Onu, Trump annuncia colloqui con l’Iran. Firmato l’accordo sulla Groenlandia

All’Assemblea generale di New York il presidente americano riferisce di un confronto durato tre ore tra funzionari dei due Paesi. Al centro dei lavori anche Ucraina, Gaza e la riforma delle Nazioni Unite.

A cura della redazione online

Donald Trump annuncia contatti diplomatici con l’Iran e firma un accordo sulla sicurezza della Groenlandia, mentre all’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite si intrecciano negoziati, accuse reciproche e richieste di fermare le guerre.

A margine dei lavori di New York, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che funzionari americani e iraniani hanno avuto un incontro durato tre ore, concluso positivamente secondo la sua valutazione. L’annuncio riguarda un confronto tra rappresentanti dei due governi, senza indicare un’intesa già raggiunta.

Iran, dialogo e pressione economica

L’apertura diplomatica si accompagna a una linea dura nei confronti di Teheran. Dal palco dell’Assemblea, Trump ha invitato gli altri Paesi a unirsi agli Stati Uniti nell’isolamento economico dell’Iran, ribadendo che Washington non consentirà al Paese di dotarsi di armi nucleari.

Il presidente americano ha inoltre espresso la convinzione che un accordo possa arrivare dopo le elezioni di metà mandato. Si tratta di una previsione politica di Trump: nei passaggi riportati non viene presentato un calendario negoziale concordato.

In precedenza, il segretario di Stato Marco Rubio aveva precisato che non era programmato un incontro tra Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, lasciando aperta la possibilità di modifiche all’agenda.

Anche l’Italia mantiene un canale di confronto con Teheran: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato a New York il suo omologo iraniano Abbas Araghchi.

L’intesa sulla Groenlandia

Un risultato concreto della giornata è la firma dell’accordo tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia, volto a rafforzare la presenza militare americana e la sicurezza nell’Artico.

L’intesa arriva dopo mesi di tensioni sul futuro dell’isola. I rappresentanti danesi e groenlandesi hanno richiamato il rispetto della sovranità del Regno di Danimarca e dell’autodeterminazione della popolazione groenlandese. Reuters

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto favorevolmente l’accordo, sottolineando l’importanza della cooperazione per la sicurezza dell’Artico e dell’Atlantico settentrionale.

Ucraina, il confronto con Zelensky

Nel colloquio con Volodymyr Zelensky, Trump ha ribadito l’obiettivo di porre fine alla guerra, sostenendo che tanto il presidente ucraino quanto Vladimir Putin vogliano arrivare alla pace.

Il presidente americano ha richiamato anche la necessità di fermare gli attacchi contro le raffinerie. La questione energetica resta centrale nel confronto: Zelensky ha indicato nella cessazione degli attacchi russi contro il sistema energetico ucraino, le infrastrutture critiche e le esportazioni alimentari una condizione per analoghe misure di riduzione delle ostilità da parte di Kyiv.

Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo aver incontrato Trump, ha riferito di colloqui sulla sicurezza delle rotte petrolifere nel Mar Rosso e sul rafforzamento del sostegno alla difesa ucraina.

Gaza, le accuse dei leader regionali

La guerra a Gaza ha occupato una parte rilevante degli interventi. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito la Striscia «il più grande cimitero di bambini al mondo» e ha invitato i Paesi che ancora non lo hanno fatto a riconoscere lo Stato di Palestina.

L’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani ha qualificato quanto avviene a Gaza come genocidio. Il re di Giordania Abdallah II ha accusato Israele di perseguire una strategia che compromette la possibilità di uno Stato palestinese.

Da parte israeliana, l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha diffuso un video contro quelli che considera pregiudizi sistematici delle Nazioni Unite nei confronti del Paese.

Il segretario generale António Guterres ha chiesto la cessazione dei combattimenti, l’accesso degli aiuti umanitari e la tutela della soluzione a due Stati.

Tajani chiede un cambio di passo all’Onu

Per Tajani, il sostegno italiano al multilateralismo deve accompagnarsi a una riforma delle Nazioni Unite. Il ministro ha criticato la risposta dell’organizzazione alla guerra in Ucraina, giudicandola insufficiente e tardiva.

Ha inoltre escluso che l’assenza di Giorgia Meloni dall’Assemblea rappresenti una frizione con Washington, spiegando che la guida della delegazione italiana è stata affidata al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri.

Sul futuro dell’organizzazione, Guterres ha richiamato la necessità di un Consiglio di Sicurezza più rappresentativo, indicando nell’assenza di un seggio permanente africano uno degli squilibri da correggere.

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