Cinque componenti della famiglia di Gennaro Garofalo, originaria di Licusati, frazione di Camerota, sarebbero morti a La Guaira. Le vittime non risulterebbero comprese negli undici decessi italiani già confermati dalla Farnesina. Si attende la verifica ufficiale delle autorità consolari
Un’altra famiglia italiana sarebbe stata travolta dal terremoto che ha devastato il Venezuela settentrionale. Secondo quanto riferito da fonti locali, cinque persone appartenenti alla famiglia di Gennaro Garofalo, originaria di Licusati, frazione del comune di Camerota, nel Salernitano, avrebbero perso la vita a La Guaira, la zona costiera maggiormente colpita dal sisma.
La notizia non è stata ancora confermata ufficialmente dalla Farnesina e deve quindi essere trattata con prudenza. Le informazioni raccolte sul territorio indicano tuttavia che le cinque vittime non farebbero parte degli undici cittadini italiani o italo-venezuelani il cui decesso è stato già accertato dalle autorità diplomatiche italiane.
Qualora la segnalazione venisse confermata, il bilancio delle vittime italiane salirebbe ad almeno sedici persone.
Gennaro Garofalo viveva da anni con la propria famiglia nello Stato di La Guaira, dove risiede una parte consistente della comunità italiana in Venezuela. Le informazioni disponibili non consentono ancora di stabilire con precisione dove si trovassero i cinque familiari al momento delle scosse, né quando siano stati individuati i loro corpi.
Le autorità consolari stanno verificando le segnalazioni provenienti dalle famiglie, dagli ospedali, dagli obitori e dalle squadre impegnate nelle operazioni di ricerca. Prima di inserire nuovi nomi nel bilancio ufficiale è necessario completare l’identificazione delle vittime, accertare l’eventuale cittadinanza italiana e informare direttamente i parenti.
IL DOLORE ARRIVA NEL CILENTO
La notizia ha raggiunto Licusati, centro collinare del territorio di Camerota, suscitando dolore e apprensione nella comunità locale. Come accade in numerosi comuni della provincia di Salerno, anche questa parte del Cilento conserva legami profondi con le famiglie emigrate in America Latina durante il Novecento.
Il Venezuela rappresentò per migliaia di cittadini campani una destinazione nella quale costruire una nuova vita, avviare attività commerciali e mettere radici. Molte famiglie hanno mantenuto nel tempo rapporti costanti con i paesi di origine, attraverso visite, legami familiari, associazioni e doppia cittadinanza.
Per questo la tragedia venezuelana coinvolge direttamente numerose comunità italiane. Le vittime non sono soltanto connazionali residenti all’estero, ma componenti di famiglie che continuano ad avere parenti, amici e una parte importante della propria storia nei comuni dai quali partirono genitori e nonni.
La famiglia Garofalo viveva da tempo a La Guaira, una delle aree nelle quali la presenza italiana è maggiormente radicata. La città portuale e i centri vicini sono stati investiti dalla parte più distruttiva della sequenza sismica, con il crollo di numerosi edifici residenziali e gravissimi danni alle infrastrutture.
UNDICI VITTIME ITALIANE GIÀ CONFERMATE
Prima della nuova segnalazione, la Farnesina aveva comunicato un bilancio ufficiale di undici cittadini italiani o italo-venezuelani deceduti, quattro feriti e quaranta persone ancora disperse.
Altri ventinove connazionali inizialmente ricercati erano stati rintracciati. Il numero continua però a cambiare con il procedere delle operazioni e con l’arrivo di nuove segnalazioni dalle aree colpite.
L’identificazione degli italiani coinvolti è resa più complessa dalla diffusione della doppia cittadinanza. Molti italo-venezuelani possono essere registrati dalle autorità locali esclusivamente come cittadini venezuelani. In altri casi, i documenti sono rimasti nelle abitazioni distrutte oppure le vittime sono state trasferite senza una completa identificazione.
L’Ambasciata d’Italia a Caracas, il Consolato generale e l’Unità di crisi del Ministero degli Esteri stanno confrontando gli elenchi raccolti sul territorio con le segnalazioni presentate dai familiari.
Le verifiche riguardano ospedali, centri di accoglienza, obitori e zone nelle quali sono ancora in corso gli scavi. Solo al termine di questo lavoro sarà possibile stabilire se i cinque componenti della famiglia Garofalo debbano essere aggiunti al bilancio italiano.
LA GUAIRA RESTA L’AREA PIÙ COLPITA
Nello Stato di La Guaira le squadre venezuelane e internazionali continuano a lavorare tra edifici crollati e strutture pericolanti. I soccorritori devono rimuovere grandi lastre di cemento, aprire passaggi e verificare la presenza di spazi nei quali potrebbero trovarsi persone ancora vive.
Le operazioni sono rese difficili dalle scosse di assestamento, dalla precarietà degli edifici rimasti in piedi e dai danni alla rete stradale ed elettrica.
Anche il contingente italiano, composto da Vigili del fuoco, personale della Protezione civile, medici e tecnici specializzati, è impegnato nell’area. Le squadre Urban Search and Rescue collaborano con i soccorritori locali e con le missioni inviate da altri Paesi.
Il lavoro prosegue senza interruzioni, nonostante siano trascorsi diversi giorni dalle scosse principali. Ogni segnale rilevato sotto le macerie viene controllato e le squadre continuano a operare nei punti indicati dai familiari e dai residenti.
La possibilità di trovare superstiti diminuisce con il passare del tempo, ma i salvataggi avvenuti anche dopo più di quattro giorni hanno impedito alle autorità di sospendere le ricerche.
UNA COMUNITÀ ITALIANA PROFONDAMENTE COLPITA
In Venezuela vivono circa 150mila cittadini iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Il numero delle persone di origine italiana è molto più ampio e comprende figli, nipoti e pronipoti degli emigrati arrivati soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale.
Una parte rilevante della comunità risiede tra Caracas e La Guaira, proprio nei territori maggiormente danneggiati.
Gli italiani hanno partecipato per decenni alla vita economica e sociale del Venezuela, lavorando nell’edilizia, nell’industria, nella ristorazione, nell’agricoltura e nel commercio. Hanno fondato aziende, scuole, associazioni regionali e istituzioni culturali, intrecciando la propria storia con quella del Paese sudamericano.
Il terremoto ha colpito questa comunità in modo diretto. Nei comuni italiani dai quali partirono gli emigrati si moltiplicano le richieste di informazioni, mentre intere famiglie attendono notizie da parenti che vivono nelle zone devastate.
La possibile morte dei cinque componenti della famiglia Garofalo rappresenterebbe una delle perdite più gravi registrate fino a questo momento tra i nuclei italiani coinvolti nel disastro.
La notizia resta in attesa di conferma ufficiale. Le fonti locali parlano di cinque vittime appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati e residente da anni a La Guaira. La Farnesina dovrà ora verificare le identità e stabilire se le persone risultino in possesso della cittadinanza italiana.
NUMERI DI EMERGENZA
Unità di crisi della Farnesina: +39 06 36225
Ambasciata d’Italia a Caracas: +58 (0) 414 272 3600
Consolato generale d’Italia a Caracas: +58 (0) 414 210 1699
