Dopo ore di critiche social, commenti indignati e video diventati virali, Luciano Darderi ha deciso di intervenire pubblicamente per chiarire quanto accaduto agli Internazionali d’Italia.
Il tennista italiano ha pubblicato una storia su Instagram per scusarsi con la giovane Camilla, la bambina incaricata di accompagnarlo in campo prima della semifinale di Roma e rimasta visibilmente delusa dopo essere stata ignorata dal giocatore durante l’ingresso sul Centrale.
“Mi dispiace molto per non aver dato la mano a Camilla: è stato un gesto involontario, avvenuto in un momento di grande concentrazione e tensione in un palcoscenico importante”, ha scritto Darderi. “Chi mi conosce veramente sa quanto tengo sempre al rapporto umano con i fan e al rispetto verso tutte le persone che fanno parte di questo sport.”
Parole che cercano di chiudere una polemica diventata rapidamente uno dei temi più discussi del torneo romano.
Il video dell’ingresso in campo aveva infatti fatto il giro dei social nel giro di poche ore. Nelle immagini si vede la bambina cercare la mano del tennista senza ricevere risposta, mentre Darderi prosegue verso il campo con atteggiamento apparso a molti freddo e distaccato. Un episodio che aveva generato una valanga di critiche, soprattutto perché avvenuto davanti a migliaia di spettatori e in uno degli eventi sportivi più importanti d’Italia.
A rendere ancora più pesante il clima ci ha pensato anche il risultato del match: una netta sconfitta contro Casper Ruud, che lo ha travolto con un doppio 6-1.
Sui social, molti utenti hanno contrapposto proprio l’atteggiamento dei due giocatori. Da una parte Ruud, considerato da anni uno degli atleti più corretti e rispettosi del circuito ATP. Dall’altra Darderi, accusato da alcuni di essersi lasciato trascinare da un’eccessiva voglia di apparire.
Le scuse pubbliche del tennista italiano potrebbero ora contribuire a calmare le polemiche. Anche perché nel tennis moderno l’immagine, il comportamento e il rapporto con il pubblico contano quasi quanto il talento.
Episodi del genere ricordano infatti che lo sport professionistico non è fatto soltanto di ranking, sponsor e vittorie. Per molti bambini, quei pochi secondi accanto a un campione possono diventare un ricordo indelebile.
Ed è proprio per questo che, nel bene e nel male, certi gesti finiscono per pesare più di un risultato sul campo.
