30 anni della Terza Camera: il salotto della Repubblica

di Emanuele Esposito

Nel trentennale di Porta a Porta la politica italiana torna nel luogo in cui, da tre decen ni, si forma, si misura e spes so si svela: il salotto televisivo di Bruno Vespa. Accanto a lui Enrico Mentana, direttore del TgLa7. Al centro della scena Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio. Una doppia in tervista che diventa anche un viaggio nella storia politica del Paese.

Per trent’anni Porta a Porta è stato molto più di un program ma televisivo. È stato — come lo ha definito la stessa politi ca — la “Terza Camera” della Repubblica, dopo Senato e Ca mera dei Deputati. Da quello studio sono passati nove Pre sidenti del Consiglio su dieci.

Lì si sono consumati confronti decisivi, confessioni inattese, retroscena rimasti nella me moria collettiva. Lì la politica ha scelto spesso di parlare di rettamente agli italiani, aggi rando i filtri tradizionali.

Nel giorno del trentennale, la scena è tutta per Giorgia Me loni, protagonista di un ritorno che ha il sapore della memoria e della continuità. Bruno Vespa apre il cassetto dei ricordi: 7 novembre 2006, una giovanis sima Meloni — allora vicepre sidente della Camera — entra per la prima volta nello studio.

«Ero terrorizzata», ammette oggi sorridendo. «Studiavo tut to la notte. Sono sempre stata un po’ secchiona».

Vent’anni dopo, quella ra gazza di Garbatella è Presiden te del Consiglio. Porta a Porta diventa così lo specchio di una traiettoria politica che attra versa due decenni di Repub blica, accompagnando l’ascesa di una leader che oggi guida il governo.

Nel dialogo serrato con Ve spa e Mentana, Meloni riven dica una linea che definisce chiara: abbassare i toni, senza abbassare la testa. Sul Board of Peace per Gaza, la Presidente parla di «apertura responsa bile», ma segnala problemi di compatibilità costituzionale, in particolare con l’articolo 11 della Costituzione. Nessuna chiusura ideologica, ma nep pure firme automatiche.

Quanto al ruolo di Donald Trump, Meloni respinge l’idea di un “ONU privato” e ricorda che il multilateralismo, per de finizione, significa sedersi an che con interlocutori lontani.

È quanto già avviene — sotto linea — nelle Nazioni Unite e nel G20.

Il tema della Groenlandia e delle tensioni transatlantiche diventa occasione per chiarire una visione di fondo: l’Italia non ha interesse a rompere le alleanze storiche, né a inse guire escalation verbali. «In politica estera le scelte hanno conseguenze», afferma Melo ni. «Chi propone di reagire con forza deve anche dire cosa in tende fare davvero: uscire dalla Nato? chiudere le basi?».

Un passaggio che suona come una risposta diretta a una parte dell’opposizione, ac cusata di preferire lo scontro alla soluzione.

Sul fronte interno, la Presi dente difende l’impianto delle politiche di sicurezza, ma av verte: senza una giustizia coe rente, la sicurezza resta fragile.

Il riferimento al Daspo ur bano annullato dal TAR Lom bardia diventa simbolo di una frattura istituzionale che, se condo Meloni, mortifica il la voro delle forze dell’ordine.

C’è poi il tema dell’immigra zione. Meloni denuncia un si stema dei permessi di soggior no infiltrato dalla criminalità organizzata, una distorsione che — sostiene — il governo ha corretto. Il modello Albania, bloccato per due anni da sen tenze giudicate “ideologiche”, resta una scommessa euro pea. «Ora abbiamo corretto la normativa UE», afferma. «Ar riveremo allo stesso risultato, ma con due anni di ritardo».

Un’ammissione che pesa come un atto politico: il tempo perso ha avuto un costo.

La puntata si chiude come si era aperta: con la storia.

Nove Presidenti del Consi glio, trent’anni di politica, un solo studio televisivo. Porta a Porta non è solo un program ma Rai: è un archivio vivente della Seconda Repubblica, un luogo dove la politica italiana si è messa a nudo. E nel tren tennale, con Vespa, Mentana e Meloni, la “Terza Camera” ha ricordato perché, ancora oggi, resta centrale nel racconto del potere.

30 anni della Terza Camera: il salotto della Repubblica Care Affairs (02) 8783 0977 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au pagina tre a cura di Emanuele Esposito

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