Caso Charlie Kirk, la difesa attacca il DNA: ma l’FBI conferma i test su fucile, asciugamano e cacciavite

Secondo Associated Press, nel secondo giorno dell’udienza preliminare contro Tyler Robinson, accusato dell’omicidio di Charlie Kirk, la difesa ha cercato di indebolire le prove genetiche e i video di sorveglianza. L’analista dell’FBI Amanda Bakker ha però confermato che Robinson è stato indicato come “possibile contributore” del DNA trovato su alcuni reperti. L’udienza riprenderà mercoledì.

Secondo giorno di udienza a Provo

Prosegue nello Utah l’udienza preliminare contro Tyler Robinson, il 23enne accusato dell’uccisione di Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA, avvenuta il 10 settembre nel campus della Utah Valley University.

Secondo Associated Press, i procuratori stanno cercando di dimostrare davanti al giudice Tony Graf che esistono prove sufficienti per mandare Robinson a processo. L’imputato è accusato di aggravated murder e i pubblici ministeri intendono chiedere la pena di morte in caso di condanna.

Robinson non ha ancora espresso una dichiarazione di colpevolezza o innocenza, e i suoi avvocati non hanno commentato pubblicamente il merito delle accuse.

La difesa punta sul DNA

La giornata si è concentrata soprattutto sulle prove genetiche.

Gli avvocati della difesa hanno interrogato Amanda Bakker, analista del DNA dell’FBI, cercando di evidenziare i limiti tecnici dei test e le possibili incertezze nell’interpretazione dei risultati.

Bakker ha spiegato che trovare DNA su un oggetto non significa necessariamente che la persona collegata a quel profilo genetico abbia toccato o usato direttamente quell’oggetto. Ha anche ricordato che il DNA può degradarsi nel tempo e che in alcuni casi le miscele genetiche possono rendere più complessa l’analisi.

Ma l’analista ha anche precisato che la degradazione rilevata nei campioni di questo caso non ha impedito un test accurato.

Robinson indicato come possibile contributore

Secondo AP, Bakker ha testimoniato che Robinson è stato incluso come possibile contributore del DNA trovato su un cacciavite e su un asciugamano.

Il cacciavite era stato recuperato sul tetto dell’edificio Losee, nel punto in cui i procuratori sostengono che il tiratore si fosse appostato. L’asciugamano, invece, era avvolto attorno a un fucile a otturatore manuale trovato in un’area boschiva vicino al campus.

Inizialmente, ha spiegato l’analista, i test indicavano almeno due contributori e forse tre. Dopo il campione fornito dal coinquilino e partner romantico di Robinson, l’FBI ha potuto riesaminare i risultati e attribuire il DNA trovato sull’oggetto a due persone.

Il fucile trovato vicino al campus

Un’altra testimone, Jennifer Faumuina, ex membro dello State Bureau of Investigation, ha descritto la raccolta di prove dopo la sparatoria.

Ha riferito che un fucile a otturatore manuale, avvolto in un asciugamano scuro, fu trovato in una zona boschiva vicino al campus. L’arma venne documentata, confezionata e inviata prima all’FBI e poi a un laboratorio del Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms.

Faumuina ha anche confermato che il DNA trovato sull’asciugamano è stato associato a due persone, una delle quali sarebbe il coinquilino di Robinson.

Video di sorveglianza: la ricostruzione dell’accusa

La Procura ha presentato anche nuovi video di sorveglianza del campus.

L’ex agente investigativo David Hull ha testimoniato che le immagini mostrerebbero Robinson muoversi nel campus la mattina del 10 settembre. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Robinson avrebbe camminato con uno zaino, comprato un pasto da Chick-fil-A, avuto contatti con lo staff di Turning Point USA e poi lasciato il campus.

Successivamente, sempre secondo Hull, Robinson sarebbe tornato con abiti diversi e avrebbe camminato zoppicando, con una gamba tenuta quasi rigida. Altri filmati lo mostrerebbero dirigersi verso l’area da cui era possibile accedere al tetto dell’edificio Losee.

Il tetto e il “sniper pad”

Il tetto dell’edificio Losee resta uno dei punti centrali dell’indagine.

Nel primo giorno di udienza, l’ex agente della Utah Valley University Christopher Bagley aveva raccontato di aver visto sul tetto una zona nella ghiaia compatibile con una posizione da tiro. In aula l’ha definita uno “sniper pad”.

Secondo la Procura, da quel punto sarebbe partito il colpo che ha raggiunto Kirk mentre parlava davanti a una folla di studenti e sostenitori.

