Russia-Europa, sale l’allarme sulla guerra ibrida: Lipsia, sabotaggi e nuove tensioni diplomatiche

La tensione tra Russia ed Europa si sposta sempre più dal fronte ucraino a quello della sicurezza interna. In Germania due uomini con presunti legami con i servizi di Mosca sono indagati nell’inchiesta sui droni esplosivi individuati all’aeroporto di Lipsia. In Danimarca l’intelligence denuncia piani concreti di sabotaggio contro aziende del settore della difesa. Intanto Berlino e Mosca si scambiano nuove misure diplomatiche, mentre in Italia si riapre il confronto sui visti e sulle possibili interferenze russe nella politica europea.

L’Europa torna a fare i conti con il tema della guerra ibrida.

Non più soltanto cyberattacchi, disinformazione o operazioni di influenza. Le ultime indagini in Germania e gli allarmi lanciati dai servizi di sicurezza danesi riportano al centro del dibattito anche il rischio di sabotaggi contro infrastrutture e aziende strategiche.

Lipsia, due sospetti con legami con Mosca

L’inchiesta più delicata riguarda l’aeroporto di Lipsia, dove tra il 4 e il 14 agosto sono stati individuati tre droni carichi di esplosivo.

Uno dei velivoli avrebbe colpito un aereo cargo DHL.

Gli investigatori tedeschi, attraverso tracce di DNA e analisi delle celle telefoniche, avrebbero identificato due uomini ritenuti collegati ai servizi russi: un cittadino di origine russa con passaporto lettone e un bielorusso con passaporto russo. 

È però importante distinguere le accuse investigative dalle responsabilità accertate: l’inchiesta è ancora in corso e Mosca respinge ogni coinvolgimento.

Il caso del visto italiano

Uno degli aspetti che ha riaperto il confronto politico riguarda il fatto che il cittadino bielorusso fosse in possesso di un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato verifiche sulle procedure di rilascio, sottolineando che i visti vengono concessi in assenza di segnalazioni di sicurezza.

Secondo fonti citate nel resoconto, l’uomo non sarebbe comunque mai transitato sul territorio italiano. 

Il caso ha però riaperto il dibattito europeo sulla possibilità di introdurre restrizioni più severe per i cittadini russi che chiedono visti turistici nell’area Schengen.

La Danimarca denuncia piani di sabotaggio

L’allarme più netto arriva dalla Danimarca.

Il capo del controspionaggio danese Emil Græsholm ha dichiarato che le autorità avrebbero individuato piani concreti attribuiti alla Russia per colpire aziende danesi.

L’attenzione sarebbe rivolta in particolare all’industria della difesa.

Secondo il servizio di sicurezza PET, i servizi russi starebbero preparando attivamente operazioni di sabotaggio contro obiettivi industriali nel Paese. 

Si tratta di accuse particolarmente gravi, che Mosca contesta nel quadro più generale delle tensioni con i governi europei.

Berlino e Mosca, nuova escalation diplomatica

Alla crisi di sicurezza si aggiunge quella diplomatica.

La Germania ha deciso la chiusura della Casa Russa a Berlino e del consolato generale russo a Bonn.

Mosca ha reagito annunciando la chiusura delle sedi del Goethe-Institut a Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha definito le accuse tedesche fondate su «ipotesi, speculazioni e congetture», contestando la possibilità di attribuire alla Russia il drone precipitato a Lipsia senza una conferma definitiva. 

Il Cremlino ha tuttavia precisato di non voler essere il primo ad avviare un ulteriore declassamento formale delle relazioni diplomatiche con Berlino. 

Tajani e Salvini divisi sulle interferenze russe

Il dossier russo produce intanto nuove tensioni anche all’interno della maggioranza italiana.

Tajani ha espresso preoccupazione per possibili tentativi di Mosca di interferire nelle consultazioni elettorali europee e ha chiesto massima vigilanza.

Matteo Salvini ha assunto invece una posizione più prudente, criticando quella che considera un’eccessiva “ansia anti-russa” e ridimensionando il rischio che gli elettori italiani possano essere condizionati dall’esterno. 

Il confronto si inserisce nella più ampia discussione europea sulla capacità della Russia di utilizzare campagne online, disinformazione, cyberattacchi e altri strumenti per incidere sul dibattito politico occidentale.

Ucraina, settima notte consecutiva di attacchi su Kiev

Sul terreno militare, intanto, la guerra continua.

Kiev è stata colpita da droni russi per la settima notte consecutiva, mentre un attacco su Odessa ha provocato almeno 17 feriti, tra cui tre bambini, secondo le autorità ucraine. 

Mosca ha inoltre rivendicato un attacco contro il centro logistico Biokon, nella regione di Kiev, sostenendo che la struttura fosse utilizzata per lo stoccaggio e la distribuzione di materiale militare. 

Il nuovo fronte europeo

Il quadro che emerge è quindi più ampio del conflitto in Ucraina.

Germania, Danimarca e altri Paesi europei stanno rafforzando la protezione di aeroporti, aziende della difesa, reti informatiche e infrastrutture critiche.

Le accuse rivolte a Mosca restano oggetto di indagini e contestazioni, ma il livello di allerta è ormai elevato.

Il punto politico è proprio questo: la sicurezza europea non viene più letta soltanto attraverso ciò che accade sul fronte ucraino, ma anche attraverso ciò che può accadere dentro i confini dell’Unione.