di Luisella Scrosati
La riflessione sulla maternità spirituale di Maria trova il suo fondamento nella divina maternità e nella singolare partecipazione della Vergine all’opera redentrice di Cristo. È questo il nucleo della catechesi che approfondisce il rapporto tra Maria, la Chiesa e la salvezza dell’uomo, distinguendo con precisione tra fondamento indiretto e compimento diretto della sua maternità verso tutti i credenti.
Per comprendere il concetto, occorre partire dall’idea stessa di maternità. In senso naturale essa implica generazione, gestazione e parto. In senso spirituale, questi elementi vengono trasposti nell’ordine soprannaturale: Maria concepisce e partorisce i membri del Corpo mistico di Cristo non secondo la carne, ma secondo la grazia.
Il primo fondamento della maternità spirituale è la divina maternità: Maria è Madre di Dio perché ha concepito e dato alla luce il Verbo incarnato. In virtù di questo evento unico, ella è già in rapporto con l’intera umanità redenta, ma in modo indiretto, poiché è madre del Capo della Chiesa e non ancora, in senso pieno, delle sue membra.
Tuttavia, con l’Incarnazione non si esaurisce da sola l’opera della redenzione ma trova compimento nel sacrificio della croce, così la sola divina maternità non esaurisce la missione spirituale di Maria. Il suo ruolo si compie pienamente nella sua associazione al sacrificio di Cristo sul Calvario, la cosiddetta corredenzione. È in questo atto che la maternità spirituale assume una dimensione diretta e attuale: Maria non è soltanto Madre del Redentore, ma cooperatrice attiva alla rigenerazione degli uomini alla vita divina.
La maternità spirituale si esercita dunque in due momenti: in modo indiretto attraverso l’Incarnazione e in modo diretto attraverso la Passione di Cristo. Tale dinamica si riflette anche nel rapporto tra Maria e la Chiesa. La Vergine concepisce la Chiesa nel momento stesso in cui concepisce il Cristo e la “partorisce” sul Calvario.
Nei confronti delle singole anime, invece, la sua maternità si manifesta lungo il tempo della storia della salvezza: nel Battesimo come concepimento alla vita divina e nella morte dei giusti come nascita alla gloria eterna.
In questo senso, la tradizione spirituale ha spesso rappresentato la vita del cristiano come una permanenza nel grembo di Maria, nutriti dalla grazia che ella intercede e distribuisce come mediatrice universale.
Infine, la maternità di Maria si distingue e si colloca sopra quella stessa della Chiesa: mentre la Chiesa agisce nella dispensazione delle grazie, Maria è presente anche nel momento stesso della loro acquisizione, partecipando in modo unico al mistero della redenzione. Da qui deriva la sua funzione singolare e insostituibile nel disegno salvifico di Dio.