La difesa, però, ha cercato di indebolire questa ricostruzione. L’avvocata Kathryn Nester ha chiesto a Hull se il video del tetto mostrasse tratti distintivi del volto dell’uomo ripreso. Hull ha riconosciuto che non erano visibili caratteristiche facciali identificative.

I testimoni avevano pensato a un agente sul tetto

Un altro elemento sollevato dalla difesa riguarda la percezione iniziale di alcuni testimoni.

Secondo quanto emerso in aula, alcune persone che avevano ripreso l’uomo sul tetto lo avevano inizialmente descritto come un possibile agente impegnato in un’attività di sorveglianza.

Hull ha confermato che il soggetto appariva in posizione prona per circa 15-30 secondi.

È un passaggio importante per la difesa, che sembra voler insistere su un punto: l’identificazione dell’uomo nei video non sarebbe così automatica come sostiene l’accusa.

La questione del video mostrato al pubblico

Il giudice Tony Graf ha autorizzato la diffusione pubblica di una compilazione di video di sorveglianza.

La difesa si era opposta, sostenendo che mostrare le immagini ai media avrebbe potuto compromettere il diritto di Robinson a un processo equo, influenzando una futura giuria.

Ma un avvocato rappresentante delle organizzazioni giornalistiche ha sostenuto che il pubblico avesse diritto a vedere ciò che il giudice stava valutando. Graf ha riconosciuto la necessità di bilanciare trasparenza e diritti dell’imputato, ma ha stabilito che quei video, non essendo grafici come quelli della sparatoria, potevano essere mostrati.

Turning Point USA e il possibile movente

In aula si è discusso anche di una dichiarazione di David Englehardt, membro del board di Turning Point USA.

La Procura vuole utilizzare il documento per sostenere che Kirk sarebbe stato preso di mira per le sue espressioni politiche e religiose. La difesa ha contestato la rilevanza della dichiarazione, sostenendo che contenga opinioni personali e che non aiuti il giudice a valutare l’eventuale aggravante legata al movente.

Il giudice ha ammesso il documento in via provvisoria e deciderà più avanti se accoglierlo definitivamente tra le prove.

Donald Trump Jr. in aula

L’udienza ha attirato grande attenzione politica e mediatica.

Secondo AP, Donald Trump Jr. era presente in aula e ha scritto su X di essere intervenuto perché Charlie Kirk era stato uno dei suoi amici più stretti per oltre un decennio. Ha aggiunto di voler vedere le prove effettive prima di esprimere un giudizio.

In aula erano presenti anche la vedova di Kirk, Erika Kirk, i genitori della vittima e i genitori dell’imputato.

Alcuni spettatori hanno fatto la fila durante la notte per riuscire a entrare in tribunale, dove i posti disponibili al pubblico erano pochissimi.

Un’udienza molto emotiva

L’udienza resta carica di tensione emotiva.

AP riferisce che alcuni presenti in aula si sono commossi, e che Erika Kirk è apparsa più volte visibilmente provata. Nella prima giornata, la famiglia Kirk era uscita temporaneamente dall’aula durante la presentazione di video particolarmente grafici relativi alla sparatoria e ai soccorsi.

Il caso, già giudiziariamente pesante, resta anche politicamente esplosivo per il ruolo pubblico di Charlie Kirk e per il peso di Turning Point USA nel mondo conservatore americano.

La soglia per il processo è bassa

Questa fase non serve a stabilire se Robinson sia colpevole.

L’udienza preliminare deve soltanto determinare se ci siano motivi ragionevoli per procedere a un processo. La soglia probatoria è molto più bassa rispetto a quella richiesta per una condanna, che richiede invece la prova oltre ogni ragionevole dubbio.

Per questo, secondo esperti citati da AP, è probabile che il caso venga rinviato a giudizio.

Ma la difesa sta già usando questa fase per costruire i temi del futuro processo: affidabilità del DNA, identificazione nei video, catena di custodia delle prove, gestione della scena del crimine e possibile movente.

L’udienza riprende mercoledì

La seconda giornata si è chiusa dopo una lunga discussione sui metodi di analisi del DNA.

Il giudice Tony Graf ha aggiornato l’udienza a mercoledì. La Procura continuerà a presentare prove e testimonianze per convincere il tribunale che Robinson debba essere processato per l’omicidio di Kirk.

Per ora il quadro è questo: l’accusa mostra video, DNA, arma e ricostruzione degli spostamenti. La difesa prova a introdurre dubbi su ciascun elemento.

Il processo vero non è ancora iniziato. Ma la battaglia giudiziaria sì.


Fonte: Associated Press