GARLASCO, SEMPIO È INNOCENTE: CONTRO DI LUI PIÙ DUBBI CHE CERTEZZE

Gli elementi emersi finora appaiono deboli e potrebbero essere facilmente contestati in aula. E mentre tutti guardano verso un solo indagato, resta aperto l’interrogativo sulla possibile presenza di un’altra persona

di Emanuele Esposito

Andrea Sempio è innocente.

Lo è certamente fino a prova contraria, ma personalmente ritengo che, sulla base di quanto emerso pubblicamente fino a questo momento, gli elementi raccolti contro di lui siano troppo deboli per dimostrare che sia stato lui a uccidere Chiara Poggi.

Non sono un giurista e non pretendo di sostituirmi ai magistrati, agli investigatori o agli esperti di medicina legale. Ma seguendo da tempo il caso Garlasco, la mia impressione è chiara: oggi vi sono molti più dubbi che certezze.

Lo ha sostenuto, con il suo consueto linguaggio diretto, anche Vittorio Feltri. Il giornalista si è domandato perché Andrea Sempio sia tornato al centro dell’inchiesta soltanto adesso, a quasi diciannove anni dal delitto.

«Ci spieghino perché salta fuori soltanto ora. Ci spieghino questa sceneggiata», ha dichiarato Feltri, aggiungendo di ritenere innocenti sia Sempio sia Alberto Stasi.

E la domanda posta da Feltri è legittima: perché Sempio salta fuori soltanto oggi?

Perché elementi già conosciuti, analizzati o comunque presenti negli atti vengono improvvisamente riletti come se potessero cambiare completamente la storia dell’omicidio?

GLI INDIZI CONTRO SEMPIO APPAIONO DEBOLI

Si parla di impronte, tracce, scarpe, telefonate, appunti e comportamenti giudicati sospetti. Ma tutto ciò che è stato reso pubblico fino a oggi appare ancora lontano dalla prova schiacciante capace di dimostrare che Andrea Sempio sia entrato nella villetta di via Pascoli e abbia ucciso Chiara Poggi.

Una cosa è avere dei sospetti. Un’altra è poter sostenere un’accusa di omicidio davanti a una Corte.

Gli elementi indicati contro Sempio potrebbero essere contestati e, a mio giudizio, facilmente smontati dalla difesa. Non perché siano necessariamente irrilevanti, ma perché non sembrano in grado di rispondere alle domande fondamentali.

Quando sarebbe entrato Sempio nella casa? Perché avrebbe ucciso Chiara? Quale sarebbe stato il movente? Come avrebbe agito? Come sarebbe uscito senza lasciare una prova inequivocabile della sua partecipazione all’omicidio?

La scienza forense e la tecnologia hanno fatto passi da gigante dal 2007. Proprio per questo oggi dovremmo disporre di elementi molto più solidi, non di interpretazioni controverse di tracce vecchie di quasi vent’anni.

E invece si continua a discutere di compatibilità, possibilità, ipotesi e ricostruzioni.

Tutto può essere utile per indagare. Ma per condannare una persona serve ben altro.

LE STESSE INCERTEZZE CHE SEGNARONO IL PROCESSO STASI

Il caso di Alberto Stasi dovrebbe insegnare qualcosa.

Stasi venne assolto in primo grado e assolto anche nel primo processo d’appello. Successivamente, attraverso una diversa valutazione degli elementi, venne condannato definitivamente a sedici anni di carcere.

Non intendo discutere una sentenza definitiva, ma non si può fingere che quel percorso giudiziario sia stato lineare.

Le prove che per alcuni giudici non erano sufficienti per condannarlo sono state successivamente considerate idonee a dimostrarne la responsabilità.

Oggi, più o meno, sembra accadere qualcosa di simile con Andrea Sempio. Elementi già esaminati o comunque risalenti all’epoca del delitto vengono riletti attraverso una nuova interpretazione.

Ma non si può passare da un presunto colpevole all’altro cercando di adattare ogni volta gli stessi frammenti a una ricostruzione differente.

