Ananas, gli agricoltori australiani temono i rischi delle importazioni da India e Indonesia

Il governo federale valuta l’accesso al mercato per i frutti senza corona. I produttori chiedono controlli rigorosi: «Possiamo rifornire l’Australia tutto l’anno senza esporre le coltivazioni a nuovi parassiti»

I coltivatori australiani di ananas temono che l’eventuale apertura alle importazioni da India e Indonesia possa introdurre nel Paese parassiti e malattie oggi assenti.

Il Dipartimento federale dell’Agricoltura, della Pesca e delle Foreste ha pubblicato una bozza di valutazione del rischio relativa all’importazione di ananas freschi privati della corona.

India e Indonesia hanno chiesto l’accesso al mercato australiano nell’ambito degli obblighi commerciali internazionali. Il rapporto preliminare conclude che le importazioni potrebbero essere consentite, a condizione che vengano applicate severe misure di biosicurezza.

La consultazione pubblica resterà aperta fino al 14 settembre 2026.

Otto parassiti sotto osservazione

L’analisi ha individuato otto organismi nocivi che dovrebbero essere gestiti attraverso specifiche procedure di controllo.

La maggior parte appartiene al gruppo delle cocciniglie farinose, insetti capaci di nascondersi tra le foglie e nelle parti più difficili da ispezionare del frutto.

La rimozione della corona riduce il rischio perché elimina una delle zone dove i parassiti potrebbero annidarsi. Il rapporto propone inoltre trattamenti come fumigazione e irradiazione, controlli sulle singole unità e sistemi di tracciabilità fino all’azienda agricola e agli impianti di confezionamento.

Per i produttori australiani, tuttavia, il problema non riguarda soltanto l’esistenza delle regole, ma la loro applicazione continua nel tempo.

«Qui non abbiamo strumenti per combatterli»

Colin Hawken, coltivatore di seconda generazione a Mungar, a sud-ovest di Maryborough, teme che l’ingresso di un nuovo parassita possa provocare danni difficili da contenere.

«In India e Indonesia esistono malattie e parassiti che qui non abbiamo», ha spiegato.

«Se arrivassero in Australia, potremmo non avere strumenti per combatterli».

Il timore degli agricoltori è che un singolo errore nei controlli possa mettere a rischio non soltanto una spedizione, ma intere aree produttive.

Una volta entrato nell’ambiente, un organismo nocivo può risultare costoso o impossibile da eliminare.

Gli obblighi commerciali dell’Australia

Come membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, l’Australia è tenuta a valutare le richieste di accesso al mercato secondo criteri scientifici.

Le condizioni imposte non possono essere più restrittive del necessario e devono essere giustificate dal rischio effettivo per la biosicurezza.

Il dipartimento non può invece respingere una proposta sulla base del possibile danno economico provocato dalla concorrenza agli agricoltori locali.

Può esaminare parassiti, malattie e misure di controllo, ma non il rischio che i prodotti importati facciano diminuire prezzi e vendite per i produttori australiani.

I produttori: le importazioni non servono

Gli agricoltori sostengono che l’industria nazionale sia già in grado di soddisfare il mercato interno durante tutto l’anno.

Nel periodo finanziario 2024-2025, le aziende australiane hanno prodotto 68.373 tonnellate di ananas, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente.

Più di due terzi della produzione sono stati venduti come frutta fresca, mentre il valore nazionale alla produzione è stato stimato in 78,6 milioni di dollari.

«Possiamo fornire ananas 365 giorni all’anno e prenderci cura del nostro mercato», ha affermato Hawken.

Il produttore ha però ricordato che i prezzi oscillano molto. In alcuni periodi la scarsità garantisce margini migliori, mentre in altri gli agricoltori vendono al costo di produzione o persino al di sotto.

Importazioni finora molto limitate

L’Australia consente già l’importazione di ananas freschi senza corona da Filippine, Isole Salomone, Sri Lanka, Thailandia e Taiwan.

Le condizioni di accesso sono inoltre in fase di definizione per la Malaysia.

Nonostante questa possibilità, il volume effettivamente importato è stato finora minimo.

Nel 2025 sono arrivate circa 18 tonnellate di ananas da Taiwan, mentre nei cinque anni precedenti non risultano importazioni dagli altri Paesi autorizzati.

Per questo alcuni operatori ritengono che anche l’eventuale accesso di India e Indonesia potrebbe avere inizialmente un utilizzo limitato.

Gli agricoltori, però, temono che il volume possa aumentare nel tempo.

«Ogni ananas importato sostituisce uno australiano»

Scott Maxwell, presidente di Australian Pineapples, ha sottolineato il possibile impatto su occupazione e redditi agricoli.

«Ogni ananas importato che viene acquistato è un ananas australiano che non viene comprato da un produttore locale», ha dichiarato.

Secondo Maxwell, in caso di introduzione di un parassita sarebbero proprio gli agricoltori a sopportare le conseguenze economiche e operative.

Il settore ha investito negli ultimi anni in nuove varietà e campagne promozionali per rendere più attraente l’ananas fresco e competere con i prodotti in scatola.

I produttori temono che l’apertura del mercato possa interrompere questa fase di crescita.

La biosicurezza come patrimonio nazionale

Scott Kompo-Harms, amministratore delegato di Queensland Fruit and Vegetable Growers, ha definito la biosicurezza uno dei più importanti patrimoni naturali dell’Australia.

Secondo Kompo-Harms, eventuali misure di controllo dovranno essere verificate regolarmente e non soltanto al momento dell’avvio delle importazioni.

Il rispetto delle procedure nei Paesi esportatori, la qualità delle ispezioni e la tracciabilità saranno decisivi.

L’Australia ha costruito la propria reputazione agricola anche sulla capacità di tenere fuori numerosi parassiti presenti altrove. Perdere questa protezione potrebbe generare costi molto superiori al valore commerciale delle importazioni.

La decisione non è ancora stata presa

La pubblicazione della bozza non significa che le importazioni inizieranno automaticamente.

Il settore australiano dell’ananas presenterà una risposta formale durante la consultazione.

Le osservazioni tecniche raccolte saranno considerate nella preparazione del rapporto finale, previsto nella seconda metà del 2027.

Anche qualora il documento raccomandasse l’accesso al mercato, India e Indonesia dovrebbero dimostrare di essere in grado di applicare tutte le misure richieste prima dell’inizio degli scambi.

Una scelta tra commercio e prudenza

Il confronto mette ancora una volta in evidenza la tensione tra apertura commerciale e tutela dell’agricoltura nazionale.

Le regole internazionali impongono all’Australia di esaminare le richieste in modo scientifico e non discriminatorio.

Gli agricoltori chiedono però che nessuna opportunità commerciale venga considerata più importante della protezione delle coltivazioni.

L’industria sostiene di poter garantire ananas australiani per tutto l’anno. Per i produttori, quindi, il rischio biologico non sarebbe giustificato da una reale necessità del mercato.

La decisione finale dovrà stabilire se i controlli proposti siano sufficienti a proteggere le aziende agricole e l’ambiente australiano.

Perché una partita commerciale può essere rinegoziata. Un nuovo parassita, una volta entrato nel Paese, potrebbe invece restare per sempre.

Meta description: I produttori australiani di ananas temono rischi per la biosicurezza mentre il governo valuta le importazioni da India e Indonesia. La consultazione resta aperta fino al 14 settembre 2026.