LEGGE ELETTORALE, PARTE LA MARATONA DELLA MAGGIORANZA: OLTRE 700 EMENDAMENTI E SCONTRO SULLE PREFERENZE

Commissione Affari Costituzionali convocata anche di notte e nei giorni festivi. Il centrodestra accelera sul “Melonellum”, le opposizioni preparano l’ostruzionismo.

ROMA – Inizia domani una delle settimane parlamentari più intense della legislatura. La maggioranza è determinata a portare in Aula entro il 26 giugno la riforma della legge elettorale, ribattezzata dalle opposizioni “Melonellum”, e per riuscirci ha predisposto un vero e proprio tour de force in Commissione Affari Costituzionali della Camera.

Sedute diurne, notturne, convocazioni nei fine settimana e persino nei giorni festivi: l’obiettivo del centrodestra è chiudere l’esame del provvedimento nel più breve tempo possibile e arrivare al voto dell’Aula entro la fine del mese.

Sul tavolo ci sono ben 771 emendamenti, la maggior parte dei quali presentati dalle opposizioni, intenzionate a rallentare l’iter della riforma attraverso una strategia di ostruzionismo parlamentare.

LA CORSA DELLA MAGGIORANZA

Il primo passaggio avverrà con la valutazione delle proposte considerate inammissibili per estraneità di materia. Successivamente inizierà l’esame degli emendamenti e già dalle prime votazioni si entrerà nel cuore dello scontro politico.

La maggioranza appare intenzionata a procedere senza rallentamenti. L’obiettivo dichiarato è portare comunque il testo in Aula anche qualora la Commissione non riuscisse a completare l’esame di tutti gli emendamenti.

Da Palazzo Chigi e dai vertici di Fratelli d’Italia è arrivata una parola d’ordine precisa: presenza costante dei commissari, massima attenzione durante le votazioni e disponibilità a sostenere lunghe maratone parlamentari.

IL NODO DELLE PREFERENZE

Il tema più delicato resta quello delle preferenze.

Diversi emendamenti presentati da Azione, Futuro Nazionale, Udc e altre forze politiche propongono infatti l’introduzione del voto di preferenza all’interno del nuovo sistema elettorale.

Fratelli d’Italia continua ufficialmente a dichiararsi favorevole alle preferenze, ma l’accordo politico raggiunto all’interno della maggioranza si fonda sul mantenimento delle liste bloccate previste dall’attuale impianto della riforma.

Una contraddizione che le opposizioni puntano a sfruttare.

Se gli emendamenti sulle preferenze dovessero essere approvati durante i voti segreti previsti in Aula, l’intero equilibrio costruito tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini rischierebbe infatti di saltare.

LA PARTITA SI GIOCHERÀ IN AULA

Molti osservatori ritengono che la vera battaglia non si consumerà in Commissione ma durante il passaggio in Assemblea, previsto per la fine di giugno e l’inizio di luglio.

Sarà infatti in quella sede che potrebbero entrare in gioco i voti segreti, storicamente imprevedibili e spesso capaci di modificare gli equilibri politici.

Le opposizioni sperano di approfittarne per mettere in difficoltà la maggioranza e aprire crepe all’interno della coalizione di governo.

Particolarmente osservata sarà la posizione della Lega, dove alcuni esponenti del Nord vedrebbero con favore il ritorno alle preferenze.

LO SCONTRO POLITICO

Il clima resta altamente teso.

Da una parte il centrodestra difende la riforma sostenendo che garantirebbe maggiore stabilità ai governi e una più chiara individuazione delle maggioranze.

Dall’altra il centrosinistra denuncia una legge considerata sbilanciata e poco rappresentativa, accusando il governo di voler ridurre ulteriormente il ruolo degli elettori nella scelta dei parlamentari.

Sul fronte opposto, anche Futuro Nazionale di Roberto Vannacci continua a premere per l’introduzione delle preferenze, trasformando il tema in uno dei terreni di scontro più sensibili all’interno dell’area conservatrice.

Nei prossimi giorni il Parlamento entrerà dunque nel vivo di una battaglia destinata a incidere profondamente sulle regole del gioco politico italiano.

E mentre la maggioranza accelera per rispettare il calendario, l’opposizione prepara barricate parlamentari e voti segreti che potrebbero ancora riservare sorprese.

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