La giustizia deve trovare il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. Non deve necessariamente trovare qualcuno da indicare come responsabile soltanto per chiudere definitivamente un caso che da quasi diciannove anni continua a produrre dubbi.

LA PROCURA NON HA LA “PISTOLA FUMANTE”

Se la Procura avesse già in mano la prova schiacciante, quella che in termini giornalistici viene definita la “pistola fumante”, probabilmente il quadro apparirebbe molto diverso.

Andrea Sempio, invece, continua a essere libero e continua a proclamarsi innocente.

È vero che il mancato arresto non equivale a un’assoluzione e che una misura cautelare dipende anche da altre condizioni. Ma è altrettanto evidente che, allo stato attuale, non è emerso pubblicamente quell’elemento decisivo che possa chiudere ogni discussione sulla sua responsabilità.

La Procura potrebbe possedere atti non ancora conosciuti dall’opinione pubblica. Ma noi possiamo giudicare soltanto ciò che è stato reso noto.

E quello che conosciamo, fino a questo momento, non basta.

Non basta per trasformare Sempio in un assassino.

Non basta per cancellare ogni possibile ricostruzione alternativa.

Non basta per affermare che il caso Garlasco sia finalmente risolto.

SE C’ERA SEMPIO, C’ERA ANCHE QUALCUN ALTRO?

Vi è poi un altro aspetto che non può essere ignorato.

Gli investigatori starebbero verificando anche altre piste e altri possibili scenari. Perché la scena del crimine potrebbe non raccontare soltanto la presenza di una singola persona.

Se davvero Andrea Sempio fosse stato presente nella casa dei Poggi quella mattina, siamo sicuri che fosse solo?

E se non fosse stato lui a uccidere Chiara, quale significato avrebbero le eventuali tracce ricondotte alla sua presenza?

È possibile che nella villetta ci fosse anche un’altra persona?

Qualcuno che conosceva bene la casa, le abitudini della famiglia e i movimenti di Chiara?

Sono domande, non accuse. E devono rimanere tali fino a quando non emergeranno prove concrete.

Ma è proprio questo il punto: l’inchiesta non può concentrarsi esclusivamente su Sempio trascurando ogni altra possibile pista. La sensazione è che dietro quella mattina possa esserci una storia più complessa di quella che per anni è stata raccontata.

Se sulla scena vi era davvero Sempio, potrebbe esserci stato anche qualcun altro. Una persona molto vicina all’ambiente familiare, capace di muoversi senza destare sospetti e di conoscere perfettamente la situazione.

Anche questa possibilità deve essere verificata fino in fondo, senza pregiudizi e senza proteggere nessuno.

PIÙ DUBBI CHE CERTEZZE

Vittorio Feltri ha detto di ritenere innocenti sia Sempio sia Stasi.

È una posizione forte, che molti non condivideranno. Ma non è affatto assurdo pensare che il vero assassino di Chiara Poggi possa non essere stato ancora individuato.

Quello di Garlasco è stato un caso caratterizzato fin dall’inizio da errori, contaminazioni, interpretazioni opposte, assoluzioni, condanne e continui colpi di scena.

Dopo quasi diciannove anni, non possiamo permettere che Andrea Sempio venga condannato prima ancora di entrare in un’aula di tribunale.

La televisione, i social e i processi mediatici hanno già pronunciato troppe sentenze. Ma una persona non diventa colpevole perché il suo volto viene mostrato ogni giorno o perché contro di lei vengono ripetuti continuamente gli stessi sospetti.

Andrea Sempio, per me, è innocente perché fino a oggi non ho visto una prova capace di dimostrare il contrario.

Ho visto indizi discutibili.

Ho visto ricostruzioni.

Ho visto ipotesi.

Ho visto elementi che possono essere interpretati in più modi.

Ma non ho visto la prova schiacciante.

Nel caso Garlasco continuano quindi a esserci più dubbi che certezze. E fino a quando quei dubbi non saranno superati da prove solide, scientifiche e incontestabili, Andrea Sempio non può essere considerato l’assassino di Chiara Poggi.

La verità potrebbe essere ancora nascosta.

E forse bisogna avere il coraggio di cercarla anche altrove.