La solita tiritera

Riflessioni a margine
di Marco Testa

Che senso ha spargere voci di corridoio? Veramente si pensa che queste contribuiscano al bene della nostra comunità?

Nei giorni appena trascorsi, ben tre conoscenti mi hanno telefonato un po’ preoccupati dopo aver sentito dire che la testata Allora! sarebbe in vendita. Una balla stratosferica, lontana anni luce dalla realtà.

Un giornale stimato, con un numero di lettori in continua crescita, capace di consolidare una forte presenza online quotidiana e con l’ambizione di diventare il più autorevole mezzo di comunicazione degli italo-australiani, non è in vendita. Né tantomeno si farà abbattere dai soliti chiacchiericci da bar, ancora tanto cari a certi individui.

Le voci di corridoio non informano, non aiutano e non edificano. Servono soltanto a creare confusione, divisioni e quel clima tossico che da troppo tempo accompagna certa vita associativa italiana all’estero.

Ovviamente, quanti si autodefiniscono “competitors” non perdono tempo per organizzarsi. Essendo andate male le offerte di compravendita dello scorso anno, probabilmente ora qualcuno alza il tiro e, forte di generosi finanziamenti locali del governo australiano, può persino permettersi di fare da cassa di risonanza a varie feste nazionali. Tanto, ormai, ognuno sembra essersi inventato la propria Festa della Repubblica.

Ero insieme a due cari amici ieri quando uno ha detto all’altro:

— “Anto’, ma quante Feste della Repubblica Italiana ci sono?”

La risposta è stata tanto ironica quanto azzeccata:

— “Beppe, hai presente le feste della Madonna? La stessa cosa. La chiamano ‘religione laica’ e ognuno si festeggia la ‘propria’ Repubblica, come fosse il santo patrono. I tempi cambiano, ma i vizi restano.”

Fa sorridere assistere a questa proliferazione di celebrazioni e “micro-repubbliche” parallele. Una volta la Festa della Repubblica era un momento condiviso, simbolo autentico di unità nazionale. A Sydney si teneva al Wharf 8 di Darling Harbour ed era organizzata da un comitato abbastanza rappresentativo della comunità italiana.

Oggi, invece, sembra spesso diventata terreno di passerella sociale o occasione per contarsi tra gruppi, associazioni e cordate. Più che celebrare l’Italia, talvolta pare si celebri il proprio orticello.

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