Il provvedimento entrerà in vigore il 1° agosto e durerà un mese, con possibilità di proroga. I controlli saranno mirati soprattutto ai cittadini provenienti da Paesi extra-Ue. Nessuna modifica per italiani, spagnoli e altri cittadini europei
L’Italia reintroduce temporaneamente i controlli di frontiera nei collegamenti marittimi e aerei provenienti dalla Spagna dopo la grave crisi migratoria esplosa a Ceuta.
Il provvedimento entrerà in vigore sabato 1° agosto e resterà operativo per un mese, con la possibilità di essere prorogato qualora le condizioni di sicurezza lo rendessero necessario.
La misura è stata adottata dal ministero dell’Interno dopo l’esame delle informazioni raccolte dal Comitato di analisi sull’immigrazione e sulla sicurezza delle frontiere, riunito al Viminale sotto la presidenza del ministro Matteo Piantedosi.
Secondo le informazioni diffuse, circa 60.000 persone provenienti dal Marocco sarebbero entrate nell’enclave spagnola di Ceuta. Il bilancio riferito parla inoltre di 57 migranti morti durante i tentativi di attraversamento.
Non cambia nulla per i cittadini europei
Il ripristino dei controlli non comporterà nuove formalità per cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi dell’Unione europea.
Chi viaggerà dalla Spagna verso l’Italia continuerà a utilizzare i normali documenti previsti per gli spostamenti all’interno dell’area Schengen.
Non cambieranno neppure le condizioni per chi partirà dall’Italia diretto verso la Spagna.
Le verifiche della polizia di frontiera saranno selettive e rivolte principalmente ai cittadini di Paesi terzi extra-Ue, per controllare che dispongano dei documenti necessari per circolare legalmente nello spazio Schengen.
Non si tratta quindi della chiusura delle frontiere tra Italia e Spagna, ma della temporanea reintroduzione di controlli sui collegamenti in ingresso.
Meloni: «L’Italia non resterà a guardare»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato la decisione come una misura straordinaria per proteggere la sicurezza nazionale e prevenire eventuali ripercussioni della crisi di Ceuta sull’Italia.
«Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera», ha dichiarato la premier.
Meloni ha precisato che la misura resterà in vigore soltanto per il tempo necessario e sarà applicata cercando di limitare i disagi per il turismo estivo.
Il governo assicura quindi che i controlli saranno organizzati in maniera mirata, evitando verifiche generalizzate capaci di provocare lunghe attese per tutti i viaggiatori.
Sostegno europeo alla Spagna
La decisione italiana non viene presentata soltanto come una misura difensiva.
Meloni ha dichiarato che Roma è pronta a sostenere qualsiasi iniziativa europea destinata ad aiutare la Spagna a ristabilire il controllo delle frontiere esterne dell’Unione.
«Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani», ha affermato.
L’Italia chiede quindi una risposta comune dell’Unione europea, evitando che la gestione di un afflusso eccezionale venga lasciata esclusivamente sulle spalle delle autorità spagnole e della città di Ceuta.
Tajani: «Una scelta necessaria»
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso il provvedimento.
Secondo il vicepremier, la reintroduzione temporanea dei controlli con la Spagna è una scelta prevista dalle regole europee e resa necessaria dalle dimensioni dell’emergenza.
Tajani ha parlato di una misura indispensabile per tutelare i cittadini e proteggere le frontiere europee.
Le sue precedenti critiche alla politica migratoria del governo di Pedro Sánchez avevano provocato una protesta formale di Madrid e la convocazione dell’ambasciatore italiano.
Il nuovo provvedimento rischia quindi di aumentare le tensioni diplomatiche, anche se Roma insiste sul carattere temporaneo, selettivo e conforme alle norme europee dei controlli.
Rafforzate anche le verifiche con la Francia
Parallelamente, l’Italia ha deciso di rafforzare i controlli lungo il confine terrestre con la Francia.
La decisione è stata presa dopo un colloquio telefonico tra Piantedosi e il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez.
Le verifiche aggiuntive rientreranno negli accordi di cooperazione già esistenti tra le forze di polizia dei due Paesi.
