Garlasco, i genitori di Chiara Poggi a Verissimo: “Per noi il colpevole resta Stasi”

Giuseppe e Rita Poggi rompono il silenzio e intervengono sulla nuova fase dell’inchiesta. “La giustizia ci ha dato un colpevole. Se un giorno ce ne darà un altro, ne prenderemo atto”. Forte anche la critica alla pressione mediatica che circonda nuovamente il caso.

A cura della redazione online

Giuseppe e Rita Poggi, i genitori di Chiara Poggi, tornano a parlare pubblicamente del delitto di Garlasco e lo fanno dagli studi di Verissimo, rispondendo alle domande di Silvia Toffanin.

Il loro messaggio è netto: per loro, allo stato attuale, il colpevole dell’omicidio della figlia resta Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

“La giustizia ci ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se la giustizia ci darà un altro colpevole, ne prenderemo atto”, ha spiegato Giuseppe Poggi.

Parole pronunciate mentre la nuova inchiesta della Procura di Pavia vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio, in una fase investigativa che ha riaperto il caso a distanza di anni.

“Non è facile cambiare idea dopo cinque processi”

Giuseppe Poggi ha ricordato il lungo percorso giudiziario affrontato dalla famiglia.

Cinque processi, otto anni di vicende giudiziarie, ricorsi e sentenze che hanno segnato profondamente la storia della famiglia.

“Ne abbiamo sentite tante, non è facile cambiare idea”, ha detto.

Il padre di Chiara ha spiegato di non voler esprimere giudizi sulla nuova indagine, preferendo attendere ciò che emergerà dagli accertamenti della magistratura.

La posizione della famiglia, quindi, resta ancorata alle sentenze già pronunciate.

Se in futuro la giustizia dovesse arrivare a una conclusione diversa, i Poggi affermano di essere pronti a prenderne atto.

Rita Poggi: “Sono stanca, sembra esista solo Garlasco”

Molto forte anche l’intervento di Rita Poggi, che ha raccontato la fatica di vivere nuovamente sotto una pressione mediatica continua.

La madre di Chiara ha spiegato di seguire sempre meno trasmissioni dedicate al caso.

“Non ce la faccio, sono stanca e non posso continuare così”, ha detto, ricordando come in una sola giornata abbia contato numerosi programmi televisivi concentrati sull’inchiesta.

Una presenza mediatica che, secondo la famiglia, rischia di trasformare ancora una volta una tragedia personale in uno spettacolo permanente.

Rita Poggi ha raccontato anche che il Comune è stato costretto a limitare l’accesso dei non residenti nella strada della famiglia per contenere l’assedio di giornalisti e curiosi.

“Di Chiara si è parlato troppo poco”

Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio la memoria della vittima.

Giuseppe Poggi ha osservato che, nell’ultimo anno e mezzo, mentre l’attenzione si è concentrata sulle nuove piste investigative, di Chiara si è parlato troppo poco.

Un richiamo importante, perché il rischio, nei grandi casi di cronaca, è che il dibattito sulle indagini finisca per mettere in secondo piano la persona che ha perso la vita.

Chiara Poggi venne uccisa nella sua abitazione di Garlasco nel 2007.

Da allora il caso ha attraversato anni di processi, assoluzioni, condanne e ricorsi, fino alla sentenza definitiva contro Alberto Stasi.

La nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia ha riportato tutto nuovamente sotto i riflettori.

Il peso di una storia che non finisce

Per i genitori di Chiara, il ritorno quotidiano del caso in televisione e sui giornali significa rivivere continuamente una vicenda che non ha mai smesso di segnare la loro vita.

La loro posizione resta dunque prudente ma chiara.

Non intendono sostituirsi ai magistrati né anticipare conclusioni sull’attuale indagine.

Per loro, fino a quando la giustizia non stabilirà diversamente, il responsabile resta quello indicato dalla sentenza definitiva: Alberto Stasi.

E dietro ogni nuovo sviluppo investigativo, ricordano implicitamente le loro parole, c’è prima di tutto una figlia da non dimenticare.