Jacinta Allan lascia da premier del Victoria: «È stata la più grande onorificenza della mia vita»

Dopo 1.036 giorni alla guida dello Stato, la leader laburista rinuncia alla sfida interna e assicura pieno sostegno a Ben Carroll. Nel discorso d’addio rivendica il Metro Tunnel, le politiche contro il carovita e gli investimenti nella salute delle donne

Jacinta Allan ha annunciato le proprie dimissioni da leader del Labor e da premier del Victoria, mettendo fine a una crisi politica che nelle ultime ore aveva reso inevitabile una resa dei conti all’interno del partito.

La decisione è arrivata dopo una notte di colloqui con ministri e parlamentari laburisti, molti dei quali avevano ormai ritirato il proprio sostegno alla premier e incoraggiato il vice Ben Carroll a candidarsi per la leadership.

Allan ha definito la scelta «difficile», ma necessaria nell’interesse del Partito Laburista e dei cittadini del Victoria.

«È stata l’onorificenza della mia vita servirvi», ha dichiarato rivolgendosi alla popolazione, prima di ringraziare quanti l’hanno sostenuta durante i suoi 1.036 giorni alla guida dello Stato.

Sostegno incondizionato a Ben Carroll

La premier uscente ha confermato che presiederà la riunione del caucus chiamata a eleggere il nuovo leader.

Qualora Ben Carroll dovesse assumere la guida del partito, Allan gli offrirà le proprie congratulazioni e un sostegno «incondizionato».

Il vicepremier aveva annunciato la candidatura dopo avere sostenuto pubblicamente che Allan non disponeva più della maggioranza tra i parlamentari Labor.

La rinuncia della premier evita una competizione interna potenzialmente lunga quattro settimane, che avrebbe coinvolto anche gli iscritti del partito a pochi mesi dalle elezioni statali.

«Questo lavoro è stato difficile»

Nel discorso d’addio, Allan non ha nascosto la durezza del ruolo.

«Siamo onesti: questo lavoro è stato difficile», ha affermato. Ha però aggiunto che le famiglie dei lavoratori affrontano difficoltà ancora maggiori, soprattutto a causa del costo della vita, della pressione sugli alloggi e dell’aumento delle spese quotidiane.

La premier uscente ha rivendicato di avere trasformato la convenienza economica e il sostegno alle famiglie nella missione centrale del proprio governo.

Ha ricordato di avere ereditato un aumento della criminalità e un bilancio in deficit, sostenendo che il governo abbia rafforzato le leggi sulla libertà su cauzione e contribuito a una riduzione dei reati dopo gli anni della pandemia.

«Dannatamente orgogliosa» del Metro Tunnel

Al primo posto tra i risultati rivendicati da Allan c’è il Metro Tunnel, una delle più importanti opere infrastrutturali realizzate nello Stato.

La premier si è detta «goddamn proud», dannatamente orgogliosa, del progetto, presentandolo come simbolo della modernizzazione dei trasporti e degli investimenti pubblici nel futuro del Victoria.

Allan ha inoltre ricordato il proprio legame con Melbourne, definita una città straordinaria, multiculturale e orgogliosa della propria diversità.

Ma il passaggio più personale è stato dedicato alle aree regionali.

Originaria di Bendigo, Allan ha sottolineato il ruolo dei governi Labor negli investimenti destinati a ferrovie, ospedali, scuole e nuove industrie fuori dalla capitale.

Secondo la premier, quelle politiche hanno permesso ai suoi figli di trovare nella propria comunità opportunità che lei non aveva avuto crescendo.

La battaglia per la salute delle donne

Uno dei passaggi più sentiti del discorso ha riguardato la salute femminile.

Allan ha ricordato la propria esperienza con l’endometriosi e le difficoltà vissute durante la gravidanza, spiegando come quelle vicende abbiano influenzato le sue priorità politiche.

«Per troppo tempo il dolore delle donne è stato ignorato», ha dichiarato.

La premier ha rivendicato l’apertura di 15 cliniche dedicate alla salute delle donne in tutto il Victoria, l’accesso facilitato alla contraccezione attraverso le farmacie e il potenziamento dei servizi sanitari virtuali per le famiglie.

«Questo è ciò che accade quando le donne vengono ascoltate», ha affermato.

Allan ha ricordato con orgoglio di essere stata la seconda donna a guidare il Victoria e ha rivolto un messaggio alle giovani che intendono entrare in politica: non lasciarsi scoraggiare dalla durezza degli ultimi giorni, ma considerare il sostegno ricevuto durante la sua carriera come la dimostrazione che una donna può produrre un cambiamento reale.

«Sono una combattente»

Nonostante la decisione di lasciare, Allan si è definita una combattente.

Ha ricordato le proprie radici laburiste, la famiglia e l’impegno a favore dei lavoratori e dei servizi pubblici.

La premier ha sostenuto che sarebbe stata pronta ad affrontare le elezioni di novembre e ha lanciato un ultimo attacco alla Coalition, accusandola di rappresentare un rischio per ospedali, scuole e famiglie del Victoria.

Ha inoltre indicato la crescita di One Nation come un pericolo concreto per il futuro politico dello Stato.

Il discorso ha quindi assunto anche il tono di un appello al suo successore: mantenere unito il Labor e impedire che le divisioni interne aprano la strada alla destra nelle prossime elezioni.

Il ringraziamento alla famiglia

La parte conclusiva è stata dedicata al marito Yorick e ai figli Peggy e Cormac.

Allan ha riconosciuto che il peso dell’incarico è stato ancora più difficile per la sua famiglia e ha scherzato sul fatto che, d’ora in poi, sarà più presente a casa per chiedere ai figli di spegnere i computer e mettere in ordine le stanze.

Ha promesso di partecipare agli spettacoli scolastici e ai momenti familiari senza essere costretta a lasciare tutto in anticipo per un impegno istituzionale.

La premier ha poi ringraziato i collaboratori, i ministri, i parlamentari Labor e i leader con i quali ha lavorato, ricordando Steve Bracks, John Brumby e Daniel Andrews.

Il suo ultimo pensiero è andato alla città natale di Bendigo e a tutti i cittadini del Victoria.

Si chiude un capitolo, comincia la corsa contro il tempo

Le dimissioni chiudono un’esperienza durata meno di tre anni e aprono immediatamente la successione.

Ben Carroll appare destinato a diventare il nuovo premier, ma erediterà un partito diviso, sondaggi difficili e un governo sotto pressione per criminalità, debito, costo della vita e polemiche sui grandi progetti infrastrutturali.

Jacinta Allan lascia rivendicando il proprio operato e senza nascondere l’amarezza per una leadership terminata attraverso una rivolta interna.

Il suo addio evita una guerra prolungata nel Labor, ma non cancella i problemi che l’hanno provocata.

Il nuovo leader avrà pochi mesi per dimostrare che il cambio al vertice non è soltanto una manovra di sopravvivenza, ma l’inizio di una nuova fase per il governo del Victoria.