NSW, il pill testing diventa permanente: controlli sulle droghe fino a 15 festival l’anno

Il governo del New South Wales renderà permanente il servizio di pill testing dopo un anno di sperimentazione nei festival musicali. Da ottobre il controllo delle sostanze sarà disponibile in fino a 15 eventi ogni anno. Il ministro della Salute Ryan Park sottolinea che la misura non rappresenta un via libera all’uso di droghe, ma uno strumento di riduzione del danno.

Il New South Wales renderà permanente il pill testing nei festival musicali.

La decisione arriva dopo una sperimentazione durata un anno, avviata nel marzo 2025 su raccomandazione del drug summit del dicembre 2024.

Secondo il governo Minns, il nuovo servizio partirà da ottobre e potrà essere attivato in fino a 15 festival ogni anno.

Il ministro della Salute Ryan Park ha chiarito che il programma «non è una soluzione definitiva» e non equivale in alcun modo a un’approvazione dell’uso di sostanze.

L’obiettivo, ha spiegato, è ridurre i rischi associati al consumo.

Quasi 1.500 campioni analizzati

Durante la fase sperimentale, NSW Health ha effettuato controlli in 12 festival.

Più di 1.800 persone hanno utilizzato il servizio e quasi 1.500 campioni sono stati analizzati.

Il test prevede il prelievo di una piccola quantità della sostanza consegnata volontariamente dall’utente, per verificare la presenza di componenti sconosciuti o particolarmente pericolosi.

Una valutazione dell’University of Sydney ha rilevato un calo delle presentazioni ospedaliere legate alle droghe durante il periodo di sperimentazione.

La media è stata di 2,3 ricoveri o accessi ospedalieri per giornata di festival, contro 3,6 nei due anni precedenti.

In alcuni festival zero ricoveri

Eventi come Hyperdome, Yours and Owls, Laneway e Mighty Hoopla avrebbero registrato zero presentazioni ospedaliere legate alle droghe durante il trial.

Secondo operatori sanitari citati nella valutazione, si sarebbe osservata anche una diminuzione dei casi più gravi, compresi quelli che richiedevano intubazione.

Il dato resta associativo e non dimostra da solo che il pill testing sia l’unica causa del calo, ma il governo ritiene i risultati sufficientemente positivi per proseguire.

Sostanze inattese nell’8,1% dei campioni

Uno degli elementi più significativi emersi dal trial riguarda la composizione delle sostanze.

Nel 8,1% dei campioni è stata individuata una sostanza inattesa.

Quando ciò accadeva, il 30% degli utenti dichiarava che avrebbe buttato via la droga, il 37,5% che ne avrebbe consumata meno e il 7,5% che non l’avrebbe utilizzata.

La sostanza più frequentemente rilevata è stata l’MDMA, presente nel 64,3% dei campioni, seguita da ketamina al 19,9% e cocaina all’8,1%.

Nel 4,4% delle compresse o capsule di MDMA è stata riscontrata una dose particolarmente elevata.

Il sostegno della madre di Alex Ross-King

La decisione è stata accolta positivamente da Jennie Ross-King, madre di Alex, morta nel 2019 per tossicità da MDMA dopo aver assunto una dose sconosciuta prima del FOMO Festival di Parramatta.

Secondo gli accertamenti coroniali, la 19enne aveva assunto due capsule insieme perché temeva di essere scoperta dalla polizia all’ingresso.

Ross-King ha ringraziato il governo per aver seguito le evidenze, sostenendo che i giovani possono compiere scelte rischiose ma non dovrebbero morire per una singola decisione.

Stanziati 4,3 milioni di dollari

Il governo del NSW ha destinato 4,3 milioni di dollari alla prosecuzione del servizio, realizzato anche con il contributo di NUAA.

Secondo la valutazione, il costo medio è stimato in circa 46.685 dollari per festival, equivalenti a circa 380 dollari per campione analizzato.

Gli eventi che potrebbero beneficiare maggiormente del servizio sarebbero quelli di musica elettronica, i grandi festival regionali di più giorni, gli eventi con pubblico giovane e meno esperto nell’uso di sostanze e quelli organizzati in condizioni di caldo intenso.

La decisione del governo segna quindi un cambiamento importante nella politica del NSW sulla riduzione del danno.

La linea resta chiara: il pill testing non elimina i rischi e non incoraggia il consumo, ma punta a fornire informazioni che possano ridurre overdose e ricoveri.