorprendentemente ben conservato, con ambienti, colonne, chiostri e una chiesa. Gli archeologi preparano ora scavi esplorativi che potrebbero restituire nuovi elementi sulla vita quotidiana delle monache e sulla Roskilde medievale.
Un campo da calcio nascondeva sotto il terreno uno dei complessi religiosi più importanti della Roskilde medievale.
Le indagini condotte con ground-penetrating radar, il georadar utilizzato per analizzare strutture sepolte senza scavare, hanno individuato i resti del convento di Santa Chiara, costruito nel XIII secolo e scomparso dalle mappe archeologiche dopo la sua demolizione nel Cinquecento.
La scoperta è avvenuta durante le verifiche preliminari richieste prima della realizzazione di un parcheggio sotterraneo.
Secondo il museo danese ROMU, il complesso si trova a circa un metro sotto il livello del terreno ed è molto più conservato di quanto gli studiosi si aspettassero.
Un complesso di circa 70 metri per 70
Le scansioni hanno restituito l’impronta di un grande edificio di circa 70 per 70 metri.
Sono riconoscibili stanze, colonne, chiostri e la chiesa situata nell’ala meridionale. L’ala orientale appare particolarmente ben conservata, con ambienti chiaramente distinguibili e le basi dei pilastri delle volte.
L’archeologo e curatore del ROMU Jesper Langkilde ha raccontato di essere rimasto sorpreso dalla qualità delle immagini.
Una parte considerevole della struttura sotterranea sembra infatti essere sopravvissuta nonostante la demolizione del convento nel XVI secolo.
Mezzo milione di mattoni portati via
I documenti storici indicano che, dopo la demolizione, furono venduti circa 500.000 mattoni provenienti dal complesso.
Secondo Langkilde, un convento di quelle dimensioni avrebbe potuto contenerne anche il doppio.
A sopravvivere sarebbero soprattutto le parti più profonde dei muri e delle fondazioni, realizzate con grandi massi difficili da rimuovere durante lo smantellamento degli edifici medievali.
È proprio questa struttura sotterranea che il georadar è riuscito a rilevare con grande precisione.
Uno dei cinque conventi della Roskilde medievale
Santa Chiara era uno dei cinque complessi monastici presenti nella Roskilde medievale.
A differenza degli altri quattro, però, il sito non era stato protetto come monumento antico perché si riteneva che fosse ormai completamente perduto.
La nuova individuazione cambia quindi il quadro archeologico della città.
Roskilde fu uno dei centri più ricchi e importanti della Danimarca medievale e i monasteri ebbero un ruolo centrale nello sviluppo economico, religioso e culturale dell’area.
Ora gli archeologi vogliono scavare
Il sito non è ancora stato sottoposto a uno scavo archeologico vero e proprio.
I ricercatori stanno lavorando con il Comune per organizzare scavi di prova nell’area interessata dal progetto del parcheggio.
Gli studiosi si aspettano di trovare numerosi reperti legati alla vita quotidiana medievale.
Tra le possibilità indicate ci sono frammenti di ceramica, ossa animali, oggetti personali, pettini, aghi e strumenti utilizzati per la scrittura.
Potrebbero emergere anche oggetti religiosi come croci pendenti, rosari e distintivi dei pellegrini.
Monasteri come centri di cultura e alfabetizzazione
Il valore del sito non riguarda soltanto l’architettura.
I monasteri medievali erano anche importanti centri di alfabetizzazione, conservazione dei libri e produzione dei manoscritti.
Gli archeologi sperano quindi di trovare elementi collegati alla scrittura e alla cultura materiale del convento, come parti metalliche di libri, strumenti per scrivere o altri oggetti appartenuti alle religiose.
Se saranno conservati resti organici, sarà inoltre possibile studiare la dieta delle monache, le specie vegetali coltivate nei giardini e alcuni aspetti della gestione quotidiana del convento.
Possibili sepolture sotto il sito
Gli studiosi si aspettano anche la presenza di sepolture.
L’analisi dei resti umani potrebbe fornire informazioni sull’identità delle monache, sulla loro provenienza, sullo stato di salute e sulle altre persone che venivano sepolte all’interno del complesso religioso.
Un ulteriore interesse riguarda i rapporti internazionali del convento.
Secondo le fonti storiche, le prime religiose di Santa Chiara potrebbero essere arrivate da un convento di Strasburgo.
Gli oggetti recuperati potrebbero quindi fornire tracce dei collegamenti culturali e commerciali che univano Roskilde ad altre comunità religiose europee.
Una scoperta senza ancora usare una pala
Il caso di Roskilde dimostra anche il crescente ruolo delle tecnologie geofisiche nell’archeologia moderna.
Il georadar ha permesso di ricostruire buona parte della pianta dell’edificio senza effettuare scavi e senza alterare il terreno.
Per Langkilde si tratta di un passo molto importante nella conoscenza dei monasteri medievali della città, sui quali dal punto di vista archeologico esistono ancora numerose lacune.
La scoperta non ha ancora restituito oggetti o tombe, perché gli scavi devono cominciare. Ma sotto quello che fino a poche settimane fa sembrava soltanto un campo sportivo è già riemersa la struttura di un convento che la storia considerava perduto da quasi cinque secoli.