L’obiettivo è impedire che persone prive dei requisiti necessari possano raggiungere l’Italia attraverso rotte alternative dopo essere entrate nello spazio europeo dalla Spagna.
I controlli non dovrebbero tuttavia trasformarsi in una chiusura sistematica del confine italo-francese.
Che cosa prevede Schengen
Lo spazio Schengen garantisce dal 1995 la libera circolazione tra i Paesi aderenti, eliminando i controlli sistematici alle frontiere interne.
Oggi ne fanno parte 29 Stati europei: 25 membri dell’Unione europea e quattro Paesi esterni all’Ue — Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Irlanda e Cipro non partecipano pienamente all’area, mentre Bulgaria e Romania hanno completato l’adesione nel 2024, dopo l’ingresso della Croazia nel 2023.
L’assenza di controlli interni è accompagnata da una cooperazione rafforzata tra polizie, autorità giudiziarie e sistemi informativi, oltre che da norme comuni per la gestione delle frontiere esterne e dei visti.
I controlli possono essere reintrodotti
Schengen non impedisce agli Stati di ripristinare temporaneamente i controlli alle proprie frontiere interne.
La misura è consentita in presenza di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, ma deve essere limitata nel tempo, proporzionata e comunicata alle istituzioni europee.
Dal 2006 sono state notificate quasi 500 reintroduzioni temporanee dei controlli da parte dei Paesi aderenti.
L’Italia aveva già utilizzato questo strumento dal 24 al 26 luglio lungo il confine francese, in relazione ai rischi per l’ordine pubblico legati agli eventi in Val di Susa e alla sicurezza dei cantieri della Tav.
Controlli sono inoltre in vigore alla frontiera con la Slovenia fino al 18 dicembre 2026, motivati dal rischio di infiltrazioni terroristiche, dall’immigrazione irregolare lungo la rotta balcanica e dalla presenza di reti criminali dedite al traffico di persone.
Ceuta e le regole speciali
Ceuta è territorio spagnolo e fa parte dell’area Schengen, ma è sottoposta a condizioni particolari.
Chi entra nell’enclave dal Marocco non può automaticamente viaggiare verso la Spagna continentale o gli altri Paesi europei.
Sono previsti controlli d’identità e dei documenti al momento della partenza da Ceuta verso la penisola iberica.
Le persone arrivate irregolarmente devono essere identificate e sottoposte alle procedure previste dalla legge spagnola sull’immigrazione e sull’asilo.
Madrid può autorizzare trasferimenti controllati verso la penisola per ragioni umanitarie o per alleggerire il sovraffollamento delle strutture locali, ma non esiste un passaggio automatico verso il resto dell’Europa.
Una misura soprattutto preventiva
Il governo italiano presenta quindi il provvedimento come una scelta preventiva.
I controlli dovranno verificare che i cittadini extra-Ue provenienti dalla Spagna possiedano un passaporto valido, un eventuale visto o un titolo di soggiorno che consenta loro di circolare nell’area Schengen.
La misura non implica che tutti i migranti entrati a Ceuta siano diretti verso l’Italia, né che possano spostarsi liberamente senza essere sottoposti alle procedure spagnole.
Roma ritiene però che le dimensioni dell’afflusso giustifichino un aumento temporaneo della vigilanza.
Sicurezza senza bloccare il turismo
La principale difficoltà sarà applicare i controlli senza creare disagi generalizzati nei porti e negli aeroporti durante uno dei periodi più intensi dell’anno.
Agosto è il mese centrale della stagione turistica e i collegamenti tra Italia e Spagna coinvolgono ogni giorno decine di migliaia di viaggiatori.
Il governo dovrà quindi garantire personale sufficiente, procedure rapide e una distinzione chiara tra i normali viaggiatori europei e le persone sottoposte agli accertamenti documentali.
La durata iniziale di un mese consentirà di valutare l’efficacia della misura e l’evoluzione della situazione a Ceuta.
L’Italia rafforza le proprie frontiere, ma contemporaneamente dichiara di voler sostenere la Spagna attraverso un’iniziativa europea.
La sfida sarà mantenere insieme sicurezza, solidarietà tra Stati membri e rispetto della libera circolazione, evitando che una crisi migratoria alle porte dell’Europa si trasformi in una frattura politica dentro l’Unione.
