Victoria Police cancella il controverso sistema di fermo e perquisizione senza mandato nel centro di Melbourne
Melbourne torna al centro del dibattito australiano su sicurezza libertà civili e ordine pubblico dopo la decisione della polizia dello Stato di Victoria di revocare improvvisamente i controversi poteri straordinari di fermo e perquisizione senza mandato nel CBD della città.
La misura introdotta come progetto pilota avrebbe dovuto restare attiva per sei mesi ma è stata interrotta con quattro mesi di anticipo proprio alla vigilia di nuove grandi manifestazioni pro Palestina previste nel centro cittadino.
La decisione rischia ora di aumentare ulteriormente le tensioni in una città che negli ultimi anni è diventata teatro frequente di proteste scontri politici e polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico.
Melbourne CBD torna il dibattito tra sicurezza pubblica e diritti civili
Il provvedimento permetteva alle forze dell’ordine di fermare e perquisire persone senza mandato all’interno di una vasta area designata che si estendeva dallo Shrine of Remembrance fino ai Carlton Gardens nel cuore di Melbourne.
Secondo Victoria Police il progetto era stato introdotto come risposta all’aumento dei crimini con coltello e ai crescenti problemi di sicurezza nel centro città soprattutto durante i grandi eventi e le manifestazioni di massa.
Tuttavia il programma era stato duramente contestato da organizzazioni per i diritti civili che lo consideravano una limitazione sproporzionata delle libertà personali e della privacy.
Il Human Rights Law Centre aveva già avviato una sfida legale sostenendo che il sistema violasse diversi diritti fondamentali previsti dalla Carta dei Diritti dello Stato di Victoria inclusa la libertà di espressione la libertà di riunione pacifica e il diritto alla privacy.
Proteste Melbourne cresce la paura di nuovi disordini nel weekend
La revoca dei poteri straordinari arriva in un momento estremamente delicato per Melbourne.
Migliaia di persone sono attese nel CBD durante il weekend per nuove manifestazioni legate al conflitto in Medio Oriente mentre commercianti residenti e operatori del centro città temono un ritorno al caos vissuto durante precedenti proteste.
Negli ultimi anni infatti il CBD di Melbourne è stato più volte paralizzato da cortei blocchi stradali tensioni con la polizia e manifestazioni che hanno diviso profondamente l’opinione pubblica australiana.
Con la cancellazione anticipata delle misure straordinarie molti osservatori ritengono che la polizia rischi ora di trovarsi con strumenti limitati proprio nel momento più sensibile.
Victoria Police sotto pressione tra politica e gestione dell’ordine pubblico
Victoria Police ha confermato che tutte le perquisizioni effettuate durante il periodo di validità della dichiarazione restano legittime ma ha evitato di spiegare nel dettaglio i motivi della revoca anticipata.
Allo stesso tempo ha lasciato intendere che future misure simili potrebbero essere nuovamente prese in considerazione senza però specificare eventuali estensioni o nuove aree coinvolte.
Il ministro della Polizia Anthony Carbines non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali aumentando ulteriormente le polemiche politiche attorno alla vicenda.
Secondo Liberty Victoria organizzazione impegnata nella tutela dei diritti civili solo una minima parte delle perquisizioni effettuate senza mandato avrebbe portato al sequestro di oggetti illegali evidenziando secondo i critici l’inefficacia delle misure e il loro impatto sproporzionato su alcune comunità.
Australia Melbourne simbolo della frattura tra libertà e sicurezza
Il caso di Melbourne riflette una tensione sempre più presente nelle grandi città occidentali.
Da una parte cresce la richiesta di maggiore sicurezza urbana davanti all’aumento della criminalità violenta e delle tensioni sociali. Dall’altra aumenta la preoccupazione per l’espansione dei poteri delle forze dell’ordine e per il rischio di limitazioni progressive delle libertà individuali.
Melbourne città spesso considerata uno dei simboli del multiculturalismo australiano si ritrova ancora una volta al centro di questo equilibrio fragile tra sicurezza diritti civili protesta politica e convivenza sociale.

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