Keir Starmer lascia Downing Street dopo due anni e assicura pieno sostegno al successore. Burnham promette stabilità, interventi sul costo della vita e un piano decennale per rilanciare economia e servizi pubblici
Cambio della guardia a Downing Street. Andy Burnham è ufficialmente il nuovo primo ministro del Regno Unito, dopo aver ricevuto da Re Carlo III l’incarico di formare il governo.
La transizione si è completata attraverso il tradizionale passaggio a Buckingham Palace. Keir Starmer ha presentato formalmente le proprie dimissioni al sovrano, che le ha accettate. Poco dopo, Burnham è stato ricevuto dal Re e ha accettato l’invito a guidare il nuovo esecutivo britannico.
L’ex sindaco della Greater Manchester diventa così il settimo primo ministro britannico nell’arco di un decennio, un dato che testimonia la profonda instabilità politica attraversata dal Paese dal referendum sulla Brexit del 2016.
L’ultimo saluto di Keir Starmer
Prima di recarsi a Buckingham Palace, Starmer ha pronunciato il suo ultimo discorso da primo ministro davanti al numero 10 di Downing Street.
Circondato dalla famiglia, dai collaboratori e dai sostenitori, il leader uscente ha difeso il lavoro compiuto durante i suoi due anni di governo, sostenendo di lasciare una Gran Bretagna più forte rispetto a quella ricevuta.
Starmer ha ricordato di aver ricostruito il Labour dopo la pesante sconfitta elettorale del 2019 e di averlo riportato al governo con la larga vittoria del 2024. Ha inoltre rivendicato il recupero della credibilità internazionale britannica e il sostegno assicurato all’Ucraina nella guerra contro la Russia.
Il premier dimissionario ha promesso piena collaborazione al suo successore, definendo il servizio al Paese il più grande onore della propria vita.
La conclusione del suo mandato arriva dopo settimane di crescente pressione interna al Partito laburista e dopo il ritorno di Burnham alla Camera dei Comuni come deputato di Makerfield. Starmer aveva annunciato il 22 giugno l’intenzione di lasciare la guida del Labour, rimanendo a Downing Street fino alla scelta del nuovo leader.
Burnham: «Restituire stabilità al Paese»
Dopo l’incontro con Re Carlo III, Andy Burnham ha raggiunto Downing Street per il suo primo intervento da capo del governo.
Il nuovo premier ha indicato nella stabilità la principale sfida della sua amministrazione. Dopo anni di cambiamenti alla guida del Paese, Burnham ha promesso una politica più seria, meno conflittuale e maggiormente concentrata sui problemi quotidiani delle famiglie.
Il nuovo leader laburista ha annunciato un progetto di lungo periodo per i prossimi dieci anni, fondato sulla ricostruzione industriale, sul decentramento dei poteri, sul miglioramento dei servizi pubblici e sulla riduzione delle disuguaglianze territoriali.
Tra le prime priorità figurano il costo della vita, l’emergenza abitativa, il contrasto alla povertà e una maggiore protezione per le fasce sociali più esposte. Burnham ha promesso misure capaci di concedere “respiro” alle famiglie colpite dall’aumento dei prezzi, con interventi attesi su energia, trasporti e affitti.
Un premier chiamato a ricostruire la fiducia
Burnham eredita un Paese attraversato da una crescita economica debole, servizi pubblici sotto pressione e una profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Il frequente avvicendamento dei governi ha contribuito ad alimentare la percezione di una politica incapace di costruire programmi duraturi. Il nuovo premier dovrà quindi dimostrare di poter garantire continuità, senza limitarsi a rappresentare l’ennesimo cambio di leadership interno.
Burnham non arriva a Downing Street dopo una nuova elezione generale, ma grazie alla maggioranza parlamentare ottenuta dal Labour nel 2024 e alla successiva elezione a leader del partito.
Il passaggio è pienamente compatibile con il sistema parlamentare britannico, ma offre alle opposizioni un argomento politico: la richiesta che il nuovo primo ministro ottenga direttamente dagli elettori un mandato personale.
John Healey nuovo Cancelliere dello Scacchiere
Burnham ha immediatamente cominciato a formare il proprio governo, introducendo cambiamenti significativi rispetto all’esecutivo Starmer.
La nomina più sorprendente è quella di John Healey a Cancelliere dello Scacchiere, equivalente britannico del ministro dell’Economia e delle Finanze. Healey, già ministro della Difesa, sostituisce Rachel Reeves e avrà il compito di conciliare disciplina fiscale, rilancio industriale e nuovi investimenti nei servizi pubblici.
