Esordio amaro in Champions League per l’Inter, sconfitta 2-1 dal Real Madrid al Santiago Bernabéu. I nerazzurri pagano soprattutto due gravi errori nel primo tempo, sfruttati da Kylian Mbappé e Federico Valverde. Nella ripresa la squadra di Cristian Chivu cresce, cambia ritmo e accorcia con Carlos Augusto al 76’, ma l’assalto finale non basta. Il Real conquista i primi tre punti, mentre l’Inter esce da Madrid con una prestazione migliore del risultato ma segnata dalle ingenuità iniziali.
L’Inter torna da Madrid senza punti.
Al Santiago Bernabéu il Real Madrid vince 2-1 nella prima giornata della fase campionato della Champions League 2026-27, al termine di una partita nella quale i nerazzurri hanno mostrato due volti molto diversi.
Il primo tempo è stato condizionato da errori pesanti in fase di costruzione. Il secondo, invece, ha mostrato un’Inter più aggressiva, più precisa e capace di mettere sotto pressione la squadra di José Mourinho fino agli ultimi minuti.
Alla fine, però, il passivo accumulato nei primi 23 minuti si è rivelato decisivo.
Mbappé punisce il primo errore
L’Inter parte bene e al 3’ crea subito una grande occasione.
Diouf arriva sul fondo, il pallone viene deviato e finisce nella zona di Marcus Thuram, che calcia da distanza ravvicinata trovando Courtois pronto sul primo palo.
I nerazzurri mantengono una buona presenza nella metà campo avversaria, ma al 14’ arriva il primo errore grave.
Bisseck perde un pallone pericoloso davanti alla difesa, Brahim Díaz recupera e verticalizza immediatamente per Kylian Mbappé, che davanti a Josep Martínez non sbaglia.
Real Madrid 1, Inter 0.
Valverde approfitta dell’errore di Martínez
La seconda rete arriva appena nove minuti dopo.
Al 23’ Josep Martínez riceve un retropassaggio ma temporeggia troppo con il pallone tra i piedi.
Federico Valverde lo pressa, gli toglie la sfera e deposita in porta.
È il 2-0.
Due gol nati da due errori evitabili, più che da una superiorità netta del Real nel gioco.
L’Inter prova a reagire con una punizione di Calhanoglu e alcune iniziative offensive, ma il Real rimane pericoloso soprattutto quando trova spazio.
Nel finale del primo tempo Martínez evita un passivo più pesante con due interventi consecutivi, prima su Bellingham e poi su Brahim Díaz.
Chivu cambia l’Inter nella ripresa
Cristian Chivu interviene subito.
All’inizio del secondo tempo entra John Stones al posto di Pavard.
Poi, intorno all’ora di gioco, arriva un’altra serie di cambi: dentro Bonny, Zielinski e Sucic, fuori Thuram, Calhanoglu e Barella.
L’Inter cambia passo.
La squadra diventa più aggressiva, costruisce con maggiore continuità e riesce a limitare meglio le ripartenze del Real.
Gli spagnoli, però, continuano ad avere occasioni.
Al 58’ Brahim Díaz serve Bellingham davanti alla porta, ma l’inglese perde il tempo per concludere e Martínez riesce a intervenire.
Pochi minuti dopo il portiere nerazzurro si oppone anche a Mbappé.
Carlos Augusto riapre la partita
L’Inter aumenta progressivamente la pressione.
Al 63’ Bastoni prova la conclusione dalla distanza, ma Courtois risponde.
La partita cambia definitivamente al 76’.
Bisseck vede l’inserimento di Lautaro Martínez, che arriva sul fondo e mette il pallone al centro.
Carlos Augusto arriva puntuale e gira in rete.
Real Madrid 2, Inter 1.
A quel punto i nerazzurri credono realmente nella rimonta.
Assalto finale senza pareggio
Negli ultimi quindici minuti l’Inter spinge con continuità.
Il Real abbassa il baricentro e prova a controllare il vantaggio, mentre la squadra di Chivu cerca il 2-2.
L’occasione più importante arriva all’89’, quando Mkhitaryan calcia dalla distanza.
Courtois si distende e devia in calcio d’angolo.
Nei tre minuti di recupero l’Inter continua ad attaccare, ma il risultato non cambia.
Al triplice fischio il Bernabéu può festeggiare.
Real Madrid-Inter 2-1.
Una sconfitta maturata nel primo tempo
Il dato principale della partita resta la differenza tra i due tempi.
Nel primo l’Inter ha pagato soprattutto l’approssimazione nella gestione del pallone.
Il Real ha sfruttato immediatamente gli errori.
Nella ripresa, invece, i nerazzurri hanno mostrato di poter competere contro la squadra di Mourinho, prendendo maggiormente il controllo del gioco e costruendo le condizioni per riaprire la gara.
Il pareggio non è arrivato, ma la prestazione del secondo tempo lascia indicazioni differenti rispetto al risultato finale.
Chivu dovrà però lavorare sugli errori individuali.
A questo livello, due palloni persi in quelle zone possono costare una partita.
Mourinho batte il suo passato
La sfida aveva inevitabilmente anche un significato particolare per José Mourinho.
Il tecnico portoghese, protagonista del Triplete nerazzurro nel 2010, ha affrontato l’Inter per la prima volta in questa nuova fase europea.
Prima della partita Chivu aveva ricordato il rapporto personale con Mourinho, definendolo una persona che gli era stata vicina durante uno dei momenti più difficili della sua carriera.
Sul campo, però, non c’è stato spazio per la nostalgia.
Il Real ha capitalizzato meglio i momenti decisivi e porta a casa i primi tre punti della nuova Champions League.
Ora Brugge per l’Inter
Il prossimo appuntamento europeo dell’Inter sarà il 13 ottobre, in casa contro il Brugge.
Dopo la sconfitta di Madrid, quella partita assume già un peso importante nel percorso della squadra nerazzurra nella fase campionato.
La prima giornata, però, ha mostrato una squadra capace di reagire.
Il problema è stato farlo quando il Real era già avanti di due gol.
Tocca alle altre italiane
La Champions prosegue ora con le altre squadre italiane.
Mercoledì 9 settembre sarà il turno del Napoli, atteso dalla sfida contro l’Arsenal.
Giovedì toccherà invece alla Roma, impegnata contro il Fenerbahçe, e al Como, al debutto assoluto nella massima competizione europea contro il Lipsia.
Per l’Inter, intanto, resta una sconfitta che brucia soprattutto per il modo in cui è maturata.
Il Real Madrid ha vinto 2-1. L’Inter ha reagito, ha accorciato e ha sfiorato il pareggio. Ma in Champions League gli errori si pagano, e al Bernabéu due ingenuità nel primo tempo sono state sufficienti per decidere la partita.
