Iran, scontro sullo Stretto di Hormuz: Teheran rivendica il controllo, gli Usa promettono un blocco senza scadenza

a cura della redazione

La tensione tra Stati Uniti e Iran resta altissima. Washington sostiene di poter mantenere il blocco contro Teheran “a tempo indefinito”, mentre un comandante iraniano afferma che lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo dell’Iran e che nessuna nave può transitare senza autorizzazione.

Il confronto tra Washington e Teheran si concentra sempre di più sullo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico.

Da parte americana arriva una posizione netta: gli Stati Uniti affermano di essere in grado di mantenere il blocco sull’Iran senza una scadenza prestabilita. Sul fronte opposto, i vertici militari iraniani sostengono invece che lo stretto sia “sotto il controllo dell’Iran”, arrivando ad affermare che nessuna nave possa attraversarlo senza il permesso di Teheran.

Una contrapposizione che aumenta il rischio di nuove tensioni militari e commerciali in un’area fondamentale per le forniture internazionali di petrolio e gas.

Tensione anche nei territori palestinesi

Mentre il confronto tra Stati Uniti e Iran continua, resta critica anche la situazione nei territori palestinesi.

Il Ministero degli Affari Esteri e degli Espatriati palestinese ha condannato gli attacchi dei coloni contro la città di Qusra, a sud di Nablus, insieme alle azioni delle forze israeliane contro palestinesi che stavano facendo ritorno nella Striscia di Gaza.

Secondo il ministero, questi episodi farebbero parte di politiche sistematiche volte a favorire lo sfollamento della popolazione palestinese, l’allontanamento dalle proprie terre e la creazione di condizioni funzionali a possibili progetti di annessione della Cisgiordania.

La denuncia sulle violenze contro chi rientra a Gaza

L’Autorità palestinese ha inoltre accolto favorevolmente una dichiarazione dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati riguardante episodi di violenza contro palestinesi che stanno tornando a Gaza.

Nel documento vengono riportate accuse relative a violenze fisiche, minacce, trattamenti degradanti, perquisizioni umilianti e sequestri di effetti personali.

Il Ministero degli Esteri palestinese ha chiesto alla comunità internazionale di adottare misure immediate ed efficaci per fermare gli attacchi dei coloni e per fare pressione su Israele affinché rispetti gli accordi di cessate il fuoco e gli impegni assunti.

L’appello per il piano di pace su Gaza

Ramallah ha infine chiesto l’attuazione del piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti, mentre la situazione sul terreno continua a rimanere estremamente fragile.

La contemporanea escalation tra Iran e Stati Uniti, la disputa sul controllo dello Stretto di Hormuz e le tensioni nei territori palestinesi confermano quanto il Medio Oriente rimanga esposto al rischio di un ulteriore allargamento della crisi.