Scontro politico nel New South Wales sul rientro di cinque donne adulte legate all’ISIS e di sette minori che saranno rimpatriati nello Stato. Durante le Supplementary Budget Estimates di ieri, la ministra per la Polizia e l’Antiterrorismo del governo guidato dal premier Chris Minns ha ammesso di non sapere in quali distretti di polizia verranno collocate le persone coinvolte.
Alla domanda su quali aree del NSW saranno interessate dal rimpatrio, la ministra avrebbe risposto di “non avere idea” di quali distretti saranno coinvolti. Ha inoltre precisato di non essere la responsabile diretta delle decisioni operative relative alla sistemazione delle cinque donne e dei sette bambini, spiegando di essere semplicemente aggiornata attraverso briefing informativi, mentre la responsabilità finale spetterebbe ad altri livelli del governo e all’apparato burocratico.
La dichiarazione ha suscitato la reazione dell’opposizione. Lo Shadow Minister per la Polizia e l’Antiterrorismo, Anthony Roberts, ha definito “profondamente preoccupante” il fatto che la titolare del dicastero non sia direttamente coinvolta nel processo decisionale.
“La sicurezza della comunità deve sempre venire prima di tutto, soprattutto quando si tratta di persone che rientrano da zone di conflitto con legami con l’ISIS”, ha dichiarato Roberts. “È difficile credere che la ministra della Polizia non sappia dove queste persone saranno stabilite o quali comunità saranno direttamente interessate”.
Secondo l’esponente dell’opposizione, i cittadini del Nuovo Galles del Sud meritano maggiore trasparenza e rassicurazioni sull’esistenza di adeguate misure di sicurezza e di contrasto al terrorismo. Roberts ha chiesto al governo di chiarire chi stia prendendo le decisioni operative e quali garanzie siano state predisposte per tutelare le comunità locali.
“Su una questione così delicata come il rimpatrio di persone legate all’ISIS, non basta essere semplicemente informati”, ha concluso.

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