La sua scelta segnala il tentativo di Burnham di affidarsi a una figura esperta e considerata pragmatica, capace di rassicurare i mercati senza rinunciare alla nuova agenda economica laburista.
Il governo dovrà operare all’interno di margini finanziari ristretti, determinati dall’elevato debito pubblico, dalla stagnazione della crescita e dai numerosi impegni di spesa, compreso l’aumento degli investimenti nella difesa.
Miliband agli Esteri, Mahmood resta all’Interno
Ed Miliband, già ministro dell’Energia e in passato leader del Partito laburista, è stato nominato ministro degli Esteri. Avrà il compito di gestire i rapporti con l’Unione europea, il sostegno all’Ucraina, le relazioni transatlantiche e le principali crisi internazionali.
Shabana Mahmood è stata confermata alla guida del ministero dell’Interno. La sua permanenza garantisce continuità sui dossier relativi all’immigrazione, alla sicurezza e al controllo delle frontiere.
Louise Haigh, esponente vicina a Burnham ed ex ministra dei Trasporti, rientra nell’esecutivo come First Secretary of State e responsabile del Cabinet Office. Yvette Cooper passa invece alla Sanità, con il compito di affrontare la crisi del National Health Service e la riforma dell’assistenza sociale.
La composizione della nuova squadra mostra la volontà di Burnham di segnare una discontinuità rispetto alla gestione Starmer, pur mantenendo alcune figure esperte per evitare una rottura completa.
Il piano per il prossimo decennio
Il nuovo primo ministro ha promesso che il governo non si limiterà a gestire le emergenze, ma presenterà una strategia nazionale con un orizzonte di dieci anni.
Al centro dovrebbe esserci una maggiore presenza dello Stato nell’economia, con investimenti nelle infrastrutture, rilancio delle aree industriali, rafforzamento dei trasporti pubblici e trasferimento di maggiori poteri alle amministrazioni locali.
Burnham ha costruito buona parte della propria popolarità politica durante gli anni trascorsi alla guida della Greater Manchester, presentandosi come il difensore del Nord dell’Inghilterra e delle comunità penalizzate dalla concentrazione di ricchezza e investimenti nel Sud del Paese.
Ora dovrà trasformare quel modello regionale in una proposta credibile per l’intero Regno Unito.
La sfida del costo della vita
Il nuovo governo sarà giudicato soprattutto sulla capacità di migliorare rapidamente le condizioni materiali dei britannici.
Bollette, affitti, trasporti e prezzi dei beni essenziali continuano a pesare sui bilanci familiari. Burnham ha promesso interventi immediati, ma dovrà spiegare come finanziarli senza compromettere ulteriormente i conti pubblici.
Il nuovo Cancelliere Healey dovrà quindi trovare un equilibrio difficile tra responsabilità fiscale e necessità di offrire risultati visibili in tempi brevi.
Dopo anni di promesse e crisi di governo, la pazienza degli elettori britannici appare limitata. Burnham dispone di una maggioranza parlamentare ampia, ma dovrà confrontarsi con la crescita di Reform UK, con la ricostruzione dei Conservatori e con le divisioni presenti all’interno dello stesso Labour.
Le congratulazioni di Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha rivolto le proprie congratulazioni al nuovo primo ministro, sottolineando la profonda amicizia tra Italia e Regno Unito.
Meloni ha ricordato la collaborazione sviluppata tra Roma e Londra sui flussi migratori e sulle principali crisi internazionali, esprimendo la volontà di rafforzare ulteriormente il partenariato strategico tra i due Paesi.
La premier italiana ha inoltre ringraziato Keir Starmer per il lavoro svolto e per il contributo offerto al consolidamento delle relazioni bilaterali.
Una nuova stagione per il Labour
L’arrivo di Burnham apre una nuova fase per il Partito laburista.
Starmer aveva riportato il Labour al governo presentandolo come una forza moderata, affidabile e attenta alla disciplina finanziaria. Burnham sembra voler mantenere la serietà istituzionale, ma accompagnandola con un maggiore interventismo economico e con una più marcata attenzione alla giustizia sociale.
Il rischio è promettere un cambiamento più ampio di quanto le finanze pubbliche consentano. L’opportunità è ricostruire un rapporto con le comunità che negli ultimi anni si sono sentite abbandonate tanto dai Conservatori quanto dal Labour.
La sfida, come ha riconosciuto lo stesso nuovo premier, è restituire stabilità a un Paese che ha avuto sette capi di governo in dieci anni.
Andy Burnham entra a Downing Street con un piano ambizioso e grandi aspettative. Ora dovrà dimostrare che il suo insediamento non rappresenta soltanto un altro cambio di nome, ma l’inizio di una diversa stagione politica per il Regno Unito.
