Secondo fonti yemenite citate dal Guardian, Riad starebbe preparando un’operazione militare via mare e forse anche via terra. In parallelo, il regno punta a costruire una coalizione navale per proteggere il traffico nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab
L’Arabia Saudita starebbe preparando una vasta offensiva militare contro gli Houthi nello Yemen, con operazioni previste via mare e, potenzialmente, anche sul terreno.
A riportarlo è il Guardian, che cita fonti yemenite. Al momento non è arrivata una conferma ufficiale da parte del governo saudita e le informazioni devono quindi essere considerate ancora in fase di verifica.
Secondo il quotidiano britannico, alcune forze saudite sarebbero state osservate mentre si ritiravano dalla parte orientale dello Yemen. Il movimento potrebbe rappresentare una riorganizzazione delle truppe in vista di un’operazione terrestre nelle regioni centrali del Paese.
Possibile apertura di un nuovo fronte
Un’offensiva su larga scala segnerebbe una nuova e pericolosa escalation nel conflitto yemenita.
Gli Houthi controllano vaste aree dello Yemen, compresa la capitale Sana’a, e negli ultimi anni hanno rafforzato la propria capacità di colpire obiettivi terrestri e marittimi attraverso missili e droni.
L’Arabia Saudita considera il movimento, sostenuto dall’Iran, una minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale e alle infrastrutture energetiche del regno.
Un’operazione terrestre potrebbe però rivelarsi estremamente complessa, sia per la conformazione del territorio sia per l’esperienza militare accumulata dagli Houthi durante anni di guerra.
Una coalizione per proteggere il Mar Rosso
Parallelamente ai preparativi militari, Riad starebbe cercando di organizzare una coalizione navale internazionale.
L’obiettivo sarebbe proteggere le navi commerciali e le rotte energetiche dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab.
Questo passaggio rappresenta uno dei punti strategici più importanti del commercio mondiale, perché collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano.
Attraverso quella rotta transitano petrolio, gas, container e merci dirette verso il Canale di Suez e il Mediterraneo.
Gli attacchi contro le imbarcazioni hanno già costretto numerose compagnie a deviare le proprie navi attorno al Capo di Buona Speranza, aumentando tempi di percorrenza, costi assicurativi e prezzi del trasporto.
Il rischio per le esportazioni saudite
La sicurezza del Mar Rosso è particolarmente importante per l’Arabia Saudita.
Il regno utilizza i porti occidentali e gli oleodotti verso il Mar Rosso come alternativa allo Stretto di Hormuz, soprattutto nei periodi di maggiore tensione con l’Iran.
Se anche la rotta di Bab el-Mandab diventasse troppo pericolosa, Riad vedrebbe ridursi drasticamente le proprie possibilità di esportare petrolio verso Europa e Asia.
Per questo la minaccia degli Houthi non riguarda soltanto la sicurezza militare, ma anche la stabilità economica del regno e dei mercati energetici internazionali.
Una guerra mai realmente conclusa
L’Arabia Saudita intervenne militarmente nello Yemen nel 2015 alla guida di una coalizione araba, con l’obiettivo di sostenere il governo riconosciuto internazionalmente e fermare l’avanzata degli Houthi.
Il conflitto ha provocato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, con migliaia di vittime, milioni di sfollati e un sistema sanitario ed economico gravemente danneggiato.
Negli ultimi anni, Riad aveva cercato di ridurre il proprio coinvolgimento diretto e di aprire un percorso negoziale.
La preparazione di una nuova offensiva indicherebbe però che quei tentativi non hanno prodotto garanzie sufficienti per la sicurezza saudita.
Il ruolo dell’Iran
Gli Houthi fanno parte della rete di organizzazioni regionali sostenute da Teheran.
L’Iran nega di controllarne direttamente le decisioni, ma è accusato dagli avversari di fornire tecnologia, addestramento e componenti per missili e droni.
In una fase di forte confronto tra Stati Uniti, Iran e Paesi del Golfo, una grande operazione saudita in Yemen potrebbe trasformarsi rapidamente in un ulteriore fronte della crisi regionale.
Teheran potrebbe aumentare il sostegno agli Houthi, mentre altri alleati occidentali e arabi di Riad potrebbero essere chiamati a contribuire alla protezione delle rotte marittime.
Le incognite di un’offensiva terrestre
Il movimento delle forze saudite nell’est dello Yemen potrebbe essere interpretato come preparazione a un attacco, ma potrebbe anche rispondere a esigenze difensive o logistiche.
Senza conferme ufficiali, non è ancora possibile stabilire dimensioni, obiettivi e tempi di un’eventuale offensiva.
Un intervento via terra comporterebbe rischi elevati.
Le forze saudite dovrebbero operare in un territorio frammentato, con numerosi gruppi armati, rivalità locali e infrastrutture distrutte.
Anche una vittoria militare potrebbe non garantire un controllo politico stabile delle aree conquistate.
Nuova minaccia per la popolazione yemenita
La principale preoccupazione riguarda ancora una volta i civili.
Una ripresa dei combattimenti su larga scala potrebbe provocare nuovi sfollamenti, interrompere l’arrivo degli aiuti e aggravare la situazione alimentare e sanitaria.
Lo Yemen non si è mai realmente ripreso dagli anni più intensi della guerra.
Intere comunità continuano a dipendere dagli aiuti internazionali, mentre ospedali, scuole, reti idriche e infrastrutture essenziali restano fragili.
Ogni nuova offensiva rischia quindi di produrre conseguenze umanitarie molto superiori agli obiettivi militari dichiarati.
Una regione sempre più vicina all’escalation
La possibile iniziativa saudita arriva in un momento di crescente instabilità nel Medio Oriente.
Gli attacchi nel Mar Rosso, il confronto con l’Iran e la pressione sulle principali rotte energetiche stanno spingendo diversi Paesi a rafforzare le proprie capacità militari.
Se le indiscrezioni venissero confermate, l’offensiva contro gli Houthi potrebbe diventare uno degli sviluppi più importanti della crisi regionale.
Per ora esistono movimenti di truppe, fonti yemenite e preparativi per una coalizione navale. Non ancora un annuncio ufficiale.
Ma il messaggio proveniente da Riad appare chiaro: l’Arabia Saudita non intende più tollerare che gli Houthi possano minacciare indisturbati le proprie infrastrutture e una delle rotte commerciali più importanti del mondo.
