La commissione anticorruzione ha ascoltato una testimonianza su presunti tentativi di ottenere 10.000 dollari per sostenere il gruppo dei NSW Reformers. Il leader federale dell’opposizione non è accusato di alcun illecito e afferma di non essere mai stato contattato
Il nome del leader federale dell’opposizione, Angus Taylor, è emerso durante l’inchiesta della commissione anticorruzione del New South Wales sui presunti finanziamenti destinati a una fazione conservatrice del Partito Liberale.
È fondamentale chiarire che Taylor non è accusato di alcun illecito, non risulta parte dell’indagine e, attraverso un portavoce, ha affermato di non essere mai stato avvicinato per il contributo discusso nei messaggi esaminati dalla commissione.
Le dichiarazioni sono state ascoltate nel secondo giorno delle udienze dell’Independent Commission Against Corruption, nell’ambito dell’operazione Rosny, destinata a proseguire per circa otto settimane.
La testimonianza dell’ex collaboratore liberale
Davanti alla commissione è comparso Dylan Whitelaw, ex collaboratore del Partito Liberale.
Whitelaw ha spiegato di essere stato coinvolto nelle attività dei NSW Reformers mentre lavorava anche per Catholic Schools NSW.
Il gruppo viene descritto come una fazione liberale conservatrice e cristiana, collegata ad alcune delle principali figure esaminate nell’inchiesta, tra cui il fondatore ed ex organizzatore politico Christian Ellis e Jean-Claude Perrottet, fratello dell’ex premier del NSW Dominic Perrottet.
Fu proprio Dominic Perrottet a trasmettere le accuse all’ICAC nel 2022. Anche l’ex premier non è accusato di alcun illecito.
Il messaggio: «Voglio chiedere 10mila ad Angus»
Durante l’interrogatorio, l’avvocata che assiste la commissione, Juliet Curtin, ha mostrato a Whitelaw lo screenshot di una conversazione inoltrata dal lobbista Robert Assaf a una chat di gruppo.
Tra i partecipanti figuravano Whitelaw, Jean-Claude Perrottet e Christian Ellis.
Lo screenshot riproduceva uno scambio tra Assaf e Dallas McInerney, amministratore delegato di Catholic Schools NSW.
Nel messaggio si faceva riferimento a un incontro mattutino con alcuni ministri e alla necessità di ricevere un aggiornamento sui progressi compiuti negli ultimi sei-dodici mesi.
Compariva poi la frase: «I want to shake down Angus for 10k», traducibile nel contesto come l’intenzione di sollecitare Angus per un contributo di 10.000 dollari.
Whitelaw ha dichiarato di non ricordare di avere visto il messaggio all’epoca, ma di ritenere che il riferimento fosse ad Angus Taylor, allora parlamentare federale liberale.
Il significato della sigla “SCD”
Secondo Whitelaw, la sigla “SCD” contenuta nel messaggio indicava gli state council delegates, i delegati del consiglio statale del partito.
L’ex collaboratore riteneva quindi che il testo riguardasse gli sforzi dei NSW Reformers per reclutare nuovi membri e aumentare la propria influenza all’interno della struttura liberale.
Curtin gli ha chiesto se, almeno apparentemente, McInerney volesse ottenere un aggiornamento sui progressi della fazione per poi chiedere a Taylor un contributo finanziario destinato a proseguire il lavoro del gruppo.
Whitelaw ha evitato di confermare l’interpretazione, rispondendo di non voler fare speculazioni, pur riconoscendo che il messaggio poteva apparire in quel modo a una prima lettura.
Taylor: «Non ero parte di queste vicende»
Un portavoce di Angus Taylor ha dichiarato che il leader dell’opposizione non era parte delle questioni sottoposte alla commissione e non era mai stato contattato.
Ha inoltre invitato a lasciare che l’inchiesta segua il proprio corso senza interferenze o commenti politici.
Secondo la dichiarazione, le donazioni e le attività di raccolta fondi vengono denunciate nel rispetto delle regole e sono gestite dal Partito Liberale.
La presenza del nome di Taylor in un messaggio, quindi, non dimostra che sia mai avvenuta una richiesta, che sia stato versato denaro o che il parlamentare fosse a conoscenza delle attività discusse.
L’albergatore che finanziò i NSW Reformers
Nel corso delle udienze è stato ascoltato anche l’imprenditore alberghiero Michael O’Hara, che aveva contribuito economicamente alle attività dei NSW Reformers.
Una parte dell’inchiesta deve stabilire se O’Hara, considerato un donatore proibito, abbia effettuato versamenti politici superiori ai limiti consentiti e non correttamente dichiarati.
Secondo le accuse esaminate dall’ICAC, i pagamenti sarebbero transitati attraverso la società Paslibdan Pty Ltd e sarebbero stati presentati come compensi per attività di consulenza.
Il denaro sarebbe stato invece destinato a rafforzare la presenza di membri conservatori all’interno del Partito Liberale.
Si tratta di ipotesi ancora sottoposte all’esame della commissione e non di conclusioni giudiziarie definitive.
«Pensavo fossero brave persone»
O’Hara ha dichiarato di essere rimasto «assolutamente sbalordito» e «disgustato» dalle accuse emerse durante l’inchiesta.
Interrogato su fatture ed email relative a pagamenti verso società collegate a Ellis e Jean-Claude Perrottet, l’imprenditore ha sostenuto di aver creduto che l’accordo servisse a promuovere i propri valori conservatori all’interno del partito.
Alcune fatture descrivevano le prestazioni come consulenze per strategie patrimoniali e di investimento.
O’Hara ha paragonato il rapporto alla gestione di un albergo: il proprietario stabilisce la direzione generale, ma lascia l’attività quotidiana a persone che considera competenti e affidabili.
«Pensavo fossero brave persone», ha dichiarato, aggiungendo di avere commesso un errore nel sostenerle perché «evidentemente hanno perso la strada».
Perché O’Hara era un donatore proibito
La commissione ha precedentemente ascoltato che O’Hara non poteva effettuare donazioni politiche a causa dei suoi interessi in numerosi locali del New South Wales.
La legislazione vieta infatti determinate donazioni provenienti da soggetti collegati principalmente ai settori degli alcolici e del gioco d’azzardo.
L’ICAC dovrà stabilire se i pagamenti contestati fossero vere consulenze commerciali oppure contributi politici dissimulati.
Dovrà inoltre verificare chi fosse a conoscenza della reale destinazione del denaro e se le somme siano state utilizzate per condizionare la composizione interna del Partito Liberale.
Un’inchiesta destinata a durare otto settimane
Le udienze proseguiranno per circa otto settimane e dovrebbero coinvolgere numerosi testimoni, documenti finanziari, comunicazioni private e rapporti tra esponenti politici, lobbisti e finanziatori.
Il passaggio relativo ad Angus Taylor ha inevitabilmente attirato l’attenzione nazionale, considerando il suo attuale incarico di leader dell’opposizione federale.
Ma il quadro, allo stato attuale, resta preciso: il suo nome compare in una conversazione nella quale altre persone discutevano della possibilità di chiedergli un contributo. Taylor afferma di non essere mai stato avvicinato e non è accusato di alcuna condotta illecita.
L’inchiesta dovrà ora chiarire se quella richiesta sia mai stata formulata, quale fosse la natura delle attività finanziate e se il sistema utilizzato dai NSW Reformers abbia violato le leggi sulle donazioni politiche.
