Il caucus laburista evita all’ultimo momento una lunga guerra interna. Sonya Kilkenny ritira la sfida, Gabrielle Williams diventa vicepremier. Carroll promette una nuova direzione su integrità, sicurezza ed economia
Ben Carroll è il nuovo premier del Victoria.
L’ex vicepremier e ministro dell’Istruzione è stato eletto all’unanimità dal caucus del Labor al termine di una riunione durata circa due ore e segnata da tensioni, urla e trattative dell’ultimo minuto.
La successione è arrivata poche ore dopo l’annuncio delle dimissioni di Jacinta Allan, che ha rinunciato alla guida del partito e dello Stato appena prima di affrontare una sfida interna che, secondo numerosi osservatori, avrebbe quasi certamente perso.
Carroll si è recato subito dopo a Government House, dove ha prestato giuramento poco prima delle 12.50 di martedì. La ministra dei Trasporti Gabrielle Williams è stata scelta come nuova vicepremier.
La sfida improvvisa di Sonya Kilkenny
L’elezione di Carroll sembrava inizialmente destinata a svolgersi senza particolari ostacoli. La situazione è però precipitata quando la procuratrice generale Sonya Kilkenny, considerata una delle più fedeli sostenitrici di Allan, ha deciso di presentare la propria candidatura.
La mossa ha diviso il caucus e rischiato di aprire una competizione interna della durata massima di sei settimane, con il voto esteso agli iscritti del Labor.
Durante la riunione, i giornalisti presenti nei corridoi del Parlamento avrebbero sentito grida provenire dalla sala. Per alcuni minuti è sembrato possibile che Gabrielle Williams venisse nominata leader ad interim in attesa del voto della base.
Uno scenario politicamente devastante a soli quattro mesi dalle elezioni statali di novembre.
Alla fine Kilkenny ha rinunciato alla corsa e Carroll è stato approvato all’unanimità, permettendo al Labor di evitare una lunga battaglia interna.
Carroll: «Il governo deve cambiare direzione»
Nel suo primo messaggio da leader, Carroll ha dichiarato di essere «onorato» della fiducia ricevuta dai colleghi.
Ha spiegato di avere accettato la candidatura perché la posta in gioco alle prossime elezioni sarebbe troppo alta e ha indicato chiaramente le priorità della nuova amministrazione.
«Sui temi fondamentali per i cittadini del Victoria, il nostro governo deve cambiare direzione: sull’integrità, sulla sicurezza delle comunità e sull’economia», ha dichiarato.
«Come premier, realizzerò questo cambiamento».
Carroll ha inoltre sostenuto che i sondaggi starebbero portando il Victoria verso il rischio di un governo Liberale-One Nation, che a suo giudizio taglierebbe scuole, sanità e servizi essenziali.
La sua prima strategia politica appare quindi già definita: presentare il nuovo Labor come l’unica barriera contro una possibile alleanza conservatrice.
Albanese difende il Labor
Il primo ministro Anthony Albanese è intervenuto accusando l’opposizione del Victoria di essere a sua volta caotica.
Secondo Albanese, gli elettori dovranno scegliere tra un governo Labor che ha costruito ospedali, scuole e il Melbourne Metro e una possibile coalizione composta da Liberali, Nationals e One Nation.
Il premier federale ha cercato così di spostare l’attenzione dalle divisioni interne del Labor alle difficoltà dell’opposizione, che continua a essere attraversata da tensioni sulla leadership e sulle possibili alleanze future.
L’opposizione attacca: «Il governo è crollato»
Liberali e Nationals hanno immediatamente sfruttato il caos della riunione.
Il deputato dei Nationals Martin Cameron ha descritto la situazione come il crollo definitivo di un «castello di carte».
Il procuratore generale ombra James Newbury ha sostenuto di non avere mai visto un partito eliminare il proprio leader prima ancora della conclusione della riunione interna.
L’opposizione vuole trasformare le dimissioni di Allan e la tormentata successione in una prova dell’esaurimento politico del governo.
La linea sarà semplice: il Victoria non avrebbe bisogno di un altro premier Labor, ma di un completo cambio di governo.
L’addio di Jacinta Allan
Jacinta Allan aveva annunciato le proprie dimissioni alle 9.30 del mattino, pochi minuti prima della riunione decisiva.
La premier uscente ha dichiarato che sarebbe stata pronta a sottoporre il proprio operato al voto degli iscritti e di essere convinta di poter vincere.
Ha però deciso di ritirarsi perché una lunga competizione interna, a pochi mesi dalle elezioni, avrebbe consumato risorse e lasciato il Victoria in una condizione di incertezza.
«Sono, e sono sempre stata, una persona di squadra», ha affermato, promettendo sostegno incondizionato a Carroll.
Allan non dovrebbe ricandidarsi nel collegio di Bendigo East alle elezioni di novembre.
Il bilancio rivendicato dalla premier uscente
Nel suo discorso di addio, Allan ha difeso il lavoro svolto nei suoi 1.036 giorni da premier.
Ha rivendicato la riduzione della criminalità rispetto ai picchi successivi alla pandemia, il risanamento del bilancio, la gratuità permanente del trasporto pubblico per i bambini e la costruzione di 121 scuole e 12 ospedali.
Si è detta «dannatamente orgogliosa» del Metro Tunnel, definendolo non soltanto un progetto infrastrutturale, ma un patrimonio destinato a migliorare la vita dei cittadini.
Un passaggio particolarmente emotivo è stato dedicato alla salute delle donne.
Allan ha ricordato la propria esperienza con l’endometriosi e le difficoltà vissute durante la nascita della figlia. Ha rivendicato l’apertura di 15 cliniche dedicate alla salute femminile, l’accesso alla pillola contraccettiva direttamente in farmacia e il servizio di pronto soccorso virtuale.
Una corsa contro il tempo
Ben Carroll eredita un governo in difficoltà, un partito profondamente diviso e appena quattro mesi per riconquistare la fiducia degli elettori.
Dovrà affrontare le accuse di corruzione legate ai grandi cantieri infrastrutturali, la pressione sulla sicurezza pubblica, la crisi delle scuole, il debito statale e il crescente consenso di One Nation.
L’elezione unanime offre un’apparenza di unità, ma la mattinata ha mostrato quanto siano profonde le fratture all’interno del Labor.
Il nuovo premier promette una direzione diversa. Ora dovrà dimostrare che il cambio al vertice non è soltanto un’operazione di sopravvivenza elettorale, ma l’inizio di una vera svolta per il Victoria.
